La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 30 novembre 2011

And I love the rain.

Lascia che la pioggia ti baci
Lascia che la pioggia batta sopra la tua testa con liquide gocce d’argento
Lascia che la pioggia ti canti una ninnananna
La pioggia crea quiete pozzanghere sul marciapiede
La pioggia crea pozzanghere che scorrono nella grondaia
La pioggia canta una piccola canzone per dormire sul nostro tetto di notte
E io amo la pioggia.

*****

Let the rain kiss you
Let the rain beat upon your head with silver liquid drops
Let the rain sing you a lullaby
The rain makes still pools on the sidewalk
The rain makes running pools in the gutter
The rain plays a little sleep song on our roof at night
And I love the rain.

J. Langston Hughes



Pur ti miro, pur ti godo

Nerone e Poppea

Pur ti miro, pur ti godo,
Pur ti stringo, pur t’annodo.
Più non peno, più non moro,
O mia vita, o mio tesoro.


Poppea

Io son tua


Nerone

Tuo son io,


Poppea e Nerone

Speme mia, dillo, dì.
Tu sei pur l’idol mio.
Sì, mio ben, sì mio cor, mia vita, sì.



Ma c’è un raggio di sole nella lotta che sempre lascia l’ombra sconfitta

Io che credevo che la luce era mia
precipitato nell’ombra mi vedo.
Brace solare, siderale allegria
ignea di spuma, di luce, di desiderio.

Sangue leggero, melograno rotondo.
Improvviso anelare senza profilo e penombra.
Fuori, la luce nella luce sepolta.
Sento che solo l’ombra mi illumina.

Solo l’ombra. Senza astro. Senza cielo.
Esseri. Volumi. Corpi tangibili
dentro l’aria che non permette volo,
centro dell’albero degli impossibili.

Segni violacei, passioni di lutto.
Denti assetati d'esser colorati.
Oscurità di rancore assoluto.
Corpi come pozzi accecati.

Manca lo spazio. Strozzate son le risa.
Non è più possibile gettarsi all’altezza.
Il cuore vuole essere più in fretta
una forza che allarga la tenebra stretta.

Carne disorientata che va come un'onda
verso la notte sinistra, sprecata.
Quale raggio di sole l'inonda?
Cerco. Non trovo la traccia del giorno.

Solo il fulgore dei pugni serrati,
lo splendore dei denti che accecano.
Denti e pugni da tutti i lati.
Più che le mani, i monti si stringono.

Torbida è la lotta senza sete di domani.
Che lontananza di battiti ovattati!
Sono un carcere con una finestra
su una gran solitudine di ruggiti.

Sono un’aperta finestra che ascolta,
per dove scorre tenebrosa la vita.
Ma c’è un raggio di sole nella lotta
che sempre lascia l’ombra sconfitta.

*****

Yo que creí que la luz era mía
precipitado en la sombra me veo.
Ascua solar, sideral alegría
ígnea de espuma, de luz, de deseo.

Sangre ligera, redonda, granada:
raudo anhelar sin perfil ni penumbra.
Fuera, la luz en la luz sepultada.
Siento que sólo la sombra me alumbra.

Sólo la sombra. Sin astro. Sin cielo.
Seres. Volúmenes. Cuerpos tangibles
dentro del aire que no tiene vuelo,
dentro del árbol de los imposibles.

Cárdenos ceños, pasiones de luto.
Dientes sedientos de ser colorados.
Oscuridad de rencor absoluto.
Cuerpos lo mismo que pozos cegados.

Falta el espacio. Se ha hundido la risa.
Ya no es posible lanzarse a la altura.
El corazón quiere ser más de prisa
fuerza que ensancha la estrecha negrura.

Carne sin norte que va en oleada
hacia la noche siniestra, baldía.
¿Quién es el rayo de sol que la invada?
Busco. No encuentro ni rastro del día.

Sólo el fulgor de los puños cerrados,
el resplandor de los dientes que acechan.
Dientes y puños de todos los lados.
Más que las manos, los montes se estrechan.

Turbia es la lucha sin sed de mañana.
¡Qué lejanía de opacos latidos!
Soy una cárcel con una ventana
ante una gran soledad de rugidos.

Soy una abierta ventana que escucha,
por donde va tenebrosa la vida.
Pero hay un rayo de sol en la lucha
que siempre deja la sombra vencida.

Miguel Hernández


Non voglio altra luce che il tuo corpo davanti il mio

Non voglio altra luce che il tuo corpo davanti il mio:
chiarezza assoluta, trasparenza perfetta.
Limpidezza che dentro, come il fondo d'un fiume,
con il tempo s'afferma, con il sangue s'affonda.
Quali lucenti materie durature t'hanno fatto,
cuore dell'alba, carnagione mattutina?
Non voglio altro giorno di quello che esala il tuo petto.
Il tuo sangue è il domani che non hai mai fine.
Non c’è altra luce che il tuo corpo, non c’è altro sole: tutto è tramonto.
Vedo le cose solo alla luce della tua fronte.
L’altra luce è un fantasma, niente più, del tuo passaggio.
Il tuo sguardo insondabile non si gira mai a ponente.
Chiarezza senza possibile declino: somma essenza
del fulgore che né cede né abbandona la sua cima.
Giovinezza. Limpidezza. Chiarezza. Trasparenza
che avvicina gli astri più lontani di fuoco.
Chiaro corpo, bruno di calore fecondante.
Erba nera l’origine; erba nera le tempie.
Un sorso nero gli occhi, lo sguardo distante.
Giorno azzurro. Notte chiara. Ombra chiara che vieni.
Non voglio altra luce che la tua ombra dorata,
dove germogliano anelli di un’erba scura.
Nel mio sangue, fedelmente scaldato dal tuo corpo,
per sempre è notte: per sempre è giorno.

*****

Yo no quiero más luz que tu cuerpo ante el mío:
claridad absoluta, transparencia redonda.
Limpidez cuya entraña, como el fondo del río,
con el tiempo se afirma, con la sangre se ahonda.
¿Qué lucientes materias duraderas te han hecho,
corazón de alborada, carnación matutina?
Yo no quiero más día que el que exhala tu pecho.
Tu sangre es la mañana que jamás se termina.
No hay más luz que tu cuerpo, no hay más sol: todo [ocaso.
Yo no veo las cosas a otra luz que tu frente.
La otra luz es fantasma, nada más, de tu paso.
Tu insondable mirada nunca gira al poniente.
Claridad sin posible declinar. Suma esencia
del fulgor que ni cede ni abandona la cumbre.
Juventud. Limpidez. Claridad. Transparencia.
Acercando los astros más lejanos de lumbre.
Claro cuerpo moreno de calor fecundante.
Hierba negra el origen; hierba negra las sienes.
Trago negro los ojos, la mirada distante.
Día azul. Noche clara. Sombra clara que vienes.
Yo no quiero más luz que tu sombra dorada
donde brotan anillos de una hierba sombría.
En mi sangre, fielmente por tu cuerpo abrasada,
para siempre es de noche: para siempre es de día.

Miguel Hernández



farei del mio cuore un calamaio, una fontana di sillabe, di addii e doni

Oggi sto, non so, non so come,
oggi conosco solo la pena,
oggi non ho amicizia,
oggi ho soltanto voglia
di strapparmi il cuore dalla radice
e metterlo sotto una scarpa.
Oggi rinverdisce quella spina secca,
oggi è giorno di pianti nel mio regno,
oggi lo scoraggiamento scarica nel mio petto
scoraggiato piombo.
Non resisto la mia stella.
E mi cerco la morte nelle mani
guardando con affetto i coltelli,
e ricordo quell'ascia compagna,
e penso ai più alti campanili
per un salto mortale, serenamente.
Se non fosse perché... non so perché,
il mio cuore scriverebbe un'ultima lettera,
una lettera che conservo là dentro,
farei del mio cuore un calamaio,
una fontana di sillabe, di addii e doni,
e al mondo direi "cavoli tuoi".
Nacqui sotto una cattiva luna.
Porto la pena di una sola pena
che vale più di tutta l'allegria.
Un amore m'ha lasciato a braccia arrese
e non posso più tenderli verso niente.
Non vedete la mia bocca com'è delusa,
come sono contrariati i miei occhi?
Più mi guardo e più mi affliggo:
con quali forbici tagliare questo dolore?
Ieri, domani, oggi
patendo di tutto
cuore mio, malinconico acquario,
galera di usignoli moribondi.
M'avanza cuore.
Oggi scorarmi,
io, il più cuorato degli uomini,
e anche il più amaro.
Non so perché, non so perché né come
mi perdono la vita ogni giorno.



*****


Hoy estoy sin saber yo no sé cómo,
hoy estoy para penas solamente,
hoy no tengo amistad
hoy sólo tengo ansias
de arrancarme de cuajo el corazón
y ponerlo debajo de un zapato.

Hoy reverdece aquella espina seca,
hoy es día de llantos en mi reino,
hoy descarga en mi pecho el desaliento
plomo desalentado.

No puedo con mi estrella.
Y me busco la muerte por las manos
mirando con cariño las navajas,
y recuerdo aquel hacha compañera,
y pienso en los más altos campanarios
para un salto mortal serenamente.

Si no fuera ¿por qué?... no sé por qué,
mi corazón escribiría una postrera carta,
una carta que llevo allí metida,
haría un tintero de mi corazón,
una fuente de sílabas, de adioses y regalos,
y ahí te quedas, al mundo le diría.

Yo nací en mala luna.
Tengo la pena de una sola pena
que vale más que toda la alegría.

Un amor me ha dejado con los brazos caídos
y no puedo tenderlos hacia más.
¿No véis mi boca qué desengañada,
qué inconformes mis ojos?

Cuanto más me contemplo más me aflijo:
cortar este dolor ¿con qué tijeras?

Ayer, mañana, hoy
padeciendo por todo
mi corazón, pecera melancólica,
penal de ruiseñores moribundos.

Me sobra corazón.
Hoy, descorazonarme,
yo, el más corazonado de los hombres,
y por el más, también el más amargo.

No sé por qué, no sé por qué ni cómo
me perdono la vida cada día.
Miguel Hernández


Se la nebbia svanisce, quale nuova passione mi attende?

Potessero le mie mani sfogliare
Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.
Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.

Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.

T'amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!


*****


Yo pronuncio tu nombre
en las noches oscuras,
cuando vienen los astros
a beber en la luna
y duermen los ramajes
de las frondas ocultas.
Y yo me siento hueco
de pasión y de música.
Loco reloj que canta
muertas horas antiguas.

Yo pronuncio tu nombre,
en esta noche oscura,
y tu nombre me suena
más lejano que nunca.
Más lejano que todas las estrellas
y más doliente que la mansa lluvia.

¿Te querrè como entonces
alguna vez? ¿Què culpa
tiene mi corazón?
Si la niebla se esfuma,
¿què otra pasión me espera?
¿Serà tranquila y pura?
¡¡Si mis dedos pudieran

deshojar a la luna!

Federico Garcia Lorca



e nel futuro hai la fortuna di appartenere al passato

La più misteriosa La più laconica La più ombrosa
nella tua sconfitta c'è un fulgore che il vincitore non conosce
lì infossata scopri il senso delle parole dimenticate
e nel futuro hai la fortuna di appartenere al passato
La fede del tuo sguardo oscuro Le tue lente trecce dorate
La tua bocca che arde sotto una maschera di marmo
Le tue spalle più dritte della linea dell'orizzonte
I tuoi piedi e i tuoi passi da regina senza visibile corona
Alejandro Jodorowsky


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