La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 31 maggio 2011

Continuarono ad allacciare le dita e ad unire i palmi

Non si guardavano. Nella penombra condivisa entrambi erano seri e silenziosi. Egli le aveva preso la mano sinistra e le sfilava e le metteva l'anello d'avorio e l'anello d'argento. Poi le prese la mano destra e le sfilò e le mise i due anelli di argento e l'anello d'oro con pietre dure. Lei porgeva alternativamente le mani. Questo durò qualche tempo. Continuarono ad allacciare le dita e ad unire i palmi. Procedevano con lenta delicatezza, come se temessero di sbagliare. Non sapevano che era necessario quel gioco perché una determinata cosa accadesse, nel futuro, in una determinata regione.
Jorge Luis Borges


Sento nella morbidezza ombrosa un tremolio di colore, quando sulla cetra le dita sognanti di “lei” suscitano canti

Blu-grigi, bianchi e bianchi-rosa i fiori
antelucani dell’alba a occidente si son schiusi.
Sento nella morbidezza ombrosa un tremolio
di colore, quando sulla cetra
le dita sognanti di “lei” suscitano canti,
come quando la musica viva svanisce
ma non muore del tutto, perché per nostro amore
– sapendo il nostro stato,
quanto sia travagliato –
non vuol morire e lasciarci alla desolazione
.

Ezra Pound







Gioco di spazi che si chiudono nelle tue labbra e tu sei nelle labbra della vita alito del suo mormorio

È un gioco
È un gioco grande, cara.
Giocano le parole i ritmi le rime
le immagini si abbracciano girano intorno alle luci
si bruciacchiano le ali come le farfalle
con le luci si solleticano.
Gioco di spazi
che si chiudono nelle tue labbra
e tu sei nelle labbra della vita
alito del suo mormorio.
È un gioco vero, amore mio,
gioco di nebbie che si dissolvono nell’alba
per rinascere la sera sulle distese del mare,
di leggende che vivono nelle nebbie
e poi le abbandonano
per rinascere nuove l’indomani
come piccioncini dai molli gusci di membrana,
gioco di sogni innestati sul tronco dei sogni,
di rondini che hanno intrecciato il loro nido
nelle tue pupille,
gioco di nostalgie di dolori e di grazia
gioco tuo e mio;
gioco di morte e di eternità
che veste la forma fragile e pensierosa
del tuo viso nella mia mano di maschio
di uomo; è un gioco multiforme, mio bene,
che si chiama amore.

Fatos Arapi


Lui ha due donne: una nel cuore della sua casa e una nella casa del suo cuore

Lui ha due donne:
una che dorme nel suo letto
e una che dorme nel letto dei suoi sogni.


Lui ha due donne che lo amano:
una che invecchia al suo fianco
e una che gli offre la giovinezza
per poi occultarsi.


Lui ha due donne:
una nel cuore della sua casa
e una nella casa del suo cuore.


Maram al-Masri



Come una ciliegia matura schiacciata su una piastrella bianca

Non era
il tuo dolore
altro che puntura di spillo.
Ma mentre ruoto su me stessa
il mio dolore diventerà
rosso.
Come una ciliegia matura schiacciata
su una piastrella
bianca,
scorgo
un sorriso liberatorio
all'estremità della tua bocca.


Maram al-Masri



Questa sera

Questa sera
un uomo uscirà
in cerca
di una preda
per soddisfare il segreto dei suoi desideri.


Questa sera
una donna uscirà
in cerca
di un uomo che la renderà
la padrona del suo giaciglio.


Questa sera
la preda e il predatore si incontreranno
e si compenetreranno
e forse..
forse
si scambieranno il ruolo.


Maram al-Masri



disteso accanto a me affamato come me

Lo guardai
attraverso un filo di luce
che filtrava
dalla finestra della mia misericordia.
Il corpo affaticato
disteso accanto a me
affamato come me.


Maram al-Masri



Sistemo la morale nel primo cassetto che trovo

M'infiamma il desiderio
e brillano i miei occhi.
Sistemo la morale nel primo cassetto che trovo,
mi muto in demonio,
e bendo gli occhi dei miei angeli
per
un bacio.
Maram al-Marsi



le vibrazioni dei tuoi passi

Io e la mia felicità
aspettiamo
le vibrazioni dei tuoi passi.

Maram al-Masri



Passi alle tue labbra la rosa viva che sulle mie cresce

Se in te dimoro
vano è il mio corpo.
Passi alle tue labbra
la rosa viva
che sulle mie cresce
e ad esse incorpori il suo fuoco
e si confondano
le mie ceneri col nulla.
Clara Janés


lunedì 30 maggio 2011

come un bell’arco sul quale Eros carica le sue frecce invisibili

A volte il corpo umano curvo all’indietro è come una molla, come un bell’arco sul quale Eros carica le sue frecce invisibili
Auguste Rodin

essendo tu quel pasto tanto desiderato

ti divorerò fino a saziarmi,
dimenticando il digiuno
ed il peccato, essendo tu
quel pasto tanto desiderato
che blocca la mia vita,
senza vie d’uscita
Biagio Arixi


















Rodin - L’idolo eterno

che il suo volere al mio desiderio s'accordasse

Non voglio affatto impedir che sia libero
colui che è nato per essere il mio padrone.
Non voglio affatto a destra o a manca
spadroneggiarlo e fare a mio piacimento:
vorrei soltanto, per cibare così  i nostri due cuori,
che il suo volere al mio desiderio s'accordasse.
Pernette Du Guillet (1518 -1545)


il movimento delle tue mani fa il mio corpo

Tu sei la verità
più accertata di me.

Mi cingi le spalle
con un cappotto
che non esiste più.

Ecco tutto il senso
di questo ricordo.

Che il movimento
delle tue mani
fa il mio corpo.

Afferri
un secondo d’oro
della pioggia del mio occhio.

Ostaggio del fondo.
Dove cresce l’albero.
La casa sotto il cielo
della tua anima.

Tanja Kragujevic




Nessuno tocchi questo amore

Nessuno tocchi questo amore.
Ignorino tutti la cautela del nostro cielo notturno
e che il segreto sia l’aria gioiosa dei nostri placidi sospiri.
Nessun estraneo venga a contaminare il tuo e il mio sonno:
qualsiasi visitatore viene a invadere il tiepido ambito da noi abitato;
qui il tempo è acqua fresca in movimento, quasi sottile volo,
e tutte le persone vivono molto lontano dal nostro giardino allucinato,
fuori dal nostro paradiso segreto.

Darío Jaramillo Agudelo




la tua voce, suono dell’acqua, scongiuro, incantesimo

La tua voce al telefono così vicina e noi così distanti,
la tua voce, amore, dall’altra parte della linea e io qui solo, senza te, dall’altra parte della luna,
la tua voce al telefono così vicina, rassicurandomi, e tu così lontano da me, così lontana,
la tua voce che ripassa i compiti fatti insieme,
o che rammenta un numero magico,
che al di sopra del chiasso del mondo mi parla per dire in linguaggio cifrato che mi ami.
La tua voce qui, o in lontananza, che dà senso a tutto,
la tua voce che è la musica della mia anima,
la tua voce, suono dell’acqua, scongiuro, incantesimo.

Darío Jaramillo Agudelo




Io odoro di te

Io odoro di te.
Mi perseguita il tuo odore, mi insegue e mi possiede.
Questo odore non è un profumo sovrapposto su di te,
non è l’aroma che porti come un ornamento in più:
è il tuo odore essenziale, il tuo alone unico.
E quando, assente, il mio vuoto ti convoca,
una raffica di quell’alito mi arriva dal punto più dolce della notte.
Io odoro di te
e il tuo odore mi impregna dopo che siamo stati insieme a letto,
e quell’aroma sottile mi alimenta,
e quell’alito essenziale mi sostituisce.
Io odoro di te.

Darío Jaramillo Agudelo


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