La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 22 giugno 2011

Samba della rosa

Rosa da vedere
Rosa da sognare
Rosa da volere
Rosa da strappare
Rosa da vestire
Rosa da spogliare
Rosa da capire
E da perdonare
Rosa da servire
E da imprigionare
Rosa da impazzire
Rosa da implorare
Rosa da fuggire
E da ritrovare
E se cè una rosa
Donna di più
È primavera:
una rosa tu sei
vieni a piantare
una rosa
nei sogni miei



L’avere

Resta, al sommo di tutto, questa capacità di tenerezza
Questa perfetta intimità con il silenzio
Resta questa voce intima che chiede perdono di tutto:

- Pietà! perché essi non hanno colpad'esser nati...
Resta quest'antico rispetto per la notte, questo parlar fioco
Questa mano che tasta prima di stringere, questo timore
Di ferire toccando, questa forte mano d'uomo
Piena di dolcezza verso tutto ciò che esiste.
Resta quest'immobilità, questa economia di gesti
Quest'inerzia ogni volta maggiore di fronte all'infinito
Questa balbuzie infantile di chi vuol esprimere l'inesprimibile
Questa irriducibile ricusa della poesia non vissuta.
Resta questa comunione con i suoni, questo sentimento
Di materia in riposo, questa angustia della simultaneità
Del tempo, questa lenta decomposizione poetica
In cerca d'una sola vita, una sola morte, un solo Vinícius.
Resta questo cuore che brucia come un cero
In una cattedrale in rovina, questa tristezza
Davanti al quotidiano; o quest'improvvisa allegria
Di sentir passi nella notte che si perdono senza memoria...
Resta questa voglia di piangere davanti alla bellezza
Questa collera di fronte all'ingiustizia e all'equivoco
Questa immensa pena di se stesso, questa immensa
Pena di se stesso e della sua forza inutile.
Resta questo sentimento dell'infanzia sventrato
Di piccole assurdità, questa sciocca capacità
Di rider per niente, questo ridicolo desiderio d'esser utile
E questo coraggio di compromettersi senzanecessità.
Resta questa distrazione, questa disponibilità, questa vaghezza
Di chi sa che tutto è già stato come è nel tornar ad essere
E allo stesso tempo questa volontà di servire, questa contemporaneità
Con il domani di quelli che non ebbero ieri né oggi.
Resta questa incoercibile facoltà di sognare
Di trasformare la realtà, dentro questa incapacità
Di non accettarla se non come è, e quest'ampia visione
Degli avvenimenti, e questa impressionante
E non necessaria prescienza, e questa memoria anteriore
Di mondi inesistenti, e questo eroismo
Statico, e questa piccolissima luce indecifrabile
Cui i poeti a volte danno il nome di speranza.
Resta questo desiderio di sentirsi uguale a tutti
Di riflettersi in sguardi senza curiosità e senza storia
Resta questa povertà intrinseca, questa vanità
Di non voler essere principe se non del proprio regno.
Resta questo dialogo quotidiano con la morte, questa curiosità
Di fronte al momento a venire, quando, di fretta
Ella verrà a socchiudermi la porta come una vecchia amante
Senza sapere che è la mia ultima innamorata.

Vinícius de Moraes







Se no, è come amare una donna solo bella e beh! Una donna deve avere qualche cosa in più della bellezza.

Allegria è la miglior cosa che esiste
È così come un sole dentro il cuore
Ma se vuoi dare a un samba la bellezza
Hai bisogno di un poco di tristezza
Se, non è bello un samba, no

[Parlato]
Se no, è come amare una donna solo bella e beh! Una
donna deve avere qualche cosa in più della bellezza.
Qualche cosa che piange, qualche cosa che ha malinconia
un'aria di amore tribolato; una bellezza che viene dalla
tristezza di sapersi donna fatta per amare, per soffrire
d'amore e per essere solo perdono

Fare un samba non è una barzelletta
Chi fa un samba così non è poeta
Il samba è preghiera, se lo vuoi
Samba è la tristezza fatta danza
Tristezza che ha sempre la speranza
Di non essere triste prima o poi.

[Parlato]
Prendi tutti quelli che vanno in giro e scherzano conla
vita. Attento, amico! La vita è una cosa seria e non ti
sbagliare, eh? Ce n'è una sola!
Due, che sarebbe meglio, nessuno mi convincerà che ci
sono senza provarmelo con prove definitive, cioé:
certificato rilasciato dal Notaio del Cielo e sottoscritto:
Dio (e con la firma autenticata).
La vita, amico, è l'arte dell'incontro, malgrado ci siano
tanti disaccordi nella vita. C'è sempre per te una donna
in attesa, gli occhi pieni d'amore, le mani piene di
perdono: metti un poco d'amore nella tua vita, come nel
tuo samba

Metti un poco d'amore dentro un ritmo
E vedrai che nessuno al mondo vince
La bellezza che c'é in un samba, no
Perché il samba è venuto da Bahia
E se è bianco di pelle in poesia
E' nero nell'anima e nel cuore.

[Parlato]
Io, per esempio, il Capitano delle Indie Vinicius de
Moraes, il bianco più negro del Brasile, diretto
discendente del re Xangò
Saravà, cioé salve!
Benedizioni, grandi sambisti del mio Brasile bianco, nero,
mulatto, bello e liscio come la pelle della dea Oxum
Benedizione Antonio Carlos Jobim, compagno di canzoni
e caro amico che tanti samba hai viaggiato con me e
ancora tanto viaggerai!

Benedizione, Baden Powell, compagno nuovo amico
nuovo che hai fatto questo samba come me: benedizione a te!
Benedizione, Chico Buarque de Hollanda
Tu che non chiedi, comandi
Tu che hai nel cuore una banda
Tu che appena parti, già sei arrivato!
Il samba ti guardi, compare mio.
E ora, tornando al portoghese, la mia
lingua, voglio salutare i grandi amici del samba, in Italia, gli
uomini che hanno portato il samba in Italia, gli
uomini e le donne che amano il samba in Italia
Benedizione, Endrigo, tu che sei e sei stato tanto amico e
canti questo disco con me: benedizione, amico!
Benedizione ai bambini che hanno inciso questo disco
con me, io li benedico!
Benedizione, Ungaretti, che quando ti penso
M'illumino d'immenso
Tu che sei immenso, tu che sei denso, tu che sei intenso,
Benedizione, Ungaretti, mio paparino e fratello!
Benedizione, Ungaretti, che sto partendo
E devo dirti addio.

Perché il samba è venuto da Bahia
E se è bianco di pelle in poesia
E' negro nell'anima e nel cuore.






Il cielo è vicino

Mi siedo su una scala di raggi di luna.
Il cielo è vicino

Nakamura Kusatao

perché è necessario inventare i propri amori, inventare la propria vita

E ciò che voglio è l'amore,
l'amore spensierato e quello che rimette tutto in discussione,
quello che fa rinascere,
l'amore passionale, l'amore lontano, il fine amore,
quello che vi costringe a superarvi,
l'amore platonico, l'amore sessuale,
l'amore lieve, l'amore oscuro, l'amore luminoso,
l'amore tenero,
l'amore fedele, l'amore infedele,
l'amore geloso, l'amore generoso,
l'amore libero, l'amore sognato,
l'amore adorazione, l'amore mistico, l'amore istintivo,
l'amore che si fa, il prima, il durante e il dopo l'amore,
l'amore che brucia, l'amore pudico,
l'amore segreto, l'amore gridato,
l'amore che fa male al corpo, l'amore che fa bene al corpo,
l'amore che paralizza e quello che dà le ali,
l'amore a morte, l'amore a vita,
il primo amore, l'amore perduto,
l'amore ferito, il prossimo amore,
perché non ci sono regole,
perché è necessario inventare i propri amori,
inventare la propria vita.

Alina Reyes


perchè la vita lo voleva ciecamente

Eravamo così lontani uno dall'altra
mari c'erano fra noi
montagne e acque
fuoco e vento.
Lunghi anni di oscura disperazione
c'erano fra di noi.
Ma ci incontrammo
nonostante tutto
perchè la vita
lo voleva ciecamente

Otto René Castillo


La solitudine, i suoi corvi, i suoi cani, i suoi brandelli

Abitami, penetrami.
Il tuo sangue sia uno col mio sangue.
La tua bocca entri nella mia bocca.
Il tuo cuore ingrandisca il mio fino a scoppiare.
Straziami.
Cadi intera nelle mie viscere.
Vadano le tue mani nelle mie mani.
I tuoi piedi camminino nei miei piedi, i tuoi piedi.
Divampami, bruciami.
Còlmami di dolcezza.
Bagnami il palato con la tua saliva.
Stai in me come il legno sta allo stecchino.
Non posso così, con questa sete
bruciandomi.
Con questa sete bruciandomi.
La solitudine, i suoi corvi, i suoi cani, i suoi brandelli.

Juan Gelman

soltanto una parola per tutto

Non è forse cosa grande e buona che la lingua abbia soltanto una parola per tutto ciò che, dal più puro al più carnalmente avido, si compendia nel verbo amare? Quest'è completa univocità nell'equivocità, perché l'amore non può essere incorporeo nella purezza suprema, non può essere impuro nella carnalità suprema.

Thomas Mann - La montagna incantata


Per sentire te non valgono i sensi consueti

Quando tu chiudi gli occhi le tue palpebre sono aria.
Mi trascinano;
vado con te, dentro.
Non si vede nulla, non si sente n
ulla.
Superflui gli occhi e le labbra, in questo mondo tuo.
Per sentire te non valgono i sensi consueti, che si usano con gli altri.
Bisogna attenderne di nuovi.
Si cammina al tuo fianco sordamente,
al buio, inciampando nei forse, nelle
attese;
sprofondando verso l'alto con gran peso di ali.
Quando tu riapri gli occhi io torno fuori, ormai cieca,
inciampando ancora, senza vedere,
nemmeno qui.
Senza sapere più vivere nè in quell'altro, nel tuo,
nè in questo mondo scolorito dove io vivevo.
Incapace, indifesa fra l'uno e l'altro.
Andando, venendo dall'uno all'altro quando tu vuoi,
quando apri, quando chiudi le palpebre,
gli occhi.

Pedro Salinas


il sangue impaziente ti modella il corpo dal di dentro

Prima che asciughino quei due o tre baci
sulla fronte
e qui e lí,
ti chinerai per bere
acqua d'argento dallo specchio,
e se nessuno ti starà a guardare
ti toccherai le labbra con la bocca.
C'è un tempo in cui piú sveltodelle dita
che lo scultore passa sulla creta
il sangue impaziente ti modella
il corpo dal di dentro.
Forse stringerai tra le mani
i tuoi giovani capelli
e li solleverai sopra le spalle
perché somiglino piuttosto ad ali,
e davanti a loro prontamente correrai

dove proprio davanti agli occhi
e sul fondo estremo dell'aria
sta il grande, erto, conturbante
e dolce nulla,
che splende.

Jaroslav Seifert

Che sollievo tornare al tuo abbraccio

Ovunque tu sia mi sei accanto.
Stringo la tua cintura alla mia vita. Mia profonda fierezza.
Ovunque io sia, tu sei vicino a me.
Sei la cintura di sicurezza della mia vita; ti stringo, ti allaccio,
sei tu che mi proteggi dagli sbandamenti dell'anima e del mondo,
dalle violenze improvvise degli estranei e dalle assurdità
senza nome.
Che sollievo tornare altuo abbraccio.

Ghiannis Ritsos

Quell'alba non torna?

Ride ancora il tuo corpo all'acuta carezza
della mano o dell'aria, e ritrova nell'aria
qualche volta altri corpi? Ne ritornano tanti
da un tremore dei sangue, da un nulla. Anche il corpo
che si stese al tuo fianco, ti ricerca in quel nulla.
Era un gioco leggero pensare che un giorno
la carezza dell'aria sarebbe riemersa
improvviso ricordo nel nulla. Il tuo corpo
si sarebbe svegliato unmattino, amoroso
del suo stesso tepore, sotto l'alba deserta.
Un acuto ricordo ti avrebbe percorsa
e un acuto sorriso. Quell'alba non torna?
Si sarebbe premuta al tuo corpo nell'aria
quella fresca carezza, nell'intimo sangue,
e tu avresti saputo che il tiepido istante
rispondeva nell'alba a un tremore diverso,
un tremore dal nulla. L'avresti saputo
come un giorno lontano sapevi che un corpo
era steso al tuo fianco.
Dormivi leggera
sotto un'aria ridente di labili corpi,
amorosa di un nulla. E l'acuto sorriso
ti percorse sbarrandoti gli occhi stupiti.
Non è più ritornata, dal nulla, quell'alba?

Cesare Pavese





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