La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

sabato 3 settembre 2011

Da allora la distanza é l'ordito che regge la trama di ogni storia d'amore


È in questo silenzio di circuiti che ti sto parlando.
So bene che, quando finalmente le nostre voci riusciranno ad incontrarsi sul filo, ci diremo delle frasi generiche e monche; non è per dirti qualcosa che ti sto chiamando, nè perchè creda che tu abbia da dirmi qualcosa.
Ci telefoniamo perché solo nel chiamarci a lunga distanza, in questo cercarci a tentoni attraverso cavi di rame sepolti, relais ingarbugliati, vorticare di spazzole di selettori intasati, in questo scandagliare il silenzio e attendere il ritorno di un’eco, si perpetua il primo richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti s’è aperta sotto i piedi d’una coppia di esseri umani e gli abissi dell’oceano si sono spalancati a separarli, mentre l’uno su una riva e l’altra sull’altra, trascinati precipitosamente lontano, cercavano col loro grido di tendere un ponte sonoro che ancora li tenesse insieme e che si faceva sempre più flebile, finchè il rombo delle onde non lo travolgeva senza speranza.
Da allora la distanza é l'ordito che regge la trama di ogni storia d'amore..


Italo Calvino - Prima che tu dica “Pronto”


sono esattamente l’errore migliore che i tuoi ultimi anni hanno desiderato

Ti direi: lasciami cadere,
lasciami scorrazzare in lungo e in largo, di sera,
per poi tornare sempre sullo stesso punto.
Perché possa sentirmi immobile
dopo le inutili odissee del giorno,
per ritrovarmi negli stessi ghigni
che conosci molto bene, ormai.
In realtà non esiste movimento,
lo sanno un po’ tutti.
Si ruota sempre sullo stesso asse
con le vertigini che ci stringono le reni,
aggrappate alle maniglie di questo roseo
carnale niente.
Tu lasciami cadere
affinché io possa sostenerti
dopo averti fatta roteare nell’aria
in un moto centripeto di profumi, voglie.
Non chiedo nient’altro
perché non sono un altro, ma sono
esattamente l’errore migliore
che i tuoi ultimi anni hanno desiderato.
Stefano Zuccalà


Avrei dovuto avere due cuori

Avrei dovuto avere due cuori, il primo insensibile, il secondo costantemente innamorato: questo lo avrei affidato a coloro per cui batte e con l’altro avrei vissuto felice.

Amin Maalouf


Diotìma di Mantinea

“…Tutti gli uomini, mio caro Socrate, hanno capacità creative sia nel corpo che nell’anima. Tutti noi, quando abbiamo raggiunto una certa età, per natura proviamo il desiderio di generare, ma non si può generare nulla nella bruttezza: si può solo nella bellezza. Nell’unione dell’uomo e della donna c’è qualcosa di creativo, qualcosa di divino. Tutte le creature viventi sono mortali, ma in loro c’è una scintilla d’immortalità: è la fecondità dei sessi, la capacità di generare nuovi esseri viventi. Ma questo non può avvenire se non c’è armonia: e non c’è armonia tra la bruttezza e tutto ciò che è divino, perché solo la bellezza è in armonia con gli dèi. Dunque nel concepire una nuova vita, la dea della Bellezza fa da Moira e da Ilitia, la dea della nascita. Per questo, chi ha dentro di sé qualcosa di creativo, quando si avvicina a ciò che è bello prova gioia nel suo cuore, si apre al fascino della bellezza. E’ il momento della generazione: egli crea. Ma quando si avvicina a ciò che è brutto, allora si chiude in se stesso scuro in volto e triste, cerca di allontanarsi, e così non crea affatto, anche se porta ancora dentro il suo seme fecondo, e ne soffre. Per questo chi sente la propria creatività pronta alla vita, è fortemente attratto dalla bellezza: soltanto chi possiede la bellezza è libero dalle sofferenze che ogni atto creativo comporta. E dunque Eros – concluse – non desidera affatto la bellezza, mio caro Socrate, come tu credi. E cosa allora? Desidera creare e far nascere nuova vita nella bellezza …”

Platone - Simposio


Sei l'oblio assoluto: sei il ricordo assoluto

Tutti i corpi che ho toccato, che ho visto, che ho preso, che ho sognato, tutti
addensati nel tuo corpo. O, tu carnale Diotima
nel gran simposio dei Greci. Se ne sono andate le flautiste,
se ne sono andati filosofi e poeti. I begli efebi dormono già
lontano, nei dormitori della luna. Tu sei sola
nella mia preghiera innalzata. Un sandalo bianco
dai lunghi lacci bianchi è legato alla gamba della sedia. Sei l'oblio assoluto:
sei il ricordo assoluto. Sei la non incrinata fragilità. Fa giorno.
Fichidindia carnosi scagliati dalle rocce. Un sole rosa
immobile sul mare di Monemvasià. La nostra duplice ombra
si dissolve alla luce sul pavimento di marmo pieno di cicche calpestate,
coi mazzetti di gelsomini infilati negli aghi di pino. O, carnale Diotima,
tu che mi hai partorito e che ho partorito, è ora
che partoriamo azioni e poesie, che usciamo nel mondo. Davvero, non scordare
quando vai al mercato di comprare mele in abbondanza,
non quelle d'oro delle Esperidi, ma quelle grosse e rosse che quando affondi
nella polpa croccante i tuoi splendidi denti resta impresso,
come l'eternità sui libri, pieno di vita il tuo sorriso.
Ghianni Ritsos


Prenderò una pagina bianca, e metterò in fila la luce

Ho scavato tutta la terra per trovarti.
Ho setacciato la sabbia del deserto nel cuore
Sapevo che la luce del Sole
non è completa senza l'uomo.
Mentre adesso guardando
tra la trasparenza del mondo
-tramite Te- le cose si avvicinano,
diventano più chiare, diventano trasparenti
Adesso sono capace di esprimere
la sua armonia con una poesia.
Prenderò una pagina bianca,
e metterò in fila la luce.
Nikifòros Vrettàkos


è il cerchio che li unisce in un abbraccio sorpreso

Così, tra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i colori riflettono
l’ingenua volontà dell’occhio.
Che i solfeggi e i sol
implorano la fame dell’udito.
Che le strade e la polvere
sono la ragione dei passi.
Che la strada più breve
fra due punti
è il cerchio che li unisce
in un abbraccio sorpreso.
Luis Sepúlveda


un pugno di vita

L’amore non è ripetizione. Ogni atto d’amore è un ciclo in se stesso, un’orbita chiusa nel suo rituale. È - come posso spiegarti? – un pugno di vita.

Mario Benedetti


passiamo senz'accorgercene accanto alla verità

E comprendevo l'impossibilità contro la quale urta l'amore. Noi ci figuriamo che esso abbia come oggetto un essere che può star coricato davanti a noi, chiuso in un corpo. Ahimè! L'amore è l'estensione di tale essere a tutti i punti dello spazio e del tempo che li ha occupati e occuperà.
Se non possediamo il suo contatto con il tale luogo, con la tale ora, noi non lo possediamo. Ma tutti quei punti non possiamo toccarli. Forse, se ci venissero indicati, potremmo arrivare sino a essi; ma noi procediamo a tentoni senza trovarli. Di qui la diffidenza, la gelosia, le persecuzioni. Perdiamo un tempo prezioso su di una pista assurda, e passiamo senz'accorgercene accanto alla verità.

Marcel Proust - La prigioniera


La musica

La musica spazza via dall'animo la polvere della vita quotidiana.
Richard Wagner


Tu sei intero, e poi ti apri in due

L’unica ossessione che vogliono tutti: l‘“amore”. Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due.

Philip Roth - L’animale morente


Quando verrà il momento

Quando verrà il momento
Nella follia
Catturerò il firmamento e lambirò le nubi
Prenderò in prestito la bufera
Lasciandomi alle spalle le lacrime zampillanti
Lacrime zampillanti
E me ne andrò.

Non inseguirò l’equilibrio
Non soffocherò le grida
Danzerò sull’acqua
Dirigendomi verso l’altra sponda
Libera
O schiava
Non importa!
Guaderò il fiume.

Quando verrà il momento
farfalla notturna
Deporrò la dolcezza che ormai mi ha annoiata
Deporrò l’abito imbizzarrito invano
E darò fuoco al passato
Per ritornare liscia come la terra vista da lontano
E girare da sola
Intorno alla luna.

Riderò e le mie risate non saranno tristi
Non volerò, camminerò
Accarezzerò la strada
Converserò tutta la notte con il selciato
Farò sgorgare la poesia dalle pietruzze
Il cielo piangerà e non mi preoccuperò
Il vento consumerà il mio cuore ustionato dall’amore.

Il commiato diventerà una cintura
Che cinge la mia rivoluzione
Stringerò tra le braccia la distanza, gli uccelli notturni, i tremanti vasi di fiori
Tutto quel che bevo lo riverserò sui miei difetti
Accoglierò nel mio sangue
una rosa che non ha ancora trovato il terreno in cui sbocciare.

Quando verrà il momento
alba senza rugiada
mi mostrerò con il viso rabbuiato
e seppellirò i miei visi sereni
abitata dalla tenacia sarò
intrisa come il pane del tempo
noncurante delle briciole
diffonderò l’ombra luminosa sul mio essere
che farò gocciolare come il dolce miele
punto dopo punto
bacio dopo bacio
affinché si spenga sulla superficie del fiume
quella donna che ho serbato in me.

Joumana Haddad


Oggi, qualcosa si ripiega su me come una seta

Esito ad apporre il nome, il bel nome grave di tristezza su questo sentimento, del quale la noia, la dolcezza mi ossessionano. È un sentimento così completo, così egoista che io quasi me ne vergogno mentre la tristezza mi è sempre parsa onorevole. Non conoscevo lei, ma la noia, il rimpianto, e più raramente i rimorsi. Oggi, qualcosa si ripiega su me come una seta, snervante e dolce, e mi separa dagli altri..

Françoise Sagan - bonjour tristesse


Come cercare in me quello che rimane se è l’oblio la chiave del mio giardino perduto?

Come parlare di me stesso, come
dire la mia verità e non tradirmi?

Come ascoltar la voce che da dentro mi parla
quando la vita fuori rende sordo il mio orecchio?

Come sfuggire alle grandi parole
senza che sfugga tutta la grandezza che è in esse?

Come lasciare quanto nella bellezza brilla
se scrivere volessi con tutti i miei sensi
e il fascino del verbo è lo stesso del corpo?

Come cercare in me quello che rimane
se è l’oblio la chiave del mio giardino perduto?

Come evitar che ceda il verso allo stupore
senza che venga meno la misteriosa fiamma?

Come far sì che tutto quanto in me trema ora,
tremi in te che mi leggi e sia infine poesia?

Abelardo Linares



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