La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 23 novembre 2011

Un sospiro

Talvolta nella vita le cose cambiano nel tempo di un sospiro, ancor prima che riusciamo ad abituarcene. 

Paulo Coelho


La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi

Chi tende continuamente "verso l'alto" deve aspettarsi prima o poi d'essere colto dalla vertigine. Che cos'è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.

Milan Kundera - L'insostenibile leggerezza dell'essere


La vera solitudine

La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, così che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in una incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l'intimità stessa della vostra coscienza.
La vera solitudine è in un luogo che vive per sè e che per voi non ha traccia nè voce, e dove dunque l'estraneo siete voi.

Luigi Pirandello - Uno nessuno e centomila


come il ricordo di un'irripetibile gioia che giorni crudeli ne avessero allontanata per sempre

Il risultato era, nell'animo nostro, un turbamento ingiustificabile, un male doloroso e remoto, come il ricordo di un'irripetibile gioia che giorni crudeli ne avessero allontanata per sempre: poiché tutto di lei diceva, tra gli automobilisti e i giovani e sotto gli alberi verdi festosi del parco: «sono io, sono viva: ancora per un poco, oggi, sono con voi!» E pareva che dovunque, tra labili fiori, insorgessero i veti disumani del tempo.

Carlo Emilio Gadda - Un’orchesta di 120 professori


vieni a dar riposo ai tormenti del cammino nelle curve del mio corpo

Non dire per cosa vieni. Lasciami
indovinare dalla polvere dei tuoi capelli
che vento ti ha mandato. È lontana la
tua casa? Ti do la mia: leggo nei
tuoi occhi la stanchezza del giorno che ti
ha vinto; e, sul tuo volto, le ombre
mi raccontano il resto del viaggio. Dai,
vieni a dar riposo ai tormenti del cammino
nelle curve del mio corpo – è una
meta senza dolore e senza memoria. Hai
sete? Avanza dal pomeriggio solo una
fetta d’arancia – mordila nella mia
bocca senza chiedere. No, non dirmi
chi sei né per che cosa vieni. Decido io.

Maria do Rosário Pedreira


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...