La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 31 ottobre 2011

A una creatura umana distante si può pensare e si può afferrare una creatura umana vicina, tutto il resto sorpassa le forze umane...

"E' già tanto tempo che non le scrivo, signora Milena, e anche oggi Le scrivo soltanto per caso: Veramente non dovrei neanche scusarmi se non scrivo , Lei sa come odio le lettere. Tutta l' infelicità della mia vita - e con ciò non voglio lagnarmi, ma soltanto fare una costatazione universalmente istruttiva - proviene, se vogliamo, dalle lettere o dalla possibilità di scrivere lettere. Gli uomini non mi hanno forse mai ingannato, le lettere invece sempre, e precisamente non quelle altrui, ma le mie. Nel caso mio si tratta di una disgrazia particolare, della quale non voglio dire altro, ma nello stesso tempo anche di una disgrazia generale.

La facilità di scrivere lettere - considerata puramente in teoria- deve aver portato nel mondo uno spaventevole scompiglio delle anime. È infatti un contatto fra fantasmi, e non solo col fantasma del destinatario,ma anche col proprio, che si sviluppa tra le mani nella lettera che stiamo scrivendo, o magari in una successione di lettere, dove l' una conferma l' altra e ad essa può appellarsi per testimonianza. Come sarà nata mai l' idea che gli uomini possano mettersi in contatto fra loro attraverso le lettere? A una creatura umana distante si può pensare e si può afferrare una creatura umana vicina, tutto il resto sorpassa le forze umane..."

Franz Kafka – Lettere a Milena






la marea dell’amore, la notte, mi soffoca

Non volevo amore perché è caos,
perché fa vacillare la mente come lampioni scossi dal vento.
Volevo essere fortissima davanti a te,
essere contro di te
- tu ami tanto contrapporti alle cose.
Io amo essere per le cose. -
Tu fai caricature.
Occorre un grande odio per fare caricature.
Io eleggo, io amo
– la marea dell’amore, la notte, mi soffoca –
come in quel sogno che ieri ti sei sforzato di rendere reale,
di inchiodare, proprio così, con il tuo bacio travolgente….

Anais Nin a Henry Miller


I lunghi lamenti Dei violini D'autunno Mordono il cuore

I lunghi lamenti
Dei violini
D'autunno

Mordono il cuore
Con monotono
Languore.

Ecco ansimando
E smorto, quando
Suona l'ora,
Io mi ricordo
Gli antichi giorni
E piango;

E me ne vado
Nel vento ingrato
Che mi porta
Di qua e di la'
Come fa la
Foglia morta.


Paul Verlaine


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