La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 9 giugno 2011

A volte succedono cose strane

A volte succedono cose strane
un incontro un sospiro un alito di vento
che suggerisce nuove avventure
della mente e del cuore
Il resto arriva da solo
nell'intimità dei misteri del mondo

Alda Merini


Tutti questi mezzi toni della coscienza dell’anima creano in noi un paesaggio dolorante, un eterno tramonto di ciò che siamo.

I sentimenti dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi : l’ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo.

Tutti questi mezzi toni della coscienza dell’anima creano in noi un paesaggio dolorante, un eterno tramonto di ciò che siamo.

Il sentirci è allora un campo deserto che imbrunisce, triste di giunchi accanto a un fiume senza imbarcazioni, nereggiando chiaramente fra rive lontane.

Non so se questi sentimenti sono una follia lenta dello sconforto, se sono reminiscenze di un altro mondo che abbiamo conosciuto: reminiscenza incrociate e mescolate come cose viste in sogno, assurde nell’immagine che vediamo ma non all’origine, se la conoscessimo.

Non so se sono esistiti altri esseri che noi siamo stati, la cui maggior completezza sentiamo oggi nell’ombra loro che noi siamo, in un modo incompleto: perduta la lo solidità e immaginandola appena nelle due dimensioni dell’ombra che viviamo.

So che questi pensieri dell’emozione addolorano rabbiosamente l’anima.

L’impossibilita per noi di figurarci un qualcosa a cui corrispondano, l’impossibilità di trovare un qualcosa di sostitutivo alla visione che esse abbracciano: tutto ciò pesa come una condanna assegnata non si sa dove o da chi o perchè.

Ma ciò che resta del sentire tutto questo è sicuramente una pena della vita e di ogni suo gesto, una stanchezza anticipata dei desideri e di ogni loro maniera, una pena anonima di ogni sentimento.

In questi momenti di sottile dolore è impossibile, perfino in sogno, essere amante, essere eroe, essere felice: tutto è vuoto, perfino nell’idea di esserlo.

Tutto è detto in altro linguaggio a noi incomprensibile, semplici suoni di sillabe senza forma nell’intelletto.

La vita è vuota, l’anima è vuota, il mondo è vuoto. Tutti gli dei muoiono di una morte più grande della morte tutto è più vuoto del vuoto. Tutto è un caos di cosa nessuna

Se penso questo e guardo per vedere se la realtà mi disseta, vedo case inespressive, visi inespressivi, gesti inespressivi. Pietre, corpi, idee: tutto è morto.

Tutti i movimenti sono fermi, la stasi è tutti loro.

Nulla mi dice nulla. Nulla mi è conosciuto, non per la sua stranezza ma perché non so cosa sia.

Il mondo si è perduto.

E in fondo alla mia anima (unica realtà di questi momento) c’è una pena intensa e invisibile, una tristezza simile al rumore di qualcuno che piange nel buio di una stanza.

Fernando Pessoa - Il libro dell'inquietudine


questo affetto alto non che un pretesto per sapere di avere una possibilità – l’unica – di disfarsi senza dolore di se stessi.

Ho un affetto più grande di qualsiasi amore
su cui esporre inutilizzabili deduzioni
tutte le esperienze dell’ amore
sono infatti rese misteriose da quell’affetto
in cui si si ripetono identiche.
sono legato da esso
perchè me ne impedisce altri.
ma sono libero perchè sono un po’ più libero da me stesso.
la vita perde interesse perchè si è ridotta a un teatro
in cui le fasi di questo affetto si svolgono:
e così ho perso l’ebbrezza di avere strade sconosciute
da prendere ogni sera
(al vecchio vento che annuncia cambiamento di ore e stagioni).
ma che ebbrezza nel poter dire : “io non viaggio più”.
tutto è monotono perchè in tutto non c’è altro
che un certo luccichio di occhi,
un certo modo di correre un po’ buffo,
un certo modo di dire “paolo”, e un certo modo
di straziare a causa della rassegnazione.
ma tutto è messo in forse dal terrore che qualcosa cambi.
in ogni amore c’è una fusione tra la persona che si ama
e qualcun altro: ma ciò è naturale. nell’ affetto
ciò sembra invece così innaturale:
la fusione avviene a tali profondità
che non è possibile darne spiegazioni, trarne motivi
per congratularsi, comunque essa sia, della propria sorte.
la tenerezza che tale affetto impone
al profondo, non conduce nè a fecondare
né a essere fecondati, anche se per gioco;
eppure si soccombe ad esso
con lo stesso senso di precipitare nel vuoto
che si prova gettando il seme, quando si muore
e si diventa padri. infine (ma quante altre
così si potrebbe ancora dire!),
benché sembri assurdo, per un simile affetto,
si potrebbe anche dare la vita. Anzi, io credo
che questo affetto alto non che un pretesto
per sapere di avere una possibilità – l’unica –
di disfarsi senza dolore di se stessi.

Pier Paolo Pasolini


Il lavoro creativo

Il lavoro creativo è sospeso tra la memoria e l'oblio.
Jorge Luis Borges


Chi è contento che sulla terra esista la Musica

Un Hombre que cultiva su jardín, como quería Voltaire.
El que agradece que en la tierra haya música.
El que descubre con placer una etimología.
Dos empleados que en un café del Sur juegan un silenzioso ajedrez.
El ceramista que premedita un color y una forma.
El tipógrafo que compone bien esta página, que tal vez no le agrada.
Una mujer y un hombre que leen los tercetos finales de cierto canto.
El que acaricia a un animal dormido.
El quel justifica o quiere justificar un mal que le han hecho.
El que agradece que en la tierra haya Stevenson.
El que prefiere que los otros tengan razón.
Esas personas, que se ignoran, están salvando el mundo.
Jorge Luis Borges

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la Musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.


e il mare discolora il mio mattino

In nome di Dio, aiutami! Ché tanto
amor non muta e muta mi trascino.
Ancora sete ho di te... soltanto
sola a te solo e col sole declino.
O marea d'amore viverti accanto
e arresto del cuore, amor mio divino,
che eterni della vita luce e canto.
La mia ne muore... dal ricordo sino
al qui ancora verso il cuore in cammino,
verso te, mio dissorte eppur destino...
se non di morte... ora di te rimpianto...
e il mare discolora il mio mattino.
Ma tu incatenami all'amato incanto,
resta, è giorno, vieni più vicino.

Patrizia Valduga


Chi ama solo una metà non ti ama a metà ma per nulla

Te
lasciarti essere te
tutta intera
Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire
Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare
Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto-
di tutto
quel che tu sei
Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza
Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile

Erich Fried


È duro, senza dubbio

È duro, senza dubbio, non essere più amati quando si ama; ma niente in confronto a essere ancora amati quando non si ama più.

Georges Courteline


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