La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 21 novembre 2011

sarà il mio amore la sorgente

Lascia scorrere il tuo bacio
come fa una fontana,
fresco che fila nella
conchiglia del mio cuore.

Dopo il mio cuore, in sogno, tornerà
a darti, doppia, l'acqua del tuo bacio
pel canale del sogno, che fluisce
sotto la vita.

E l'acqua del tuo bacio
- oh nuova aurora della fonte! -
diverrà eterna, eterna,
perché sarà il mio amore la sorgente.

Juan Ramón Jiménez


e sento che chi sono e chi sono stato sono sogni differenti

Se ricordo chi fui, diverso mi vedo,
e il passato è il presente della memoria.
Chi sono stato è qualcuno che amo,
ma soltanto nei sogni.

È la nostalgia che m’affligge la mente,
non è mia né del passato veduto,
ma di chi abito
dietro gli occhi ciechi.
Nulla, se non l’istante, mi conosce.
Nulla il mio stesso ricordo, e sento
che chi sono e chi sono stato
sono sogni differenti.

Fernando Pessoa


Immobile.

Aspetto, passano i treni, il caso, gli sguardi.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare. Quale immensa novità tornare ancora,
ripetere, mai uguale, quello stupore infinito!
E finché tu non verrai, io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni, delle scie.
Immobile.

Pedro Salinas


perché tu non mi baci mai e non puoi baciarmi perché sono la tua anima

"Il mio amore rovente come una lacrima è la stessa legge della vita. Pensavo che nei miei nascondigli, nei miei occhi pieni di canto, tu trovassi questo libro meraviglioso, che io ho scritto per te e che è la summa teologica dei miei desideri. 

Ti vorrei parlare dei desideri delle fanciulle, dei loro prati, delle loro selvagge giacenze e di come toccano le corde dell'amore con mani così silenziose che neppure Amore si sveglia. Tu hai sempre dormito e non ti sei mai accorto che sono venuta da te in forma d'anima e che non ti ho mai baciato perché un bacio ti avrebbe risvegliato dalla morte dell'uomo. Ma io che ti amo sono diventata immortale, e non m'importa se tu mi prendi per una mosca inutile, un insetto che ti logora il sonno. Sono io che sono logorata da te e sono diventata un tessuto così rovinato e logoro che se tu mi vedessi non mi baceresti certo. Sono in fondo l'infula di un morto e non so come faccia a vivere perché tu non mi baci mai e non puoi baciarmi perché sono la tua anima."

Alda Merini


...riflessi

... i colori ci accompagnano ... attraversano gli occhi 


.. poi raggiungono il profondo .. a volte si perdono .. a volte illuminano 

... se si perdono ... riaffiorano a distanza di tempo ... se illuminano ... disegnano 

... i colori che riaffiorano ... anche se di primo acchito non sembra ... ci stimolano a pensare con un senso di deja vu... i colori che disegnano invece ci divertono in quell'istante preciso ... contribuendo a darci un senso di benessere ... gratificandoci al momento .. destinati poi a svanire ... 

... a parte il benessere e la gratificazione del momento ... trovo più stimolante il colore che riaffiora ... intriga di più ... anche se non crea benessere .. però se riesci a dare una spiegazione o riesci a collocare quel colore nella casella giusta ... non provi benessere .. ma "apertura" a un mondo che pensavi di aver perso per sempre ... fuggevole 

... è un sorriso intimo ... molto personale ...

Pino Suaves





spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perchè" del mio respiro

S'io riposo
nel lento divenire degli occhi
mi soffermo
all'eccesso beato dei colori:
qui non temo più fughe o fantasie
ma la "penetrazione", m'abolisce.

Amo il colore, tempo di un'anelito
inquieto, irresorvibile e vitale
spiegazione umilissima e sovrana
dei cosmici "perchè" del mio respiro.

La luce mi sospinge,
ma il colore m'attenua
predicando l'impotenza
del corpo bello ma ancor troppo terrestre.

Ed è per il colore cui mi dono
s'io mi ricordo a tratti del mio aspetto
e quindi dei miei limiti.

Alda Merini



Felici di non essere felici oltre misura

Amleto
Salve, miei buoni ed eccellenti amici!
Come va, Guildenstern? Eh, Rosencrantz?
Come state, ragazzi, come state?

Rosencrantz

Da comuni figli della terra.

Guildenstern
Felici di non essere felici
oltre misura; non siamo il pennacchio
della berretta della dea Fortuna.


William Shakespeare - Amleto - Atto II Scena I


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