La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 20 dicembre 2011

Non mi disseto né mi sazio

Elena, il tuo madore è una rugiada
stillante sopra uno stillante miele.
Un alito d'amor sopra una spada?
O Spada dell’arcangelo Ariele!
Ma il céspite che l'ìnguine t'infiora
non è come l'ascella dell 'Aurora?

Piacente sopra te, quanto mi piaci!
Assai più d'ogni frutto e d'ogni fiore,
assai più d'ogni fonte. ne' tuoi baci
la musica e il silenzio del sapore
s’avvicendan così che tu m’insegni
l’arte dell’ape ne’ suoi favi pregni.

Non mi disseto né mi sazio, è scarsa
ahi, la sorgente della tua saliva.
Non cavo, se la gola m'è riarsa,
gora di sangue dalla carne viva.
Se abbocco i pomi, se i ginocchi lisci
ródo, tanto urli che m'impietosisci.

Forma che così pura t'arrotondi,
là dalla pura falce delle reni,
e nella man che ti ricerca abbondi
avanzando in tua copia tutti i seni,
la parabola io solva della Cruna
e del Cammello, o specie della Luna!...

Gabriele d’Annunzio


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