La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 22 luglio 2011

nelle lenzuola del tuo corpo calde da cui promana di papaveri fragranza

Amore mio, mio amore, amor trovato
nell'ostrica di morte, all'improvviso
con te voglio pranzare, e poi guardarti
voglio toccarti ancora e amarti sempre
Lo dico, e me lo dicon dentro
le gocce del mio sangue a te assuefatto
lo dice il mio dolore, e queste scarpe
e la mia bocca, e il mio lieve giaciglio.
Ti cerco amore, assurdamente
stupidamente perso e illuminato
sognando rose e stelle numerando
e dicendoti addio, stretto al tuo fianco.
Ti cerco dalla strada, dietro un palo
dal tuo tappeto in quella stanza, sola
nelle lenzuola del tuo corpo calde
da cui promana di papaveri fragranza
Chioma eterea, al vento disvelata
fiume di notte, bananeto oscuro
alveare nascosto, amor dissotterrato
andrò dietro ai tuoi passi fino in cima
dai tuoi piedi alla coscia, e infine al fianco.
Jaime Sabines


Lo sguardo è una scelta

Gli occhi degli esseri viventi possiedono la più straordinaria delle proprietà: lo sguardo. Nulla è più eccezionale dello sguardo. Quando parliamo delle orecchie delle creature non diciamo che hanno un ‘ascoltardo’, oppure, delle loro narici, che hanno un ’sentardo’ o un ‘annusardo’.
Cos’è lo sguardo? E’ qualcosa di inesprimibile. Nessuna parola esprime, neanche lontanamente, la sua strana essenza. Eppure lo sguardo esiste. Poche sono le realtà che hanno un tale livello di esistenza.
Che differenza c’è fra occhi che possiedono uno sguardo e occhi che ne sono sprovvisti? Questa differenza ha un nome: si chiama vita. La vita inizia laddove inizia lo sguardo.
Lo sguardo è una scelta. Chi guarda decide di soffermarsi su una determinata cosa e di escludere dunque dall’attenzione il resto del proprio campo visivo. In questo senso lo sguardo, che è l’essenza della vita, è prima di tutto un rifiuto. Vivere vuol dire rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell’orifizio di un lavandino.

Amelie Nothomb - La metafisica dei tubi


Omar Galliani

Distesa d'acqua scintilli

Distesa d'acqua scintilli
sotto un fulmine lascivo
il mio pensiero azzurro e nero.
Cammini per il bosco del mio sangue
alberi odorosi di seme
alberi bianchi alberi neri.
Abiti un rubino
istante incandescente
goccia di fuoco
incastonata nella notte
corpo senza limiti
in un'alcova minuta.
Il mare ti solleva fino al grido più bianco
l'edera del gemito mi conficca le unghie nella nuca
il mare ti squarcia strappandoti gli occhi
torre di sabbia che si sgretola
i tuoi lamenti scoppiano e svaniscono
galli neri
cantano la tua morte e la tua resurrezione.
Sul bosco carbonizzato
passa il sole con un'ascia
Octavio Paz


Per quel tuo cuore che io largamente preferisco ad ogni altra burrasca

Per le cantate che si svolgevano nell'aria io rimavo
ancora pienamente. Per l'avvoltoio che era la tua sinistra
figura io ero decisa a combattere. Per i poveri ed i malati
di mente che avvolgevano le loro sinistre figure di tra
le strade malate io cantavo ancora tarantella la tua camicia
è la più bella canzone della strada. Per le strade odoranti
di benzina cercavamo nell'occhio del vicino la canzone
preferita. Per quel tuo cuore che io largamente preferisco
ad ogni altra burrasca io vado cantando amenamente delle
canzoni che non sono per il tuo orecchio casto da cantante
a divieto. Per il divieto che ci impedisce di continuare
forse io perderò te ancora ed ancora - sinché le maree del
bene e del male e di tutte le fandonie di cui è ricoperto
questo vasto mondo avranno terminato il loro fischiare.


Amelia Rosselli



perché ti vedo più profondamente così

Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo
mi chiederanno la loro voce un giorno, quando andrai.
Ma io non avrò più voce per ridirle allora. Perché tu eri abituata
a camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,
gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi le mani
sui ginocchi, mettendo in mostra provocante
i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così - dicevi;
ricordarmi così coi piedi sporchi; coi capelli
che mi coprono gli occhi - perché ti vedo più profondamente così. Dunque,
come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai camminato così
sotto i bianchissimi meli in fiore in nessun paradiso.
Ghiannis Ritsos


profumo, freschezza, musica, volo nell'infinita pura primavera della tua totalità interiore senza fine!

Eternità, bellezza
sola, se io potessi,
nel tuo cuore unico, cantarti,
come tu mi canti nel mio,
le sere limpide di gioia in pace!
Se nelle tue ultime estasi,
tu mi sentissi dentro,
inebriandoti tutta,
come mi inebri tutto tu!
Se io fossi - ineffabile -,
profumo, freschezza, musica, volo
nell'infinita pura primavera
della tua totalità interiore senza fine!

Juan Ramon Jiménez


I fiumi

Mi tengo a quest’albero mutilato
Abbandonato in questa dolina
Che ha il languore
Di un circo
Prima o dopo lo spettacolo
E guardo
Il passaggio quieto
Delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
In un’urna d’acqua
E come una reliquia
Ho riposato

L’Isonzo scorrendo
Mi levigava
Come un suo sasso
Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come un acrobata
Sull’acqua

Mi sono accoccolato
Vicino ai miei panni
Sudici di guerra
E come un beduino
Mi sono chinato a ricevere
Il sole

Questo è l’Isonzo
E qui meglio
Mi sono riconosciuto
Una docile fibra
Dell’universo

Il mio supplizio
È quando
Non mi credo
In armonia

Ma quelle occulte
Mani
Che m’intridono
Mi regalano
La rara
Felicità

Ho ripassato
Le epoche
Della mia vita

Questi sono
I miei fiumi

Questo è il Serchio
Al quale hanno attinto
Duemil’anni forse
Di gente mia campagnola
E mio padre e mia madre.

Questo è il Nilo
Che mi ha visto
Nascere e crescere
E ardere d’inconsapevolezza
Nelle distese pianure

Questa è la Senna
E in quel suo torbido
Mi sono rimescolato
E mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
Contati nell’Isonzo

Questa è la mia nostalgia
Che in ognuno
Mi traspare
Ora ch’è notte
Che la mia vita mi pare
Una corolla
Di tenebre

Giuseppe Ungaretti



in uno o in due noi siamo una sola cosa

Dicono che la mia sia una poesia d'inappartenenza.
Ma s'era tua era di qualcuno:
di te che non sei più forma, ma essenza.
Dicono che la poesia al suo culmine
magnifica il Tutto in fuga,
negano che la testuggine 
sia più veloce del fulmine.
Tu sola sapevi che il moto
non è diverso dalla stasi, 
che il vuoto è il pieno e il sereno
è la più diffusa delle nubi.
Così meglio intendo il tuo lungo viaggio
imprigionata tra le bende e i gessi.
Eppure non mi dà riposo
sapere che in uno o in due noi siamo una sola cosa.


Eugenio Montale



quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile

Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono trenta gradi, ti amo quando ci metti un'ora ad ordinare un sandwich, amo la ruga che ti viene quando mi guardi come se fossi pazzo. Mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf e sono felice che tu sia l'ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera.

E non è perché mi sento solo, e non è perché è la notte di Capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile.


Tratto dal film Harry, ti presento Sally di Rob Reiner


Les moulins de mon coeur

Comme une pierre que l’on jette
dans l’eau vive d’un ruisseau
Et qui laisse derrière elle
des milliers de ronds dans l’eau

Comme un manège de lune
avec ses chevaux d’étoiles
Comme un anneau de Saturne,
un ballon de carnaval,

Comme le chemin de ronde
que font sans cesse les heures
Le voyage autour du monde
d’un tournesol dans sa fleur

Tu fais tourner de ton nom
tous les moulins de mon coeur

Comme un écheveau de laine
entre les mains d’un enfant
Ou les mots d’une rengaine
pris dans les harpes du vent

Comme un tourbillon de neige,
comme un vol de goélands,
Sur des forêts de Norvège,
sur des moutons d’océan,

Comme le chemin de ronde
que font sans cesse les heures
Le voyage autour du monde
d’un tournesol dans sa fleur

Tu fais tourner de ton nom
tous les moulins de mon coeur

Ce jour-là près de la source
Dieu sait ce que tu m’as dit
Mais l’été finit sa course,
l’oiseau tomba de son nid

Et voilà que sur le sable
nos pas s’effacent déjà
Et je suis seul à la table
qui résonne sous mes doigts

Comme un tambourin qui pleure
sous les gouttes de la pluie
Comme les chansons qui meurent
aussitôt qu’on les oublie

Et les feuilles de l’automne rencontrent
des ciels moins bleus
Et ton absence leur donne la couleur
de tes cheveux

Comme une pierre que l’on jette
dans l’eau vive d’un ruisseau
Et qui laisse derrière elle
des milliers de ronds dans l’eau

Aux vents des quatre saisons,
tu fais tourner de ton nom
Tous les moulins de mon coeur







Come una pietra che si getta
nell’acqua viva di un ruscello
E che lascia dietro di sé
migliaia di cerchi nell’acqua
Come un maneggio della luna
con i suoi cavalli di stelle
Come un anello di Saturno,
un pallone di carnevale

Come il percorso circolare
che fanno le ore senza fermarsi mai
Il viaggio attorno al mondo
di un girasole nel suo fiore

Così tu fai girare col tuo nome
tutti i mulini a vento del mio cuore

Come una matassa di lana
tra le mani di un bambino
O le parole di un ritornello
preso nell’arpa del vento

Come un vortice di neve,
come un volo di gabbiani,
Sopra le foreste della Norvegia,
sopra i nuvoloni dell’oceano,

Come il percorso circolare
che fanno le ore senza mai fermarsi
Il viaggio attorno al mondo
di un girasole nel suo fiore

Così tu fai girare col tuo nome
tutti i mulini a vento del mio cuore

Quel giorno vicino alla sorgente
Dio sa ciò che mi hai detto
Ma l’estate finì il suo corso,
l’uccello cadde dal suo nido

Ed ecco che sulla sabbia
i nostri passi sono già cancellati
E io sono solo a tavola
a ragionare sotto le mie dita

Come un tamburino che piange
sotto le gocce della pioggia
Come le canzoni che muoiono
non appena le si dimentica

E le foglie dell’autunno ritrovano
dei cieli meno azzurri
E la tua assenza dona loro il colore
dei tuoi capelli

Come una pietra che si getta
nell’acqua viva di un ruscello
E che lascia dietro di sé
migliaia di cerchi nell’acqua

Così ai venti delle quattro stagioni
tu fai girare col tuo nome
tutti i mulini a vento del mio cuore




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