La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 26 luglio 2011

Gli amanti

E chi li vede che se
ne vanno per la
città
Se tutti sono ciechi?
Loro si prendono per
mano: qualcosa parla
Fra le dita, dolci lingue
lambiscono
l’umido palmo,
corrono per le
falangi,
e sopra sta la notte
piena d’occhi.
Sono gli amanti, la loro
isola fluttua alla deriva
verso morti di cespuglio
verso porti
che fra le lenzuola si
aprono.
Si disordina tutto
attraverso gli amanti,
tutto trova la sua cifra
giocata;
loro, però, neppure
sanno che
mentre rotolano
nell’amara arena
che è loro c’è una pausa
nell’opera del nulla,
e che il tigre e un giardino che
gioca.
Albeggia nei carri dell’immondizia,
cominciano a uscire i ciechi,
il ministero apre i suoi portoni.
Gli amanti arresi si
guardano e si toccano
una volta di più prima di fiutare il
giorno.
E già sono vestiti, già se ne vanno
per la strada.
Ed è solo allora
quando sono morti, quando sono
vestiti,
che la città li recupera ipocrita
e gli impone i doveri
quotidiani.

Julio Cortazar


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