La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 26 luglio 2011

Fantasma d’amore

C'è una fedeltà che dura nel tempo, profonda, spirituale.



L'orchestra e i cori della mia bocca ti diranno il mio amore

La mia bocca avrà ardori di geenna
La mia bocca sarà per te un inferno di dolcezza e seduzione
Gli angeli della mia bocca troneggeranno sul tuo cuore
I soldati della mia bocca ti prenderanno d'assalto
I preti della mia bocca incenseranno la tua bellezza
La tua anima si agiterà come una regione durante il terremoto
I tuoi occhi saranno carichi allora di tutto l'amore che si
è accumulato negli sguardi dell'umanità da quando esiste
La mia bocca sarà un esercito contro di te un esercito pieno di contrasti
Vario come un incantatore che sa variare le sue metamorfosi
L'orchestra e i cori della mia bocca ti diranno il mio amore
Te lo sussurra di lontano
Mentre gli occhi fissi sull'orologio attendo il minuto stabilito per l'assalto.

Apollinaire


Quelli che amano

Quelli che amano tacciono.
L'amore è il silenzio più fine,
il più tremante, il più insopportabile.
Quelli che amano cercano,
sono quelli che lasciano perdere
sono quelli che cambiano, quelli che dimenticano.
Il cuore dice loro che mai troveranno,
non trovano, cercano.

Quelli che amano vanno come pazzi perché stanno soli, soli, soli,
consegnandosi, offrendosi ogni momento,
piangendo perché non salvano l’amore.
L'amore li preoccupa. Quelli che amano
vivono alla giornata, non possono fare di più, non sanno.
Sempre stanno andando,
sempre, da qualche parte.
Aspettano,
non aspettano nulla, ma aspettano.
Sanno che non troveranno mai.
L'amore è una continua proroga,
sempre il passo seguente, l'altro, l'altro.
Quelli che amano sono gli insaziabili
quelli che sempre - che bello!- resteranno soli.
Quelli che amano sono l'idra del racconto.
Al posto delle braccia hanno serpenti.
Le vene del collo gli si gonfiano
anche come serpenti per asfissiarli.
Quelli che amano non possono dormire
perchè se si addormentano se li mangiano i vermi.
Nell'oscurità aprono gli occhi
e dentro precipita lo spavento.
Trovano scorpioni sotto le lenzuola
e il letto galleggia come su di un lago.
Quelli che amano sono pazzi, soltanto pazzi,
senza Dio e senza diavolo.
Quelli che amano escono dalle tane
tremanti, affamati,
a cacciare fantasmi.
Se ne ridono di quelli che sanno tutto,
di quelli che amano all'infinito, veracemente,
di quelli che credono nell'amore
come una lampada d'olio senza fine.
Quelli che amano giocano ad afferrare l'acqua,
a tatuare il fumo, a non andarsene.
Giocano al lungo, al triste gioco dell'amore.
Nessuno si può rassegnare.
Dicono che nessuno si può rassegnare.
Quelli che amano si vergognano di qualsiasi conformismo.
Vuoti, ma vuoti da una costola all'altra,
la morte li corrode dietro gli occhi,
e loro camminano, piangono fino all'alba
dove treni e galli si salutano dolorosamente.
A volte gli arriva un odore a terra appena nata,
a donne che dormono con la mano nel sesso,
compiaciute,
a ruscelli d'acqua tenera e a cucine.

Quelli che amano cantano tra le labbra
una canzone mai appresa,
e se ne vanno piangendo, piangendo,
la bellissima vita.

Jaime Sabines



Vorresti essere amata?

Vorresti essere amata? E tu fa che il tuo cuore
non si discosti dal sentiero di ora!
Essendo ogni cosa che ora tu sei,
non esser mai altro che non sei.
Così i tuoi cortesi modi di vita,
la tua grazia, la tua più che bellezza
saranno un tema d'elogio senza fine,
e l'amore - non altro che un puro dovere.


Edgar Allan Poe



e scriverci, e parlarci e morire

Non è che muoia d'amor, muoio di te.
Muoio di te, amore, d'amor di te,
d'urgenza mia della mia pelle di te,
della mia anima, di te e della mia bocca
e dell'insopportabile che sono senza te.
Muoio di te e di me, muoio d'ambedue,
di noialtri, di questo,
straziato, diviso,
mi muoio, ti muoio, lo moriamo.
Moriamo nella mia stanza dove sono solo,
nel mio letto dove manchi,
nella strada dove il mio braccio va vuoto,
nel cinema e nei parchi, i tram
i posti dove la mia spalla
abitua la tua testa
e la mia mano la tua
e tutto so di te come me stesso.
Moriamo nel luogo che ho prestato all'aria
perchè tu stessi fuori di me,
e nel posto dove finisce l'aria
quando ti butto la mia pelle addosso
e ci conosciamo in noialtri,
separati dal mondo, felice, penetrata,
e certamente, interminabile

Moriamo, lo sappiamo, lo ignorano, ci moriamo
tra noi due, ora, separati,
l'un dall'altro, giornalmente,
cadendo in molteplici statue,
in gesti che non vediamo
nelle nostre mani che ci cercano
Moriamo, amore, muoio nel tuo ventre
che non mordo ne bacio,
nei tuoi muscoli dolcissimi e vivi,
nella tua carne senza fine, muoio di maschere,
di triangoli oscuri e incessanti.

Muoio del mio corpo e del tuo corpo,
della nostra morte, amore, muoio, muoriamo.
Nel pozzo d'amore a tutte le ore,
inconsolabile, a grida ,
dentro di me, voglio dire, ti chiamo,
ti chiamano quelli che nascono, quelli che vengono
dietro, di te, quelli che arrivano a te.
Moriamo, amore, e non facciamo nulla
se non morire di più, ora dopo ora,
e scriverci, e parlarci e morire.


No es que muera de amor...

No es que muera de amor, muero de ti.
Muero de ti, amor, de amor de ti,
de urgencia mía de mi piel de ti,
de mi alma, de ti y de mi boca
y del insoportable que yo soy sin ti.

Muero de ti y de mi, muero de ambos,
de nosotros, de ese,
desgarrado, partido,
me muero, te muero, lo morimos.

Morimos en mi cuarto en que estoy solo,
en mi cama en que faltas,
en la calle donde mi brazo va vacío,
en el cine y los parques, los tranvías,
los lugares donde mi hombro
acostumbra tu cabeza
y mi mano tu mano
y todo yo te sé como yo mismo.

Morimos en el sitio que le he prestado al aire
para que estés fuera de mí,
y en el lugar en que el aire se acaba
cuando te echo mi piel encima
y nos conocemos en nosotros,
separados del mundo, dichosa, penetrada,
y cierto , interminable.

Morimos, lo sabemos, lo ignoran, nos morimos
entre los dos, ahora, separados,
del uno al otro, diariamente,
cayéndonos en múltiples estatuas,
en gestos que no vemos,
en nuestras manos que nos necesitan.

Nos morimos, amor, muero en tu vientre
que no muerdo ni beso,
en tus muslos dulcísimos y vivos,
en tu carne sin fin, muero de máscaras,
de triángulos oscuros e incesantes.
Muero de mi cuerpo y de tu cuerpo,
de nuestra muerte ,amor, muero, morimos.
En el pozo de amor a todas horas,
inconsolable, a gritos,
dentro de mi, quiero decir, te llamo,
te llaman los que nacen, los que vienen
de atrás, de ti, los que a ti llegan.
Nos morimos, amor, y nada hacemos
sino morirnos más, hora tras hora,
y escribirnos y hablarnos y morirnos.

Jaime Sabines


Gli amanti

E chi li vede che se
ne vanno per la
città
Se tutti sono ciechi?
Loro si prendono per
mano: qualcosa parla
Fra le dita, dolci lingue
lambiscono
l’umido palmo,
corrono per le
falangi,
e sopra sta la notte
piena d’occhi.
Sono gli amanti, la loro
isola fluttua alla deriva
verso morti di cespuglio
verso porti
che fra le lenzuola si
aprono.
Si disordina tutto
attraverso gli amanti,
tutto trova la sua cifra
giocata;
loro, però, neppure
sanno che
mentre rotolano
nell’amara arena
che è loro c’è una pausa
nell’opera del nulla,
e che il tigre e un giardino che
gioca.
Albeggia nei carri dell’immondizia,
cominciano a uscire i ciechi,
il ministero apre i suoi portoni.
Gli amanti arresi si
guardano e si toccano
una volta di più prima di fiutare il
giorno.
E già sono vestiti, già se ne vanno
per la strada.
Ed è solo allora
quando sono morti, quando sono
vestiti,
che la città li recupera ipocrita
e gli impone i doveri
quotidiani.

Julio Cortazar


Una donna nuda e al buio

Una donna nuda e al buio
ha un chiarore che ci illumina
in modo che se succede uno sconforto
un black-out o una notte senza luna
e' conveniente e persino imprescindibile
tener vicino una donna nuda.
Una donna nuda e al buio
genera uno splendore che da’ fiducia
e allora segna festa il calendario
vibrano nei loro angoli le ragnatele
e gli occhi felici e felini
guardano e non si stancano di guardare
Una donna nuda e al buio
è una vocazione per le mani
per le labbra è quasi un destino
e per il cuore uno sperpero
Una donna nuda è un enigma
E sempre è una festa decifrarlo.
Una donna nuda e al buio
genera una propria luce e ci accende,
il soffitto si trasforma in cielo
ed e’ una gloria non essere innocente.
Una donna voluta o intravista
sconfigge per una volta la morte.
Mario Benedetti


Quello che mi piace della tua lingua è la parola

Quello che mi piace del tuo corpo è il sesso.
Quello che mi piace del tuo sesso è la bocca.
Quello che mi piace della tua bocca è la lingua.
Quello che mi piace della tua lingua è la parola.
Julio Cortazar


e poi, ci sollevammo, come grano acri e acri d'oro, e noi mietemmo noi

Ero avvolta in una pelliccia
bianca e nera e tu
me l'hai tolta e poi
in una luce dorata
mi hai incoronato
mentre fuori i fiocchi urtavano
la porta come frecce storte.
mentre una spanna di neve
cadeva come stelle
in frammenti di calcio
ce ne stavamo nel nostro corpo
(quella stanza che ci seppellirà)
e tu stavi nel mio corpo
(quella stanza che ci sopravvivrà)
e per cominciare ti asciugai
i piedi con una salvietta
perchè io ero la tua schiava
e tu mi chiamavi "principessa"
principessa!
oh, allora
mi alzai, con la mia pelle dorata
e scaraventai via i salmi
e scaraventai via i vestiti
e tu sciogliesti le briglie
e tu sciogliesti le redini
e io i bottoni
le ossa le confusioni
le cartoline del new england
le notti di gennaio alle dieci
e poi, ci sollevammo, come grano
acri e acri d'oro, e noi
mietemmo noi.
Anne Sexton





Laggiù, al di là dei baci, degli sguardi, del piacere, senza una forma, sicuri, i piaceri, baci e sguardi, aspettati, che si aspettano.

Non serbare nulla, spendi,
sperpera allegrie, gioie,
scambiale con aria azzurra
perché vadano volando,
per il cielo, fanne acqua,
riempi i torrenti del mondo
delle sue schiume sprizzanti,
entra in anime assopite,
e scuotile per le ali,
agita, come di grano,
grandi campi di speranze,
straripa, straripati
d'amare e d'essere amata:
perché
né oggi, né questa notte
il tuo amore finirà,
né a me finirà l'amata.
Molto ci resta. Non senti
immense truppe di baci,
e di resistenze, stormi
d'avvenire sulle mani,
di rapimenti e di calme?
Quel che mi resta, invisibile,
taciuto, serbato in fondo
a ciò che toccano gli occhi,
a ciò che le mani toccano?
E non sta sotto la terra,
sordo minerale, attesa
di un'anima pura d'oro.
Neanche è un dono senza peso,
segreto frutto celeste,
che, attaccato
su qualche ramo dell'aria,
si prepara alle tue labbra.
No, non c'è quel che ci resta
né in miniere, né sugli alti
orti di stelle mature,
non sono diamanti né astri.
Non esiste, non ha forma,
neanche soffre dei penosi
perimetri del creato.
Palpita ciò che ci resta
solo in quello che ci diamo.
Laggiù, al di là dei baci,
degli sguardi, del piacere,
senza una forma, sicuri,
i piaceri, baci e sguardi,
aspettati, che si aspettano.
In ogni abbraccio rinasce
un nuovo essere altro abbraccio.
Il bacio che si esaurisce
ne chiede un altro a se stesso,
nel suo gioioso spirare
già sente che matura.
Darmi, darti, darci, darsi!
Non chiudere mai le mani.
Le gioie non finiranno,
e neanche i baci, né gli anni,
se non le chiudi. Non senti
quale ricchezza nel dare?
La vita
noi la vinceremo sempre,
affidandomi, affidandoti.



No te guardes nada, gasta,
derrocha alegrías, dichas,
truécalas en aire azul
por que vayan en volandas
por el cielo, hazlas de agua,
llena los cauces del mundo
con su espuma desatada,
entra por almas dormidas,
sacúdelas por las alas,
agita, como trigalesgrandes
campos de esperanzas,
rebosa, rebósate
de amar y de ser amada:
porque
ni este día, ni esta noche
se te acabará el amor,
ni la amada se me acaba.
Nos queda mucho. ¿No sientes
inmensas huestes de besos,
de resistencias, bandadas
de porvenir en las manos,
de arrebatos y de calmas?
¿Lo que me queda, invisible,
callado, guardado al fondo
de lo que tocan los ojos,
de lo que las manos palpan?
Y no está bajo la tierra,
mineral sordo, esperando
con alma pura de oro.
Ni es tampoco don ingrávido,
secreto fruto celeste,
suspendido
de alguna rama del aire,
preparándose a tus labios.
No, no está lo que nos queda
ni en las minas, ni en los altos
huertos de estrellas maduras,
no son diamantes ni astros.
No existe, no tiene forma,
aún no sufre los penosos
contornos de lo creado.

Lo que nos queda palpita
en lo mismo que nos damos.
Allí detrás de los besos,
de las miradas, del gozo,
sin forma están y seguros,
gozos, besos y miradas,
esperados, esperando.
Con cada abrazo le nace
un nuevo ser a otro abrazo.
El beso que se termina
otro se pide a sí mismo,
y en su dichoso expirar
le siente ya madurando.

!Darme, darte, darnos, darse!
No cerrar nunca las manos.
No se agotarán las dichas,
ni los besos, ni los años,
si no las cierras. ¿No sientes
la gran riqueza de dar?
La vida
nos la ganaremos siempre
entregándome, entregándote.

Pedro Salinas


benché abbia chiuso me stesso come dita sempre mi apri petalo per petalo come la primavera fa

Il tuo più tenue sguardo
facilmente
mi aprirà
benché abbia chiuso me stesso
come dita sempre mi apri
petalo per petalo
come la primavera fa
toccando accortamente
misteriosamente
la sua prima rosa
e io non so
quello che c'è in te
che chiude e apre
solo qualcosa in me
comprende
che è più profonda
la voce dei tuoi occhi
di tutte le rose
nessuno
neanche la pioggia
ha così piccole mani
Edward Estlin Cummings


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