La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 8 settembre 2011

La parola giusta

“Si può benissimo pensare che la magnificenza della vita sia pronta intorno a ognuno e in tutta la sua pienezza, ma velata, nel profondo, invisibile, lontanissima. E’ però non ostile, non riluttante, non sorda. Se la si chiama con la parola giusta, col nome giusto, viene”.

Franz Kafka - Diari


Dovrei solo vederle, semplicemente vederle

Sono un guardiano del gregge.
Il gregge sono i miei pensieri
e i miei pensieri sono tutti sensazioni.
Penso con gli occhi e con le orecchie
e con le mani e coi piedi
e con il naso e con la bocca.
Pensare un fiore, è vederlo e respirarlo.
E mangiare un frutto è saperne il senso.
Ecco perché quando un giorno di caldo
mi sento triste di goderne tanto,
e mi stendo completamente nell’erba,
e chiudo gli occhi che bruciano,
sento che tutto il corpo è steso nella realtà,
so la verità e sono felice.
Tu dici, vivi nel presente;
vivi solo nel presente.
Ma io non voglio il presente, voglio la realtà:
voglio le cose che esistono, non il tempo
che le misura.
Cos’è il presente?
È qualcosa di relativo al passato e al futuro.
È una cosa che esiste in funzione dell’esistenza
di altre cose.
Ma io voglio la sola realtà, le cose senza presente.
Non voglio includere il tempo nel mio schema.
Non voglio pensare le cose in quanto presenti:
le voglio pensare in quanto a cose.
Non le voglio separare da esse stesse,
trattandole come presenti.
Non dovrei nemmeno trattarle come reali.
Non dovrei trattarle affatto.
Dovrei solo vederle, semplicemente vederle;
vederle fino al punto di non poterle pensare,
vederle fuori dal tempo, fuori dallo spazio,
vederle con la facoltà di toglier tutto tranne il visibile.
Ecco la scienza del vedere, che non è scienza.

Fernando Pessoa


parla come i pensieri ti vengono

Il sistema filosofico contiene, oltre agli errori del pensiero, gli errori del sistema. In qualunque forma tu metta i tuoi pensieri, tali pensieri, per chi veramente li capisce, esprimeranno una nuova concezione filosofica del mondo. Per dire in modo comprensibile quel che hai da dire, parla sinceramente, e per parlare sinceramente parla come i pensieri ti vengono.

Lev Nikolaevič Tolstoj -  Diari


ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano cosa importa se sono caduto, se sono lontano

E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse, accuse e scuse, senza ritorno
e ora viaggi, vivi, ridi, o sei perduta
col tuo ordine discreto dentro il cuore
ma dove, dov'è il tuo amore... ma dove è finito il tuo amore...

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame, così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove, dov'è il tuo cuore... ma dove è finito il tuo cuore...

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto, se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove, dov'è il tuo cuore... ma dove è finito il tuo cuore...

Fabrizio De Andrè


Io so che esisto perché tu mi immagini.

Io so che esisto
perché tu mi immagini.
Sono alto perché tu mi credi
alto, e chiaro perché tu mi guardi
con occhi buoni,
con sguardo chiaro.
Il tuo pensiero mi rende
intelligente, e nella tua semplice
tenerezza, anch’io sono semplice
e buono.
Ma se tu mi dimentichi
morirò senza che nessuno
lo sappia. Vedranno vivo
il mio corpo, ma sarà un altro uomo
– oscuro, goffo, cattivo – colui che l’abiterà...

Ángel González


Là è spuntato un fiore. Che mi uccide.

Tra l’anca e le costole, nel punto che è chiamato fianco: è là che è successo. In quel punto nascosto, molto tenero, che non copre né ossa né muscoli, ma organi delicati. Là è spuntato un fiore. Che mi uccide.

Marguerite Duras



©Alessandro Scolaro

Il mare, sconfinato, semplicemente incomparabile

"La pelle è sontuosamente morbida. Il corpo, un corpo magro, senza forza, senza muscoli, come dopo una malattia, convalescente, imberbe, senza virilità se non quella del sesso, è debole, disarmante, sofferente. Lei non lo guarda in viso. Non lo guarda affatto, lo tocca, tocca la pelle liscia del sesso, il corpo dorato, la sconosciuta novità. Lui geme, piange. E’ innamorato in modo abominevole.
Lei, piangendo, lo fa. Prima c’è il dolore. Poi quel dolore viene sopraffatto, trasformato, strappato via lentamente, portato verso il piacere, avviluppato ad esso.
Il mare, sconfinato, semplicemente incomparabile".

Marguerite Duras - L'amante


Vivere tra la gente è sentirsi foglia sbattuta

“Vivere tra la gente è sentirsi foglia sbattuta. Viene il bisogno di isolarsi, di sfuggire al determinismo di tutte quelle palle di bigliardo. Così ognuno di noi possiede una mitologia personale (fievole eco di quell'altra) che dà valore, un valore assoluto, al suo mondo più remoto, e gli riveste povere cose del passato con un ambiguo e seducente lucore dove pare, come in un simbolo, riassumersi il senso di tutta la vita.”

Cesare Pavese - Feria d’agosto


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