La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 23 maggio 2011

Ti si perdono gli occhi nella notte per unire desiderio e risveglio.

Sentimenti visibili
vicinanza leggera
chioma di carezze.

Senza ombre nè dubbi

dai gli occhi a quel che vedono
visti da quel che guardano.

Fiducia di cristallo
tra due specchi

ti si perdono gli occhi nella notte
per unire desiderio e risveglio.


Paul Éluard

Nel tuo corpo esisto

Nube la poesia,
fors’anche luce,
non ha corpo.
Nel tuo corpo esisto.

Ghiannis Ritsos

... Si amavano come la luna chiara, come il mare che colmo aderisce a quel volto

Si amavano.
Pativano la luce, labbra azzurre nell’alba,
labbra ch’escono dalla notte dura,
labbra squarciate, sangue, sangue dove?
Si amavano in un letto battello, mezzo tra notte e luce.
Si amavano come i fiori le spine profonde,
o il giallo che sboccia in amorosa gemma,
quando girano i volti melanconicamente,
giralune che brillano nel ricevere il bacio.
Si amavano di notte, quando i cani profondi
palpitano sotterra e le valli si stirano
come arcaici dorsi a sentirsi sfiorare:
carezza, seta, mano, luna che giunge e che tocca.
Si amavano d’amore là nel fare del giorno
e tra le dure pietre oscure della notte,
dure come son corpi gelati dalle ore,
dure come son baci di dente contro dente.
Si amavano di giorno, spiaggia che va crescendo,
onde che su dai piedi carezzano le cosce,
corpi che si sollevano dalla terra e fluttuando...
Si amavano di giorno, sul mare, sotto il cielo.
Mezzogiorno perfetto, si amavano sí intimi,
mare altissimo e giovane, estesa intimità,
vivente solitudine, orizzonti remoti
avvinti come corpi che solitari cantano.
Che amano. Si amavano come la luna chiara,
come il mare che colmo aderisce a quel volto,
dolce eclisse di acqua, guancia dove fa notte
e dove rossi pesci vanno e vengono taciti.
Giorno, notte, occidenti, fare del giorno, spazi,
onde recenti, antiche, fuggitive, perpetue,
mare o terra, battello, letto, piuma, cristallo,
labbro, metallo, musica, silenzio, vegetale,
mondo, quiete, la loro forma.
Perché si amavano.
Vicente Aleixandre

...tace la voce, e solo c’è il mare

Quale voce viene sul suono delle onde 
che non è la voce del mare? 
E’ la voce di qualcuno che ci parla, 
ma che, se ascoltiamo, tace, 
proprio per esserci messi ad ascoltare. 

E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza verso la quale,
come un bambino che dorme,
dormendo sorridiamo.

Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,
dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c’è il mare.

Fernando Pessoa


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