La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 28 luglio 2011

Tu saresti capace di piantare tutto e ricominciare la vita da capo?

Tu saresti capace di piantare tutto e ricominciare la vita da capo?
Di scegliere una cosa, una cosa sola e di essere fedele a quella,
riuscire a farla diventare la ragione della tua vita,
una cosa che raccolga tutto, che diventi tutto proprio perché è la tua fedeltà che la fa diventare infinita,
saresti capace?


L’uomo che mi ami

I
L’uomo che mi ami
dovrà saper aprire il velo della pelle,
scoprire la profondità dei miei occhi
e conoscere quello che si annida in me,
la rondine trasparente della tenerezza.
II
L’uomo che mi ami
non vorrà possedermi come una mercanzia,
né esibirmi come un trofeo di caccia,
saprà stare al mio fianco
con lo stesso amore
con il quale io starò al suo.
III
L’amore dell’uomo che mi ami
sarà forte come gli alberi di ceibo,
protettivo e sicuro come quelli,
limpido come una mattina di dicembre.
IV
L’uomo che mi ami
non dubiterà del mio sorriso
né temerà l’abbondanza dei miei capelli,
rispetterà la tristezza, il silenzio
e con carezze toccherà il mio ventre come chitarra
perché sgorghi musica ed allegria
dal profondo del mio corpo.
V
L’uomo che mi ami
potrà trovare in me
l’amaca dove riposare
il pesante fardello delle sue preoccupazioni,
l’amica con cui dividere i suoi segreti più intimi,
il lago dove nuotare
senza paura a che l’ancora del compromesso
gli impedisca di volare quando gli succeda d’essere uccello.
VI
L’uomo che mi ami
farà poesia con la sua vita,
costruendo ogni giorno
con lo sguardo posto al futuro.
VII
Però, sopra ogni cosa,
L’uomo che mi ami
dovrà amare il popolo
non come una parola astratta
estratta dalla manica,
ma come qualcosa di reale, concreto,
al quale rendere omaggio con azioni
e dare la vita se è necessario.
VIII
L’uomo che mi ami
riconoscerà il mio viso nella trincea
ginocchio in terra mi amerà
mentre spariamo insieme
contro il nemico.
IX
L’amore del mio uomo
non conoscerà la paura del darsi,
né temerà scoprirsi alla magia dell’innamoramento
in una piazza piena di gente.
Potrà gridare - ti amo -
o mettere striscioni dall’alto delle case
proclamando il suo diritto a sentire
il più bello e umano dei sentimenti.
X
L’amore del mio uomo
non fuggirà dalle cucine,
né dai panni del figlio,
sarà come un vento fresco
portando via tra le nubi del sogno e del passato,
le debolezze che, per secoli, ci hanno tenuti separati
come esseri di distinta statura.
XI
L’amore del mio uomo
non vorrà definirmi o etichettarmi,
mi darà aria, spazio,
alimento per crescere ed essere migliore,
come una Rivoluzione
che faccia di ogni giorno
l’inizio di una nuova vittoria.



Gioconda Belli


in modo tale che per ogni parte di una delle strutture ci sia una parte corrispondente nell’altra struttur

Si parla di “isomorfismo” quando due strutture complesse si possono applicare l’una all’altra, in modo tale che per ogni parte di una delle strutture ci sia una parte corrispondente nell’altra struttura; in questo contesto diciamo che due parti sono “corrispondenti” se hanno un ruolo simile nelle rispettive strutture. Questo uso del termine “isomorfismo” si basa su un concetto matematico più preciso.
Quando un matematico scopre un isomorfismo tra due strutture note è felice. Spesso si tratta di un “fulmine a ciel sereno”, che provoca stupore. Riconoscere un isomorfismo tra due strutture note fa compiere un notevole passo avanti nella conoscenza; io sostengo che la percezione di isomorfismi è ciò che crea i significati nella mente umana.



Douglas R. Hofstadter


e restai senza cielo

Il mio amore era così unico
come il cielo iridato di una goccia
di rugiada, in un fiore dell'alba.
Il tuo sole mi colpì nel sangue,
evaporò la rugiada,
e restai senza cielo.
Juan Ramon Jimenez


Voyages

Stazione di Roma Termini, seduta su una panchina, ferma, immobile... invisibile... 


Guardo la gente... i passi... l’incedere... le scarpe... soffermo lo sguardo dal ginocchio in giù come se fossi con gli occhi a 50cm dal suolo - scarpe d’ogni foggia e colore... passi svelti... lenti... incerti... passi che cercano... si incontrano, scarpe nuove e consunte. 

Hai mai notato come si veste la gente? 

Guardandole dal basso verso l’alto già ti aspetti come sarà lo sguardo. 

Scarpe da ginnastica con lacci coloratissimi e lo sguardo è curioso ed allegro... stivali in pelle nera con tacco alto e lo sguardo è deciso e sensuale, scarpe sbiadite e consunte... non ci crederai ma anche lo sguardo è stanco e consunto. 

E hai mai notato come porta la valigia la gente? 

Alcuni sembra che stiano portando un pezzo della santa Croce... altri la trasportano con allegria e vedi il bagaglio che sballonzola ad ogni passo... un trolley rosa fuxia... la proprietaria porta scarpe da ginnastica con calzettoni bianchi con pon-pon e in braccio tiene un barboncino che un po le somiglia. 

C’è chi per darsi un tono gioca con il cellulare, fa qualche chiamata, con lo sguardo lontano che va al di là, come per dire... sì sono qui... ma io non appartengo a voi... sono superiore... 

Le coppie che si salutano... solo per loro sarebbe da scrivere un romanzo... i saluti degli innamorati qui davanti a me... lui le fa fare una piruette... come per dirle lascia che ti guardi bene prima di andare... sono quei saluti che non vorresti mai finissero... restare in quel limbo in cui si accorgono che stanno per allontanarsi e si rendono conto di cosa rappresentano l’uno per l’altra. 

E gli incontri? Sono bellissimi, hai mai guardato gli occhi di chi si rincontra alla stazione? 

Lei è appena scesa dal treno, ha lo sguardo che cerca tra la gente, non sente neanche il peso del bagaglio... d’improvviso il passo si affretta e il viso le si illumina... il sorriso.... oh! dovresti vederle il sorriso.... ed ecco lui... e pensi che è proprio vero che a volte le parole sono superflue... si guardano, sorridono si baciano si stringono... ed escono dalla stazione... camminano abbracciati mentre lui le porta il bagaglio... la stazione potrebbe scomparire a quel punto e a loro adesso non importerebbe più nulla. 

Poi ci sono i bambini... eccitati, felici... penso sia il fascino per i treni che poi si porteranno dentro per tutta la vita... 

Passano suore, preti.... gente d’ogni colore e nazionalità... le lingue... sembra che stando qui seduti il mondo ti sfili davanti. 

E poi le persone che qui ci vivono... le persone invisibili.... questa è una visione meno romantica... ti chiedono qualche moneta.... sembrano rassegnati a ciò che li circonda... hanno visto molto.... hanno sguardi stanchi di ciò che vedono e sono spinti da non so quale forza a sopravvivere. 

E ti domanderai perchè ti scrivo queste cose? ... è che in questo istante ho solo voglia di condividere questi pensieri con te... porta pazienza e sii indulgente con me... 


Elaine Sangro


Silezi luminosi

Silenzi luminosi che dicono più di quel che tacciono...
Il mondo intero è in quel che diciamo e tutto illuminato da quel che omettiamo...
Daniel Pennac


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