La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

sabato 3 dicembre 2011

Se almeno potessimo gridare per svegliarci!

Se almeno potessimo gridare per svegliarci! Sento gridare dentro di me, ma non conosco più il cammino dalla mia volontà fino alla mia gola. Sento la necessità feroce di avere paura che qualcuno possa bussare a quella porta. Perché non bussa nessuno?

Oh, quale orrore, quale segreto orrore separa in noi la voce dall’anima e le sensazioni dai pensieri, e ci fa parlare, sentire, pensare, quando tutto in noi domanda il silenzio? Chi è la seconda persona in questa stanza che stende il braccio e si interrompe ogni volta che stiamo per sentirla?

Fernando Pessoa - Il Marinaio


Tutti noi viviamo distanti e anonimi

Nessuno mi ha riconosciuto sotto la maschera dell’identità con gli altri, né ha mai saputo che ero maschera. Nessuno ha supposto che al mio lato ci fosse sempre un altro che in fondo ero io. Mi hanno sempre creduto identico a me stesso.

Tutti noi viviamo distanti e anonimi; dissimulati, soffriamo da sconosciuti. Ad alcuni, però, questa distanza fra loro stessi e un altro essere non si rivela mai; per altri è talvolta illuminata, di orrore o di pena, da un lampo senza limiti; per altri ancora, essa non è altro che la dolorosa costanza e quotidianità della vita.

Sapere esattamente che chi siamo non ci riguarda, che ciò che vogliamo è ciò che non vorremmo, né forse qualcuno ha voluto; sapere tutto questo a ogni minuto, sentire tutto questo in ogni sentimento, non significherà essere straniero nella propria anima, esiliato nelle proprie sensazioni?

Fernando Pessoa - Una sola moltitudine


Se noi non sappiamo cosa siamo, come sappiamo cosa possediamo?

Non possiedo il mio corpo – come, dunque, posso possedere attraverso esso? Non possiedo la mia anima – come, come posso possedere attraverso essa? Non comprendo il mio spirito – come, dunque, comprendere attraverso esso?

Non possediamo né il corpo né una verità – neppure un’illusione. Siamo fantasmi di menzogne, ombre di illusioni e la nostra vita è vuota dentro e fuori.

Conosce qualcuno le frontiere della sua anima, per cui possa dire – io sono io?

Tuttavia so che quello che sento, lo sento io.

Quando qualcun altro possiede quel corpo, possiede in esso la stessa cosa che possiedo io? No. Possiede un’altra sensazione.

Possediamo, dunque, qualche cosa? Se noi non sappiamo cosa siamo, come sappiamo cosa possediamo?

Fernando Pessoa - Il Libro dell’Inquietudine


Se non eri tu chi illumina le strade del sogno?

Niente passa però il mondo si sfuma
per sempre la rosa qui sembra restare
ma tutti i treni se ne stanno andando
nessuno che dorma nella mia cuccetta di fango
le radici del sogno sono altri sogni
Se non sono io, chi si veste della mia carne?
Se non è qui, da dove salpa l’illusione?
Se non è adesso, quando può essere l’ora?
Se non eri tu, cosa riflette la mia coscienza?
Nella sua stessa ombra naufraga il muro dell’anima
in basso il corpo striscia con le sue oscure ansie
in un mulinello d’acido l’io stesso si dissolve
la mente vaga aperta come un fiore di niente
Senza poteri dovrà abituarsi a vivere
ingrassando la coscienza come un tacchino natalizio
costruendo la speranza su falsi miracoli
dell’incomprensibile facendo la bandiera del saggio
agonizzare crocifisso nella penombra del presente
Se non c’è punto finale come parlare della nascita?
Se non eri tu chi illumina le strade del sogno?
Se non c’è inizio quando tutto ciò può cessare:
un diamante che per sempre naufraga nel vuoto?

Alejandro Jodorowski


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