La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 13 luglio 2011

Desafinado

Se você disser que eu desafino amor
Saiba que isto em mim provoca imensa dor
Só privilegiados têm o ouvido igual ao seu
Eu possuo apenas o que Deus me deu

Se você insiste em classificar
Meu comportamento de anti-musical
Eu mesmo mentindo devo argumentar
Que isto é Bossa Nova, isto é muito natural

O que você não sabe nem sequer pressente
É que os desafinados também têm um coração
Fotografei você na minha Rolley-Flex
Revelou-se a sua enorme ingratidão

Só não poderá falar assim do meu amor
Este é o maior que você pode encontrar
Você com a sua música esqueceu o principal
Que no peito dos desafinados
No fundo do peito bate calado
Que no peito dos desafinados também bate um coração

Se dici che sono stonato nell'amore
Sappi che cio' mi provoca un immenso dolore
Solo i privilegiati hanno un orecchio (musicale) pari al tuo
Io ho solo quello che Dio mi ha dato

Se tu insisti nel classificare
Il mio comportamento come antimusicale
Io, a costo di mentire, devo rispondere
Che questa è bossa nova
Che è molto naturale
Cio' che tu non sai, e neppure immagini,
E' che anche gli stonati hanno un cuore

Ti ho fatto una foto con la mia Rolleiflex
Che ha mostrato una enorme inaguatezza
Ma non potrai parlare così del mio amore
E' la cosa più grande che potrai mai incontrare
Con la tua musica hai dimenticato la cosa principale,
Che nel petto degli stonati,
Batte in silenzio, proprio in fondo
Anche nel petto degli stonati
Batte un cuore!



Finché tu esisti

Finché tu esisti, finché il mio sguardo
ti cerca oltre le colline,
finché nulla
mi riempie il cuore
che non sia la tua immagine, e ci sia
una remota possibilità che sia viva
in qualche luogo, illuminata
da una luce – qualsiasi...
Finché
sento che tu esisti e ti chiami
così, con quel tuo nome
così piccolo,
continuerò come ora,
mia amata,
affranto dalla distanza,
sotto questo amore che cresce e non muore,
sotto questo amore che continua e mai finisce.

Ángel González


diecimila anni con te volare, solo un attimo, ma eternamente, prolungare il volo

Ecco, tu sgorghi a un tratto, voce e fiamma,
e sei bianca e flessibile, e mi guardi,
ferma, io voglio sospingerti e tu, ferma,
mi guardi, come me, candidi entrambi,
e si fa rossa la marea, mi bacia
con le tue labbra, è inverno e io m’inoltro
in un porto con te, dentro la notte.
E non v’è telo ove giacere, nulla
v’è, neanche il sole, in nessun luogo
e non v’è stella da strappare ai cieli,
e noi, smarriti, non sappiamo nulla
di ciò che accade, perché mai l’immensa
nudità ci divori, perché il vento
gema nel buio come una donna folle
dimenticata, contro la bufera.
È ora, ora – concedi – che ti stagli
chiara, che più ti voglio, che mi assale
la tua profonda voce di sorgente,
ora, permettimi la congiunzione
del mio bacio al tuo bacio, di toccarti
come il sole, concedi, e di morire.
Toccarti, unirti al giorno del mio corpo,
strapparti i più alti cieli dell’amore,
in queste vette
dove regnai un giorno,
sollevarti tra raffiche d’aurora,
volare, diecimila diecimila
anni con te volare, solo un attimo,
ma eternamente, prolungare il volo.

Gonzalo Rojas


Incrociare lo sguardo, sentire la musica della luce stessa

Incrociare lo sguardo –
questo tremolio di raggio,
che ti trafigge
fino a baratri ignoti
dentro di te,
affogati nell’attesa.
L’esistenza si dischiude
nell’attimo in cui incroci lo sguardo:
senza limite di frontiere,
senza ombra di dipendenza,
senza scopo, senza paura,
senza determinazione alcuna.
In un attimo il tocco leggero
dell’indivisibile completezza
del mondo creato.
Incrociare lo sguardo,
sentire la musica
della luce stessa.
Un sublime attimo di libertà.
In un baleno
si incontrano due raggi
di due contrapposti universi:
il raggio ardente del corpo
e il raggio fresco dello spirito.
Una domanda che è un lampo.
E il segreto negli abissi profondi
ti chiama per essere svelato
e tuttavia rimanere segreto.
È ciò a cui sei votato
in questo strano mondo –
incrociare lo sguardo.
Blaga Dimitrova

© foto Alessandro Scolaro

che sono la barca che attraversa spazio e tempo

Bevi le ombre – disse,
bevi l’oscurità
dell’amore mortale
e chiudi gli occhi tra le mie ali
che sono la barca che attraversa
spazio e tempo.

Clara Janés


i miei spazi sono stati posseduti

Entrò nelle mie celle recondite.
Dissi: dalla sua vibrazione
i miei spazi sono stati posseduti.
Un vento al quale nulla sfugge
si accende nelle vele
del mio desiderio.
Le sorgenti del riparo
s’intensificano.

Clara Janés


L’ignoto rubò il mio cuore

Vidi i due mondi
disegnati sulla sua fronte:
due enigmi
che si aprivano
in oscure valli melodiose.
L’ignoto rubò il mio cuore.

Clara Janés


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...