La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 25 agosto 2011

Sotto il ponte di Mirabeau scorre la Senna

Sous le pont Mirabeau coule la Seine
Et nos amours
Faut-il qu'il m'en souvienne
La joie venait toujours après la peine
Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure
Les mains dans les mains restons face à face
Tandis que sous

Le pont de nos bras passe
Des éternels regards l'onde si lasse
Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure
L'amour s'en va comme cette eau courante
L'amour s'en va
Comme la vie est lente
Et comme l'Espérance est violente

Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure
Passent les jours et passent les semaines
Ni temps passé
Ni les amours reviennent
Sous le pont Mirabeau coule la Seine
Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure.





***


Sotto il ponte di Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore

Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango

Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L'onda stanca degli eterni sguardi

Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
L'amore se ne va come quest'acqua corrente
Com'è lenta la vita
E come la speranza è violenta

Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
Passano i giorni e passano le settimane
Nè il tempo passato
Nè gli amori ritornano
Sotto il ponte di Mirabeau scorre la Senna


Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango


Guilaume Apollinaire


Sotto la cupola spessa, dove il bianco gelsomino S’avvinghia alla rosa, sulla riva in fiore ridente al mattino, vieni, discendiamo assieme

LAKME
Vieni, Mallika, le liane sono fiorite
Gettano già la loro ombra
Sul sacro ruscello che scorre
Calmo e sereno
Risvegliate dagli uccelli canterini.

MALLIKA
Oh mia padrona!
È l’ora nella quale vedo il tuo volto sorridente
L’ora benedetta nella quale posso leggere
Nel cuore sempre chiuso di Lakmé!


LAKME
Duomo di gelsomino, avviluppato alla rosa
Entrambi fioriti, un fresco mattino,
ci chiamano insieme.
Ah! Scivoliamo seguendo la corrente fuggitiva:
sull’onde frementi,
con mano noncurante,
guadagniamo la riva,
dove l’uccello canta,
duomo di gelsomino, bianco gelsomino,
ci chiamano assieme.


MALLIKA
Sotto la cupola fitta di bianco gelsomino
Che alla rosa si stringe
Sulla riva fiorita che ride al mattino
Vieni, discendiamo assieme.
Scivoliamo dolcemente
Lungo i deliziosi flutti
Seguiamo la corrente fuggitiva:
Sull’onda fremente
Con mano noncurante
Vieni, guadagniamo la riva
Dove la sorgente dorme
E l’uccello, l’uccello canta.
Sotto la cupola fitta
Sotto il bianco gelsomino,
Ah! Discendiamo insieme!


LAKME
Ma, non so qual timore subito,
proviene da me,
quando mio padre da solo
volge verso la città maledetta;
Io tremo, io tremo di spavento!


MALLIKA
Perché è il dio Ganessa che lo protegge,
fino allo stagno dove sguazzano lieti
i cigni ali di neve.
Rechiamoci a cogliere il loto color del blu.


LAKME
Sì, dietro ai cigni con le ali di neve
rechiamoci a cogliere il loto color del blu.


LAKME
Cupola spessa di gelsomino,
s’avvinghia alla rosa,
riva in fiore, fresco mattino,
ci chiamano assieme.
Ah! Scivoliamo seguendo
La corrente fuggitiva:
sull’onde frementi,
con mano noncurante,
guadagniamo la riva,
dove l’uccello canta,
l’uccello, l’uccello canta.
Cupola spessa, bianco gelsomino,
ci chiamano assieme.


MALLIKA
Sotto la cupola spessa, dove il bianco gelsomino
S’avvinghia alla rosa,
sulla riva in fiore ridente al mattino,
vieni, discendiamo assieme.
Scivoliamo dolcemente
Sui suoi deliziosi flutti
Seguiamo la corrente fuggitiva:
sull’onde frementi,
con mano noncurante,
vieni, guadagniamo la riva,
donde la sorgente riposa
e l’uccello, l’uccello canta.
Sotto la cupola spessa,
sotto il bianco gelsomino,
Ah! Discendiamo insieme!


LAKME & MALLIKA
[vanno assieme lentamente verso la barca ormeggiata accanto al roseto,
salgono sulla barca e si allontanano]

Ah! Ah! Ah!
Ah! Ah! Ah!


***

Lakmé et Mallika (Dôme épais le jasmin)
Francese


LAKME [gaiement]
Viens, Mallika, les lianes en fleurs
Jettent déjà leur ombre
Sur le ruisseau sacré qui coule, calme et sombre,
Eveillé par le chant des oiseaux tapageurs!

MALLIKA
Oh! maîtresse,
C'est l'heure ou je te vois sourire,
L'heure bénie où je puis lire dans le coeur toujours fermé de Lakmé!

LAKME
Dôme épais le jasmin,
A la rose s'assemble,
Rive en fleurs, frais matin,
Nous appellent ensemble.
Ah! glissons en suivant
Le courant fuyant:
Dans l'onde frémissante,
D'une main nonchalante,
Gagnons le bord,
Où l'oiseau chante, l'oiseau, l'oiseau chante.
Dôme épais, blanc jasmin,
Nous appellent ensemble!

MALLIKA
Sous le dôme épais, où le blanc jasmin
A la rose s'assemble,
Sur la rive en fleurs, riant au matin,
Viens, descendons ensemble.
Doucement glissons;
De son flot charmant
Suivons le courant fuyant:
Dans l'onde frémissante,
D'une main nonchalante,
Viens, gagnons le bord,
Où la source dort
Et l'oiseau, l'oiseau chante.
Sous le dôme épais,
Sous le blanc jasmin,
Ah! descendons ensemble!

LAKME
Mais, je ne sais quelle crainte subite
S'empare de moi,
Quand mon père va seul à leur ville maudite,
Je tremble, je tremble d'effroi!

MALLIKA
Pour que le Dieu Ganeça le protège,
Jusqu'à l'étang où s'ébattent joyeux
Les cygnes aux ailes de neige,
Allons cueillir les lotus bleus.

LAKME
Oui, près des cygnes aux ailes de neige,
Allons cueillir les lotus bleus.

LAKME
Dôme épais le jasmin,
A la rose s'assemble,
Rive en fleurs, frais matin,
Nous appellent ensemble.
Ah! glissons en suivant
Le courant fuyant:
Dans l'onde frémissante,
D'une main nonchalante,
Gagnons le bord,
Où l'oiseau chante, l'oiseau, l'oiseau chante.
Dôme épais, blanc jasmin,
Nous appellent ensemble!

MALLIKA
Sous le dôme épais, où le blanc jasmin
A la rose s'assemble,
Sur la rive en fleurs, riant au matin,
Viens, descendons ensemble.
Doucement glissons;
De son flot charmant
Suivons le courant fuyant:
Dans l'onde frémissante,
D'une main nonchalante,
Viens, gagnons le bord,
Où la source dort
Et l'oiseau, l'oiseau chante.
Sous le dôme épais,
Sous le blanc jasmin,
Ah! descendons ensemble!

[Elles remontent lentement vers la barque amarrée dans les roseaux]
[Lakmé et Mallika montent dans la barque qui s'éloigne]

LAKME & MALLIKA
ah! ah! ah!
ah! ah! ah!


Ah silenziosa

Bianca ape, ebbra di miele, ronzi nella mia anima
e ti avvolgi in spirali lentissime di fumo.

Io sono il disperato, la parola senz'eco,
quegli che ha perso tutto, dopo aver tutto avuto.

Sei la fune in cui cigola la mia ultima brama.
Nel mio deserto vivi come l'ultima rosa.

Ah silenziosa.

Chiudi gli occhi profondi dove aleggia la notte.
E denuda il tuo corpo di statua timorosa.

Possiedi occhi profondi dove vola la notte,
fresche braccia di fiori ed un grembo di rosa.

I tuoi seni assomigliano alle conchiglie bianche.
E sul tuo ventre dorme una farfalla d'ombra.
Ah silenziosa.


Pablo Neruda


Se devo entrare nella solitudine sono già solo

Prima di entrare nel deserto
i soldati bevvero a lungo l'acqua della cisterna.
Ierocle gettò per terra
l'acqua della sua brocca e disse:
Se dobbiamo entrare nel deserto,
io sono già nel deserto.
Se la sete deve bruciarmi,
che già mi bruci.
Questa è una parabola,
Prima di sprofondarmi nell'inferno
i littori del dio mi permisero di guardare una rosa.
Quella rosa è ora il mio tormento
nell'oscuro regno.
Un uomo fu abbandonato da una donna.
Stabilirono di fingere un ultimo incontro.
L'uomo disse:
Se devo entrare nella solitudine
sono già solo.
Se la sete deve bruciarmi,
che già mi bruci.
Questa è un'altra parabola.
Nessuno sulla terra
Ha il coraggio di essere quell'uomo.

Jorge Luis Borges


vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene. 
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.


Kahlil Gibran



eppure tutto sembra senza limite

"Poiché non sappiamo quando moriremo, siamo portati a
credere che la vita sia un pozzo inesauribile. Però tutto accade
solo un certo numero di volte, un numero minimo di volte.
Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio della vostra
infanzia, un pomeriggio che è così profondamente parte di voi
che, senza, neanche riuscireste a concepire la vostra vita?
Forse altre quattro o cinque volte, forse nemmeno.
Quante altre volte guarderete levarsi la luna?
Forse venti, eppure tutto sembra senza limite."


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