La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 17 ottobre 2011

Rayuela

Alla campana si gioca con un sassolino, che bisogna spingere con la punta del piede. Ingredienti: un marciapiedi, un sassolino, una scarpa e un bel disegno fatto col gesso, preferibilmente colorato. In alto c’è il Cielo, in basso c’è la Terra, è molto difficile far arrivare il sassolino al Cielo, quasi sempre si calcola male e il sassolino esce dal disegno. Poco a poco, però, si acquisisce l’abilità necessaria per saltare sui vari tipi di caselle (c’è la campana lumaca, la campana rettangolare, la campana fantasiosa, poco usata) e un giorno si impara a lasciare la Terra per rilanciare il sassolino verso il Cielo, riuscendo ad arrivare al Cielo, la cosa brutta è, che giusto in quel momento, quando ancora quasi nessuno ha imparato a rilanciare il sassolino verso Cielo, finisce di colpo l’infanzia e si cade nei romanzi, nel angoscia del razzo divino, nella speculazione dell’altro Cielo a cui si vuole arrivare. E solo a causa della fine dell’infanzia, si dimentica che per arrivare al Cielo, gli ingredienti sono, un sassolino e la punta di una scarpa”.

Julio Cortazàr - Rayuela


Verde Luna

Verde es mi color
Color de verde luna es mi pasión
Profundidad del mar llevo en mi ser
La luz de los luceros es mi amor
La luna es mi rival

Verde, verde luna a mí me llaman
De reflejo cruel imaginario
En mis besos doy la verde flama
(Tu, tu besos fuen la verde flama)
Verde luna tu tienes mal fario

Mi alma es blanca como la azucena
Verdes son mis ojos y su luz
Pero con mis labios doy la muerte
Verde luna, tu mal fario es mi cruz

. . . . . .

Pero con mis labios doy la muerte
Verde luna, tu mal fario es mi cruz


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