La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 5 luglio 2011

l’unità consisterà nel due


Quando saremo due
saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo
saremo due come le acque,
le dolci e le salate
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi,
gli occhi, i reni
come i tempi del battito
i colpi del respiro
Quando saremo due
non avremo metà
saremo un due
che non si può dividere con niente
Quando saremo due,
nessuno sarà uno
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso
Erri De Luca

In ogni istante della nostra vita abbiamo un piede nella favola e l'altro nell'abisso.

In ogni istante della nostra vita abbiamo un piede nella favola e l'altro nell'abisso.

Quando incontriamo qualcuno e ci innamoriamo, abbiamo l'impressione che tutto l'universo sia d'accordo. Ma se qualcosa va storto, non resta nulla! Come può scomparire tanto rapidamente la bellezza che c'era pochi minuti prima? La vita scorre molto veloce: ti fa precipitare dal cielo all'inferno in pochi secondi.

Il mio obbiettivo è comprendere l'amore. So che ero viva quando ho amato, e so che tutto ciò che possiedo ora, per quanto possa sembrare interessante, non mi entusiasma. ...mi domandano come riesca a dominare così bene gli uomini. Io sorrido e taccio, perchè so che il rimedio è peggiore del male stesso: semplicemente non mi innamoro.

Tutto mi dice che sto per prendere una decisione errata, ma anche gli errori sono un modo di agire. Cosa vuole il mondo da me? Che non corra i miei rischi? Che torni da dove sono venuta, senza avere il coraggio di dire si alla vita? .... ho capito che a volte non esiste una seconda opportunità: conviene accettare i doni che il mondo ci offre. 

Se devo essere fedele a qualcuno o a qualcosa, prima di tutto devo esserlo a me stessa. Se cerco l'amore vero, prima devono venirmi a noia gli amori mediocri che ho incontrato. Chi ha già perso qualcosa che riteneva di avere garantito, finisce per capire che nulla gli appartiene. E se nulla mi appartiene, allora non devo assolutamente sprecare il tempo preoccupandomi di cose che non sono mie. Meglio vivere come se oggi fosse il primo o l'ultimo giorno della vita.

Sognare è molto comodo, a patto di non essere obbligati a fare ciò che abbiamo progettato. In tal modo non corriamo rischi, non viviamo frustrazioni, momenti difficili; poi, una volta invecchiati, potremo sempre incolpare gli altri per non averci fatto realizzare ciò che desideravamo.
Posso scegliere fra essere una vittima del mondo o un'avventuriera in cerca del suo tesoro. E' semplicemente una questione riguardo al modo in cui affronterò la mia vita.

...Udire i commenti maligni delle mie amiche che non hanno mai rischiato e che perciò riescono a scorgere solo la sconfitta degli altri. Prima di morire, voglio lottare per la vita. Se sono in grado di camminare da sola, posso andare dove voglio.

La mia esistenza è come le montagne russe - sì, la vita è un gioco forte e allucinante, la vita è lanciarsi con il paracadute, è rischiare, è cadere e rialzarsi, è alpinismo, è volere raggiungere la vetta di se stessi, e ritrovarsi insoddisfatti e angosciati quando non ci si riesce.

Si, forse l'amore è in grado di cambiare una persona, ma la disperazione produce un mutamento più rapido.

Cammino per le strade, guardo le persone: forse che avranno scelto ciasciuna la propria vita? O non sarà che anche loro sono state scelte dal destino? ...Avrei potuto assumere un'infinità di atteggiamenti, e invece, come la maggior parte degli essere umani, ho lasciato che il fato scegliesse la rotta che dovevo prendere.

La libertà esiste solo quando è presente l'amore. Chi si abbandona totalmente, si sente libero, ama al grado estremo. E chi ama al grado estremo, si sente libero. Nell'amore, non si può ferire nessuno. Ognuno di noi è responsabile di quello che prova, e non può incolparne l'altro. Io mi sono sentita ferita quando ho perduto gli uomini dei quali mi ero innamorata. Oggi sono convinta che non si perde nessuno, visto che non si possiede nessuno. Questa è l'autentica esperienza della libertà: avere la cosa più importante del mondo, senza possederla.

Passione: una parola che può descrivere la bellezza di un incontro fulminante tra due persone, ma non si limita a ciò. Si trova nell'eccitazione dell'inatteso, nella volontà di fare qualcosa con fervore, nella certezza che si riuscirà a realizzare un sogno. La passione ci fornisce alcuni segnali che guidano la nostra vita; tocca a me saperli decifrare.

Paulo Coelho - Undici Minuti


Ho lasciato che mi innamorassi per una semplice ragione: non mi aspetto nulla.

L’amore non sta nell’altro, ma dentro noi stessi. Siamo noi che lo risvegliamo. Ma perché ciò accada, abbiamo bisogno dell’altro. L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni.

La Passione ti fa smettere di mangiare, di dormire, di lavorare, di vivere in pace. Molti si spaventano perché, quando compare, distrugge tutto ciò che di vecchio incontra. Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo. Perciò alcune persone, tante, riescono a controllare questa minaccia, mantenendo in piedi una casa o una struttura già marcia. Sono gli ingegneri delle cose superate. 
Altri individui pensano esattamente il contrario: si abbandonano senza riflettere, aspettandosi di trovare nella passione la soluzione di tutti i loro problemi. Attribuiscono all’altro il merito della propria felicità, e la colpa della propria possibile infelicità. Sono sempre euforici perché è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure depressi perché un evento inatteso ha finito per distruggere tutto. 
Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente: quale di questi atteggiamenti è il meno distruttivo? Non lo so.

Il desiderio profondo, più reale, è quello di avvicinarsi a qualcuno. Quando il desiderio è nel suo stato puro, uomo e donna si innamorano della vita, vivono ogni attimo con venerazione e in modo consapevole, aspettando sempre il momento giusto per celebrare la prossima benedizione. Queste persone non hanno fretta, non fanno precipitare gli eventi con azioni inconsapevoli: sanno che l’inevitabile si manifesterà, che ciò che è autentico troverà sempre una maniera di mostrarsi. Quando arriva il momento, non esitano, non perdono l’occasione, non si lasciano sfuggire un solo attimo magico perché conoscono e rispettano l’importanza di ogni secondo.

Ho lasciato che mi innamorassi per una semplice ragione: non mi aspetto nulla.

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim’ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente. Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l’ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta.

Tutti sanno amare, poiché nascono con questo dono. Alcuni praticano l’amore naturalmente, ma la maggioranza deve apprendere di nuovo, ricordare come si ama; e tutti, senza alcuna eccezione, hanno bisogno di bruciare nel fuoco delle proprie emozioni passate, di rivivere gioie e dolori, cadute e riprese, fino al momento in cui sono in grado di intravedere il filo conduttore che esiste dietro ogni nuovo incontro.

Io sono due donne: una desidera sperimentare tutte le gioie, tutte le passioni, tutte le avventure che la vita può dare; l’altra vuole essere schiava della routine, della vita familiare, delle cose che si possono pianificare e raggiungere. Io sono la prostituta e la casalinga, che vivono nello stesso corpo, e lottano l’una contro l’altra.

Ogni essere umano vive il proprio desiderio. Questo fa parte del suo tesoro, e benché sia un’emozione che potrebbe allontanare, generalmente avvicina chi è importante. E’ un emozione che la mia anima ha scelto di vivere, ed è talmente intensa che può contagiare tutto e tutti intorno a me.

I commenti non uccidono, ma appartengono alla vita di ogni individuo di successo. Meglio ignorarli.

E’ inutile pensare che si possa possedere un altro essere. Se qualcuno crede che ciò sia possibile, non fa che ingannare se stesso.

L’amore più forte è quello capace di dimostrare la propria fragilità. 
Se il mio è un amore vero, e non solo un modo per distrarmi, per ingannarmi, per fare passare il tempo che in questa città sembra non trascorrere mai, la libertà vincerà la gelosia e il dolore che essa provoca, poiché anche il dolore è parte di un processo naturale.
Lo sa bene chi pratica uno sport: quando si vogliono raggiungere gli obbiettivi, bisogna essere pronti ad affrontare una dose quotidiana di dolore o di malessere. All’inizio è fastidioso e demotivante ma, giorno dopo giorno, si comprende che costituisce un elemento del cammino per sentirsi bene, e arriva un momento in cui, senza il dolore, si ha la sensazione che l’esercizio non produca l’effetto desiderato.
E’ pericoloso, piuttosto, focalizzare questo dolore, dargli il nome di una persona, averlo costantemente nel pensiero.

Quando non ho avuto più nulla da perdere, ho ricevuto tutto. Quando ho smesso di essere chi ero, ho incontrato me stessa.

Il dolore ha un limite.

E’ assai facile vivere con il dolore, è una droga potente, presente nel nostro quotidiano, nella sofferenza nascosta, nelle rinunce che facciamo, quando diamo la colpa all’amore per la sconfitta dei nostri sogni. Il dolore spaventa allorché mostra la sua vera faccia, ma è seducente quando si ammanta di sacrificio, di rinuncia. O di vigliaccheria. L’essere umano, per quanto lo rigetti, trova sempre una maniera per stare in sua compagnia, per corteggiarlo, per fare in modo che sia parte della propria vita.

Ciò che gli occhi non vedono, il cuore lo sente. Quanto più lontani stanno, tanto più vicini al cuore sono i sentimenti che cerchiamo di soffocare e dimenticare. Se siamo in esilio, vogliamo serbare ogni piccolo ricordo delle nostre radici; se ci troviamo lontani dalla persona amata, chiunque passi per la strada ce lo fa ricordare.

Una donna capisce quando un uomo è importante. Chissà se anche loro sono capaci di questo genere di intuizioni.

Ti amo profondamente, come non ho mai amato nessuno, e proprio per questo me ne vado: se restassi, il sogno si trasformerebbe in realtà, in volontà di possedere, di desiderare che la tua vita mi appartenga, insomma, in tutte quelle cose che finiscono per mutare l’amore in schiavitù.

C’era una volta un uccellino, con ali perfette e piume lucenti, colorate e meravigliose. Insomma, un animale creato per volare in libertà nel cielo, e rallegrare chiunque lo vedesse.
Un giorno, una donna vide questo uccellino e se ne innamorò. Stupefatta, si fermò a osservarne il colo con il cuore che batteva all’impazzata, e gli occhi brillanti di emozione. Lo invitò a volare vicino a lei, e insieme vagarono attraverso i cieli e le terre in perfetta armonia. Lei ammirava, venerava, celebrava quell’uccellino. 
Ma poi pensò: “e se volesse conoscere le montagne lontane?” ed ebbe paura. Paura di non provare mai più quel sentimento con altri uccellini. E provò anche invidia per la sua capacità di volare. Si sentiva sola. E allora si disse: “preparerò una trappola. La prossima volta che arriverà, non potrà più andare via”.
L’uccellino, parimenti innamorato, tornò il giorno seguente, cadde nella trappola e fu imprigionato in una gabbia.
Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni. Era l’oggetto della sua passione e lo mostrava alle amiche, che dicevano “ma tu hai davvero tutto”. Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione: visto che possedeva l’uccellino, e non aveva più bisogno di conquistarlo, lentamente perse interesse per lui. E l’uccellino, non potendo volare ed esprimere il senso della propria vita, a poco a poco deperì, la lucentezza delle sue piume svanì e divenne brutto. La donna non gli prestava più attenzione, se non per nutrirlo e pulirgli la gabbia.
Un giorno l’uccellino morì. Lei ne fu profondamente rattristata e iniziò a pensare sempre a lui. Tuttavia non si ricordava della gabbia, rammentava soltanto il giorno in cui lo aveva visto per la prima volta, mentre volava felice tra le nuvole.
Se avesse osservato se stessa, avrebbe scoperto che ciò che l’aveva colpita in quell’uccellino era la libertà, l’energia delle sue ali in movimento, e non il suo corpo fisico. Senza l’uccellino, la sua vita perse di significato, e la Morte andò a bussarle alla porta. “Perché sei venuta?” domandò lei. “Per farti volare di nuovo insieme a lui nel cielo” rispose la Morte. “se lo avessi lasciato partire e tornare, lo avresti amato e ammirato anche di più. Ora, invece, hai bisogno di me per poterlo rincontrare”.

Paulo Coelho - Undici Minuti


La ragazza sul ponte


Dopo la quarantina il lancio del coltello diventa aleatorio


La fortuna


L’altra metà


Lei sembra uno che sta per fare un errore

Fai come il lanciatore di coltelli

Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.
Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta
nell’evitare.
Distraiti dal vocabolo solenne, già abbuffato,
punta al bordo, costeggia,
il lanciatore di coltelli tocca da lontano,
l’errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di
mancarlo.
Erri de Luca


Irrorami di baci come la rugiada

Irrorami di baci come la rugiada,
e per il mio spirito risvegliato
sarà mattino.
Il mio grigio capo chino adorna
d’alloro, sicché io possa vedere
la mia ombra incoronata e sorridere anche se sono addolorato.

Benché il mio capo sia piegato,
i tuoi piedi, calzati di speranza,
passano e sono eloquenti
nella maniera in cui non si fermano.
Sono piegati in qualche luogo sull’erba
con quella parte di me che scruta i significati.

Siamo per sempre amanti,
al di là della complicità della carne,
amanti in un modo nuovo
che non abbia bisogno di parole né di sguardi.
Così astratto, il nostro amore possa essere
non nostro, ma un vago sospiro dell’Essere Puro.

Fernando Pessoa



Apprendesti che nella mia anima d’avanzo era la morte e la tirasti all’orto con pezzi di specchio

Tu arrivasti alla mia anima quando era dimenticata:
le porte divelte, le sedie nel canale,
le tende cadute, il letto sradicato,
la tristezza curata come un vaso di fiori.
Con le tue piccole mani di donna laboriosa
ponesti tutte le cose in fila:
lo sguardo al suo posto, al suo posto la rosa,
al suo posto la vita, al suo posto la stuoia.
Lavasti le pareti con uno straccio bagnato
nella tua chiara allegria, nella tua fresca dolcezza,
collocasti la radio nel luogo appropriato
e pulisti la stanza di sangue e spazzatura.
Ordinasti tutti i libri dispersi
e stendesti il letto nel tuo enorme sguardo,
accendesti le povere lampade spente
e lucidasti i pavimenti di legno consumato.
Fosti d’un tratto enorme, ampia, potente, forte:
sudasti grandi fatiche lavando arnesi vecchi.
Apprendesti che nella mia anima d’avanzo era la morte
e la tirasti all’orto con pezzi di specchio.

Jorge Debravo



La carezza dell'anima - trepida brezza - moveva tutto quel che tu eri

Il cielo del tuo tatto
dorato copriva
l'occulto giardino
di passione e di musica.
Alte edere di sangue
abbracciavano le tue ossa.
La carezza dell'anima
- trepida brezza - moveva
tutto quel che tu eri.
Vaghissimo crepuscolo
di rossore e indolenza
era la tua pelle! Restavi
come astro senza scintillio
che dal sole riceva
la luce del tuo alone.
Soltanto sotto i tuoi piedi era notte.
Eri prigione di musica,
dalla musica catturata
che tentava fuggire
in ogni tuo gesto,
ma che uscir non poteva
e s'affacciava come un bimbo
ai vetri dei tuoi occhi limpidi.



Manuel Altolaguirre


Contemplare il tuo corpo alla tua sola luce, con la vicina musica che concerta gli uccelli, le acque, il bosco, il palpito in catene di questo mondo pieno che sento sulle labbra

Quando contemplo il tuo corpo disteso
come un fiume che non cessa mai di passare,
come un limpido specchio dove cantano uccelli
e dà gioia sentire il giorno come albeggia.
Quando guardo i tuoi occhi, profonda morte o vita che mi chiama,
canzone da un profondo che sospetto;
o vedo la tua forma, la tua fronte serena,
pietra lucente ove i miei baci brillano,
come rocce che specchiano un sole che non cala.
Quando accosto il mio labbro a quell'incerta musica,
al rumore di quanto è sempre giovane,
dell'ardore terrestre che canta in mezzo al verde,
umido corpo in perpetuo trascorrere
come amore felice che va e torna

Sotto di me sento il mondo girare,
girare lieve con virtù eterna di stella,
con generosità lieta di astro
che non chiede neppure un mare ove riflettersi.
Tutto è sorpresa. Il mondo scintillante
sente che un mare a un tratto è la tremulo, nudo,
che è quel petto avido, febbrile,
che chiede solo il brillio della luce.
La creazione fulge. Resa quieta la gioia
passa come un piacere che non tocca il suo colmo,
come fulminea ascensione d'amore
dove il vento circonda le fronti più cieche.
Contemplare il tuo corpo alla tua sola luce,
con la vicina musica che concerta gli uccelli,
le acque, il bosco, il palpito in catene
di questo mondo pieno che sento sulle labbra.

Vicente Aleixandre


Le nostre bocche giunte

Bevo la vita, la vita, a sorsi lunghi
come un divino vino di Falerno,
posando in te il mio guardare eterno
come le foglie fanno sopra i laghi.
miei sogni ora son più vaghi,
il tuo guardare in me oggi è più dolce
E la vita adesso non è il rosso inferno
tutto di parvenze tristi e di presagi.
La vita, Amore mio, voglio viverla!
Nella stessa coppa, alzata nelle tue mani,
avremo bocche unite a berla.
Che importano il mondo e le illusioni defunte?
Che importano il mondo e i suoi orgogli vani?
Il mondo, amore? Le nostre bocche giunte!

Florbela Espanca


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