La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

sabato 4 giugno 2011

Al di sopra di tutto amo la tua anima

Al di sopra di tutto amo la tua anima. Attraverso
il velo della tua carne la vedo brillare
nell’oscurità: mi avvolge, mi trasforma, mi
satura, mi affascina. Allora parlo per sentire
che esisto, perché se non parlassi la mia lingua
si paralizzerebbe, il mio cuore smetterebbe di
palpitare, tutta mi disseccherei abbagliata.

Alfonsina Storni


Se prima di ogni nostro atto

Se prima di ogni nostro atto ci mettessimo a prevedere tutte le conseguenze, a considerarle seriamente, anzitutto quelle immediate, poi le probabili, poi le possibili, poi le immaginabili, non arriveremmo neanche a muoverci dal punto in cui ci avrebbe fatto fermare il primo pensiero.

Josè Saramago - Cecità


e mai diremo a nessuno

Liberarsi con te
perché non ci sia mai più bisogno
di vergognarsi


E dire:
“In fondo
è tutto qui”


Possiamo finalmente fare
tu con me
io con te


tutto quel che vogliamo
anche questo
in cui vi è molto
e che mai abbiamo fatto
e mai diremo
a nessuno.


Eric Fried


Sento il tuo cuore che batte dalla mia parte

In due,
sotto l'ombrello,
vicini vicini,
per non bagnarci.

Sei stretta a me,
lo sono a te,
la pioggia battente,
le spalle bagnate,
un poco al di fuori.

L'ombrello
ci fa ritrovare così,
emozionati,
nel nostro contatto,
racchiusi nei nostri segreti.

Sento il tuo cuore
che batte dalla mia parte,
il mio non lo senti,
batte dall'altra,
ti offro, 
infatti,
la destra.

Non piove più,
chiudiamo l'ombrello,
è stato un momento di gioia,
contatto felice...
noi due,
lì sotto, 
al riparo.


Cesare Borroni



cogli l’attimo, confidando il meno possibile nel domani

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te
quale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo agli astri,
o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:
se molti inverni Giove ancor ti conceda
o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde
del mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino
– breve è la vita – rinuncia a speranze lontane.
Mentre parliamo fugge il tempo geloso:
cogli l’attimo, confidando il meno possibile nel domani.



Orazio - Carminum I, 11


È viva la tua anima? Allora che si nutra!

Vorrei aver immerso le mie mani di carne 
nei fiori del disco gremiti di api, 
nello specchiante cuore di fuoco 
della luce della vita, il sole della gioia. 
A che servono petali o antere
o aureole? Illusioni, ombre 
del cuore del fiore, la fiamma centrale! 
Tutto è tuo, giovane viandante; 
entra nella sala del banchetto con questa certezza:
non avanzare timoroso come se dubitassi 
d'essere il benvenuto - è tua la festa! 
E non prendere solo un poco, rifiutandone ancora 
con un timido "grazie", quando hai fame.
È viva la tua anima? Allora che si nutra! 
Non lasciarti alle spalle balconi da scalare;
né bianchi seni di latte su cui riposare; 
né teste dorate con cui dividere il guanciale; 
né coppe di vino quando il vino è dolce; 
né estasi del corpo o dell'anima, 
tu morirai, certo, ma morirai vivendo 
in profondità di azzurro, rapito nell'amplesso, 
baciando l'ape regina, la vita!



Edmund Pollard



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