La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 30 novembre 2011

farei del mio cuore un calamaio, una fontana di sillabe, di addii e doni

Oggi sto, non so, non so come,
oggi conosco solo la pena,
oggi non ho amicizia,
oggi ho soltanto voglia
di strapparmi il cuore dalla radice
e metterlo sotto una scarpa.
Oggi rinverdisce quella spina secca,
oggi è giorno di pianti nel mio regno,
oggi lo scoraggiamento scarica nel mio petto
scoraggiato piombo.
Non resisto la mia stella.
E mi cerco la morte nelle mani
guardando con affetto i coltelli,
e ricordo quell'ascia compagna,
e penso ai più alti campanili
per un salto mortale, serenamente.
Se non fosse perché... non so perché,
il mio cuore scriverebbe un'ultima lettera,
una lettera che conservo là dentro,
farei del mio cuore un calamaio,
una fontana di sillabe, di addii e doni,
e al mondo direi "cavoli tuoi".
Nacqui sotto una cattiva luna.
Porto la pena di una sola pena
che vale più di tutta l'allegria.
Un amore m'ha lasciato a braccia arrese
e non posso più tenderli verso niente.
Non vedete la mia bocca com'è delusa,
come sono contrariati i miei occhi?
Più mi guardo e più mi affliggo:
con quali forbici tagliare questo dolore?
Ieri, domani, oggi
patendo di tutto
cuore mio, malinconico acquario,
galera di usignoli moribondi.
M'avanza cuore.
Oggi scorarmi,
io, il più cuorato degli uomini,
e anche il più amaro.
Non so perché, non so perché né come
mi perdono la vita ogni giorno.



*****


Hoy estoy sin saber yo no sé cómo,
hoy estoy para penas solamente,
hoy no tengo amistad
hoy sólo tengo ansias
de arrancarme de cuajo el corazón
y ponerlo debajo de un zapato.

Hoy reverdece aquella espina seca,
hoy es día de llantos en mi reino,
hoy descarga en mi pecho el desaliento
plomo desalentado.

No puedo con mi estrella.
Y me busco la muerte por las manos
mirando con cariño las navajas,
y recuerdo aquel hacha compañera,
y pienso en los más altos campanarios
para un salto mortal serenamente.

Si no fuera ¿por qué?... no sé por qué,
mi corazón escribiría una postrera carta,
una carta que llevo allí metida,
haría un tintero de mi corazón,
una fuente de sílabas, de adioses y regalos,
y ahí te quedas, al mundo le diría.

Yo nací en mala luna.
Tengo la pena de una sola pena
que vale más que toda la alegría.

Un amor me ha dejado con los brazos caídos
y no puedo tenderlos hacia más.
¿No véis mi boca qué desengañada,
qué inconformes mis ojos?

Cuanto más me contemplo más me aflijo:
cortar este dolor ¿con qué tijeras?

Ayer, mañana, hoy
padeciendo por todo
mi corazón, pecera melancólica,
penal de ruiseñores moribundos.

Me sobra corazón.
Hoy, descorazonarme,
yo, el más corazonado de los hombres,
y por el más, también el más amargo.

No sé por qué, no sé por qué ni cómo
me perdono la vida cada día.
Miguel Hernández


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