La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

domenica 18 settembre 2011

Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati.

"Mi sa che è questo il mio limite: mi mancano le conclusioni, nel senso che ho l’impressione che niente finisca mai veramente. Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d’amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati."


Diego De Silva - Non avevo capito niente


Sonetto XIII

Se m'addormentassi al suono della mia stessa voce
Nel dirti come l'amor mio per te sia il mio sogno
Mi ritroverei ad udire me stesso, il rumore
Delle mie parole come fossero d'altra persona.
Ma non mi stupisco; questo è l'animo del poeta.
Davvero non potrei ben dirti quanto io ti amo,
Potessi non amarti meno sapendolo, e fossi
Tutto amore e nessun pensiero a provare amore.
Tanto più la coscienza diviene cosciente di sé
Tanto meno s'adopera per sminuire se stessa.
L'amore mio non potrebbe vestir d'oro l'amore
Senza sperperare dell'amore le sue ricchezze.
L'amore del poeta è questo (come ora ti provo):
Amo il mio amore per te più di quanto io ti ami.

Fernando Pessoa


Io vorrei stare sopra le tue labbra per spegnermi alla neve dei tuoi denti

Io vorrei stare sopra le tue labbra
per spegnermi alla neve dei tuoi denti.
Io vorrei stare dentro il tuo petto
per sciogliermi al tuo sangue.
Fra i tuoi capelli d’oro
vorrei eternamente sognare.
E che diventasse il tuo cuore
la tomba al mio che duole.
Che la tua carne fosse la mia carne,
che la mia fronte fosse la tua fronte.
Tutta l’anima mia vorrei che entrasse
nel tuo piccolo corpo.
Essere io il tuo pensiero, io
il tuo vestito bianco,
perche’ tu t’innamori
di me d’una passione cosi’ forte
che ti consumi cercandomi
senza trovarmi mai.
E perche’ tu il mio nome
vada gridando ai tramonti,
chiedendo di me all’acqua,
bevendo, triste, tutte le amarezze
che sulla strada ho lasciato,
desiderandoti, il cuore.
E intanto io penetrero’ nel tuo
tenero corpo dolce
essendo io te stessa
e dimorando in te, donna, per sempre,
mentre tu ancora mi cerchi invano
da Oriente ad Occidente,
fin che alla fine saremo bruciati
dalla livida fiamma della morte.

Federico Garcia Lorca



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