La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 15 novembre 2011

abitiamo attraverso la pelle dello sguardo

Abitiamo attraverso la pelle
troppo vicini, per avvicinarci di più: questa separazione,
attraverso gli uomini che ti ricordo, dura,
attraverso gli uomini che prima ti hanno percorso, stazione,
di un testo di lingua straniera, attraverso le donne,
che non ho sedotto tanto da dimenticarmi di loro; solo
questo terrore primordiale, è da quello che riconosciamo come
dalla lingua madre
sentita in una stazione sconosciuta; i più vicini e dunque
i più lontani, amati e pieni di odio,
due innesti estranei, che si sono immessi sullo stesso tronco, sul
tronco reciso dello sguardo, di una conversazione interrotta; la lancia
ha trafitto due animali, gli animali del respiro, che
ci si è conficcato nelle gole; la lancia? il respiro? se anche
lo innestassi, non ti aspettare un altro albero
diverso dall’insonnia, abitiamo attraverso la pelle troppo lontano
per parlare di una separazione; tra noi è durata come fosse un lungo viaggio,
quando il treno ritarda e tu da sola devi
aspettare nella stazione deserta
con uno sconosciuto a caso; tra noi è durata? questa intima
separazione, questo dolore primordiale e il respiro
ridotto a un alito; e così era lo sguardo tra di noi: abitiamo
attraverso la pelle dello sguardo

Ryszard Krynicki



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