La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 9 agosto 2011

Tu eri il vento

Io sono una barca
senza vento.
Tu eri il vento.
Era quella la mia rotta?
A chi importa la rotta
se ha un tale vento!
Olav H. Hauge


dove mai il volto e la sua maschera si separano, dove sempre convivono la tua paura e la mia

Il desiderio vive nei versi che mi scrivi,
nei sogni che m’ invento per
accontentarmi, nella mia volontà
in balia degli elementi tra le luci della passeggiata.
Nasce negli specchi che tu guardi,
si spoglia nel riflesso che io vedo
in un luogo segreto dove tutti sussurrano
il tuo nome e il mio.
Cresce tra le mie lenzuola di lino,
nel tratto della tua mano leggera,
nelle stazioni dove vado per raggiungerti.
E muore voltando l’angolo,
alla fine di questa pagina, nell’ultimo verso
dove mai il volto e la sua maschera si separano,
dove sempre convivono la tua paura e la mia.

Natalia Menéndez


e rimanessi con me fino al giorno estremo

- A domani! - dici tu e già te ne vai.
Con sguardo impaurito io t'accompagno.
A domani?... Ma domani è immensamente lontano.
Davvero tante ore fra noi si porranno?

Fino a domani per me sarà ignota
l'ombra mutevole della tua fronte,
il discorso ardente e pulsante della mano,
dei tuoi pensieri il fluire segreto.

Prima di domani, se vorrai bere, non potrò
essere la tua fonte. Se il freddo
ti avvolge - non sarò il tuo fuoco.
Se hai timore del buio - la tua luce.

- A domani! - tu dici e parti
e non senti nemmeno che non hai risposta.
- Al giorno estremo! - mi aspettavo dicessi
e rimanessi con me fino al giorno estremo
Blaga Dimitrova


Raggiungi il mio limite

L'orizzonte è il tuo corpo.
L'orizzonte è la mia anima.
Raggiungo il tuo limite: ancora sabbia.
Raggiungi il mio limite: ancora acqua.
Juan Ramon Jimenez


ma che sia lungo, lungo una vita

Donami un abbraccio
sincero, luminoso
come un giorno d'estate,
ma che sia lungo,
lungo una vita.
Carlo Bramanti


sfiorando appena il tuo passato con le punte rosate dei tuoi piedi

Perdonami se ti cerco cosí
goffamente, dentro
di te.
Perdonami il dolore, qualche volta.
È che da te voglio estrarre
il tuo migliore tu.
Quello che non vedesti e che io vedo,
immerso nel tuo fondo, preziosissimo.
E afferrarlo
e tenerlo in alto come trattiene
l'albero l'ultima luce
che gli viene dal sole.
E allora tu
verresti a cercarlo, in alto.
Per raggiungerlo
alzata su di te, come ti voglio,
sfiorando appena il tuo passato
con le punte rosate dei tuoi piedi,
tutto il corpo in tensione d'ascesa
da te a te.
E allora al mio amore risponda
la creatura nuova.
Pedro Salinas


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