La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 14 gennaio 2016

la terra, la bellezza, l’amore, tutto questo ha sapore di pane

Del mare e della terra faremo pane,
coltiveremo a grano la terra e i pianeti,
il pane di ogni bocca,
di ogni uomo,
ogni giorno
arriverà perché andammo a seminarlo
e a produrlo non per un uomo
ma per tutti,
il pane, il pane
per tutti i popoli
e con esso ciò che ha
forma e sapore di pane
divideremo:
la terra,
la bellezza,
l’amore,
tutto questo ha sapore di pane.


Pablo Neruda


martedì 24 novembre 2015

Tenerli sotto controllo non era difficile.

"(…) il partito insegnava che i prolet erano esseri inferiori per natura e che, come gli animali, dovevano essere tenuti in soggezione mediante l'applicazione di poche e semplici regole. In effetti, dei prolet non si sapeva granché. Non era necessario. Finché continuavano a lavorare e generare, le altre cose che facevano non avevano grande importanza. Lasciati a se stessi, come bestiame in libertà nelle pianure argentine, avevano sviluppato uno stile di vita che pareva gli si confacesse alla perfezione, una specie di modello ancestrale.
Nascevano, vivevano in topaie, cominciavano a lavorare a dodici anni, attraversavano un fiorente quanto breve periodo di bellezza e di desiderio sessuale, a vent'anni si sposavano, a trenta erano già uomini e donne di mezza età, per poi morire, quasi tutti, a sessant'anni.
Il lavoro pesante, la cura della casa e dei bambini, le futili beghe coi vicini, il cinema, il calcio, la birra e soprattutto le scommesse, limitavano il loro orizzonte.
Tenerli sotto controllo non era difficile. (…)
Perfino quando in mezzo a loro serpeggiava il malcontento (il che, talvolta, pure accadeva), questo scontento non aveva sbocchi perché, privi com'erano di una visione generale dei fatti, finivano per convogliarlo su rivendicazioni assolutamente secondarie. Non riuscivano mai ad avere consapevolezza dei problemi più grandi."
George Orwell, 1984

martedì 6 ottobre 2015

Uccidi tua madre

«La maggior parte degli eugenisti sono anche eufemisti. Voglio dire che le parole corte li spaventano, mentre quelle lunghe li tranquillizzano. Ed essi sono del tutto incapaci di tradurre le une nelle altre sebbene abbiano lo stesso significato.
Dite loro “Il cittadino dovrebbe essere persuaso ed eventualmente anche obbligato a far sì che il peso della longevità della generazione precedente non diventi sproporzionato e inaccettabile, soprattutto per le femmine”; ditelo loro ed essi ondeggeranno un po’ avanti e indietro come i bambini ninnati nella culla.
Dite loro: “Uccidi tua madre”, e sussultano improvvisamente sulla sedia. Eppure, le due frasi, in fredda logica, sono esattamente le stesse».

GK Chesterton - Eugenetica ed altri mali


mercoledì 16 settembre 2015

Quello che amo

Quello che amo mi ha detto che ha bisogno di me Per questo ho cura di me stessa guardo dove cammino e temo che ogni goccia di pioggia mi possa uccidere
Bertolt Brecht


giovedì 30 luglio 2015

Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici

«Il cattolicesimo, meno ancora della monarchia, non teme la punta di un pugnale ben affilato; ma queste due basi dell’ordine sociale possono cadere sotto il peso della corruzione. Non stanchiamoci dunque mai di corrompere. Tertulliano diceva con ragione che il sangue dei martiri è il seme dei cristiani. Ora, è deciso nei nostri consigli, che noi non vogliamo più cristiani; non facciamo dunque dei martiri, ma rendiamo popolare il vizio nelle moltitudini. Occorre che lo respirino con i cinque sensi, che lo bevano, che ne siano sature. Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici [...]. Ma perché sia profonda, tenace e generale, la corruzione delle idee deve cominciare fin dalla fanciullezza, nell’educazione. Schiacciate il nemico, qualunque esso sia, dicevano le istruzioni, ma soprattutto, schiacciatelo quando è ancora nell’uovo. Alla gioventù infatti bisogna mirare: bisogna sedurre i giovani, attirarli, senza che se accorgano. Andate alla gioventù e, se è possibile, fin dall’infanzia».
Carteggio massonico finito nelle mani di Papa Pio IX (1792-1878), e reso pubblico per sua volontà. Si tratta di una lettera inviata dal carbonaro Nubius al Fratello tripuntato Volpe il lontano 3 aprile 1824.


giovedì 2 luglio 2015

ma eravamo allegri, io e te

Una nube offuscava le menti,
nell'aria passava un gemito,
una nube malata premeva sull'anima
quando io e te eravamo ragazzi.
La scienza svelava il nulla,
l'arte celebrava la decadenza;
il mondo era vecchio, finito,
ma eravamo allegri, io e te.

Gilbert Keith Chesterton


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