La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 6 giugno 2011

nell’universo sei tu il mio tutto

Non dire mai che il mio cuore ti è stato infedele
Sebbene la lontananza sembrasse attenuare la mia fiamma:
Potrei forse allontanarmi da me stesso? No, come non potrei
Abbandonare la mia anima che è chiusa nel tuo petto:

 
Quella è la casa del mio amore. Se ho vagato,
Come ogni viaggiatore alla fine torno a casa,
Giusto in tempo, dal tempo non cambiato,
Porto l’acqua nella fedeltà per lavare le sozzure del viaggio.
 
Non credere – benchè nella mia natura regni
La fragilità che assedia ogni tipo di sangue –
Che io possa stupidamente insozzare quell’acqua,
Che io lasci per un nulla la tua ricchezza di bontà:
 
Perchè nulla è per me l’intero l’universo…
Tranne te, mia Rosa: nell’universo sei tu il mio tutto.



William Shakespeare - sonetto CIX



Davanti a lei sto in silenzio

Un “voi” vuoto con un “tu” caloroso
scambiava lei nel parlarmi
e suscitava nel cuore innamorato
i più bei sogni di felicità.
Davanti a lei sto in silenzio
di distogliere gli occhi non ho forza
e le dico: “come siete cara”
e penso “come ti amo”.



Aleksandr Sergeevič Puškin



la continuità della vita e l'inevitabilità della morte

Il senso ultimo a cui rimandano tutti i racconti ha due facce: la continuità della vita e l'inevitabilità della morte.


Italo Calvino



Aspetto felice la partenza

Aspetto felice la partenza - e spero di non tornare mai più.


Frida Kahlo





nient'altro che sogno!

E ti domandi: dove sono andati i tuoi sogni? e scuotendo la testa dici: come volano veloci gli anni! E di nuovo ti chiedi: cosa ne hai fatto della tua vita? Dove hai seppellito i tuoi giorni migliori? Hai vissuto oppure no? Guarda, ti dici, guarda, come giunge il freddo nel mondo. E passeranno ancora gli anni e appresso verrà la solitudine cupa. Verrà la vecchiaia con il bastone tremante, e appresso l'angoscia e la desolazione. Impallidirà il tuo mondo fantastico, moriranno, annegheranno i tuoi sogni e si disperderanno come le foglie gialle dagli alberi... Oh, Nasten'ka! Sarà triste allora restare solo, completamente solo, e non avere più nulla di cui rammaricarsi, nulla, assolutamente nulla... Perché tutto ciò che è andato perduto, tutto ciò, tutto era niente, uno stupido zero assoluto, nient'altro che sogno!


F. Dostoevskij - Le notti bianche



In tutti i luoghi della mia vita, in ogni situazione e in ogni convivenza sono sempre stato un estraneo

All’improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta.Ho capito, con una illuminazione segreta,di non essere nessuno. Nessuno, assolutamente nessuno. Nel balenio del lampo quella che avevo creduto essere una città era una radura deserta; e la luce sinistra che mi ha mostrato me stesso non ha rivelato nessun cielo sopra di essa. Sono stato derubato dal poter esistere prima che esistesse il mondo.Se sono stato costretto a reincarnarmi, mi sono reincarnato senza di me,senza essermi reincarnato. Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. Non sono nessuno, nessuno.


Non so sentire, non so pensare,non so volere.Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto una realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi. Il premio naturale del mio allontanamento dalla vita è stata l’incapacità che ho creato negli altri di sentire insieme con me. Intorno a me c’è una aureola di freddezza, un alone di ghiaccio che respinge gli altri. Non sono ancora riusvito a non soffrire per la mia solitudine. Così difficile è raggiungere quella distinzione di spirito che permette all’isolamento di essere un riposo senza angoscia….
Così mi trovo in quel centro di gravità del disprezzo altrui che non prevede la simpatia di nessuno. Capirmi dal di fuori è stata la mia disgrazia: la disgrazia della mia felicità. Mi sono visto come mi vedono gli altri e ho cominciato a disprezzarmi. Mi sono visto come mi vedono gli altri e ho comiciato a disprezzarmi: non tanto perchè riconoscessi in me dei motivi da meritare disprezzo,ma perchè da quel momento ho cominciato a vedermi come mi vedono gli altri e a sentire quel certo disprezzo che gli altri sentono per me.Ho sentito l’umiliazione di conoscere me stesso.
In tutti i luoghi della mia vita, in ogni situazione e in ogni convivenza sono sempre stato un estraneo. Sono certo che questo atteggiamento degli altri è dovuto principalmente a una oscura causa intriseca al mio temperamento.Ho una frigidità di comunicazione che involontariamente obbliga gli altri a imitare la mia scarsezza di effusioni.
I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti,sono quelli assurdi: l’ansia di cose impossibili, proprio perchè sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo………
Un’alito di musica o di sogno,qualcosa che faccia quasi sentire,qualcosa che non faccia pensare…..
Fiorisce alta, nella solitudine notturna, una lampada sconosciuta dietro a una finestra….
Un filo invisibile mi lega al proprietario anonimo della lampada. Non è la circostanza comune di essere entrambi svegli: non c’è una reale reciprocità dato che io ho la luce spenta e, stando io al buio della finestra, egli non potrebbe mai vedermi. È un’altra cosa, soltanto mia, che riguarda la sensazione di isolamento, che partecipa della notte e del silenzio, che sceglie quella lampada come punto d’appoggio…. perché è l’unico punto d’appoggio esistente….
Spazio tra me e me…., dimenticanza di un dio ignoto.




Fernando Pessoa -  Il libro dell'Inquietudine







I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti...

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l'ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c'è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l'insoddisfazione per l'esistenza del mondo. Tutti questi mezzi toni della coscienza dell'anima creano in noi un paesaggio dolorante, un eterno tramonto di ciò che siamo. Il sentirci è allora un campo deserto che imbrunisce, triste di giunchi accanto a un fiume senza imbarcazioni, nereggiando chiaramente fra rive lontane.


Fernando Pessoa -  Il libro dell'Inquietudine


non c'è nulla di male nell'esperienza del piacere

Contrariamente a quanto alcune persone potrebbero credere,
non c'è nulla di male nell'esperienza del piacere e del godimento.
Quel che è sbagliato è il modo confuso con cui ci aggrappiamo
a questi piaceri, trasformandoli così da una fonte di felicità
in una fonte di dolore e di malcontento.


Lama Thubten Yeshe - Introduzione al Tantra


E come portati via si rimane

Quando
la notte è a svanire
poco prima di primavera
e di rado
qualcuno passa

Su Parigi s'addensa
un oscuro colore
di pianto

In un canto
di ponte
contemplo
l'illimitato silenzio
di una ragazza
tenue

Le nostre
malattie
si fondono

E come portati via
si rimane.


Giuseppe Ungaretti



Se rinunciamo a troppe cose...

Un uomo che non è passato attraverso l'inferno delle passioni,
non le ha mai superate.
Se rinunciamo a troppe cose,
se ce le lasciamo indietro
e quasi le dimentichiamo,
c'è il pericolo che ciò a cui abbiamo rinunciato
o che ci siamo lasciati dietro le spalle,
ritorni con raddoppiata violenza.

Carl Gustav Jung


luce ardente come miele nell’ombra

Amo il pezzo di terra che tu sei,
perché delle praterie planetarie
altra stella non ho. Tu ripeti
la moltiplicazione dell’universo.
I tuoi grandi occhi son la luce che posseggo
delle costellazioni sconfitte,
la tua pelle palpita come le strade
che percorre la meteora nella pioggia.
Di tanta luna furon per me i tuoi fianchi,
di tutto il sole la tua bocca profonda e la sua delizia,
di tanta luce ardente come miele nell’ombra
il tuo cuore arso da lunghi raggi rossi,
e così percorro il fuoco della tua forma baciandoti,
piccola e planetaria, colomba e geografia.

Pablo Neruda




Amo el trozo de tierra que tú eres,
porque de las praderas planetarias
otra estrella no tengo. Tú repites
la multiplicación del universo.
Tus anchos ojos son la luz que tengo
de las constelaciones derrotadas,
tu piel palpita como los caminos
que recorre en la lluvia el meteoro.
De tanta luna fueron para mí tus caderas,
de todo el sol tu boca profunda y su delicia,
de tanta luz ardiente como miel en la sombra
tu corazón quemado por largos rayos rojos,
y así recorro el fuego de tu forma besándote,
pequeña y planetaria, paloma y geografía.


nell'infinita pura primavera della tua totalità interiore senza fine!

Eternità, bellezza
sola, se io potessi,
nel tuo cuore unico, cantarti,
come tu mi canti nel mio,
le sere limpide di gioia in pace!
Se nelle tue ultime estasi,
tu mi sentissi dentro,
inebriandoti tutta,
come mi inebri tutto tu!
Se io fossi - ineffabile -,
profumo, freschezza, musica, volo
nell'infinita pura primavera
della tua totalità interiore senza fine!

J. Ramon Jiménez



L'ombra della mia anima fugge in un tramonto di alfabeti

L'ombra della mia anima
fugge in un tramonto di alfabeti,
nebbia di libri
e di parole.

L'ombra della mia anima!

Sono giunto alla linea dove ha termine
la nostalgia,
e la goccia di pianto si muta
in alabastro di spirito.

Il nodo del dolore
si scioglie,
ma resta la ragione e la sostanza
del mio vecchio mezzogiorno di labbra
del mio vecchio mezzogiorno
di sguardi.

Un labirinto oscuro
di stelle affumicate
confonde il mio sogno
che è come illanguidito.

L'ombra della mia anima!

E un'allucinazione
dispone gli sguardi.
Vedo dissolversi
la parola amore.

Usignolo mio!
Usignolo!
Ancora canti?


Federico Garcia Lorca



La mia nostalgia ed il mio amore

La mia nostalgia ed il mio amore
è oggi in questa notte calda
dolce come il profumo di fiori esotici,
svegliati ad una vita che scotta.

La mia nostalgia ed il mio amore
e tutta la mia fortuna e sfortuna
è scritta come una muta canzone
nel tuo sguardo oscuro da fiaba.

La mia nostalgia ed il mio amore,
fuggito al mondo e ad ogni suo rumore,
si è costruito nei tuoi occhi oscuri
un segreto trono da re.

Hermann Hesse


Coloro che sognano di giorno sono consapevoli di molte cose che sfuggono a coloro che sognano solo di notte.

Vengo da una razza nota per la forza della fantasia e l'ardore della passione. Mi hanno chiamato folle ma non e' ancora chiaro se la follia sia o meno il grado piu' elevato dell'intelletto, se la maggior parte di cio' che e' glorioso, se tutto cio' che e' profondo non nasca da una malattia della mente a spese dell'intelletto in generale. Coloro che sognano di giorno sono consapevoli di molte cose che sfuggono a coloro che sognano solo di notte.
Edgar Allan Poe



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