La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 6 dicembre 2011

La mia anima intorno alla tua

La mia anima intorno alla tua si è fatta
nodo stretto e ombroso
Ogni giro del laccio sovrumano
si fa radice, per fissarsi a fondo,
ed è un abbraccio interminabile e lungo
che neanche la morte spezzerà. Non senti
come mi nutro della tua stessa ombra?
La mia radice si è intrecciata alle tue
e quando tu vorrai disfare il nodo
sentirai che ti duole in carne viva
e che nella mia ferita sgorga il tuo sangue!
E con le tue mani curerai la piaga
e stringerai più forte il nodo!

Juana de Ibarbourou


... lasciando echi di musica bassa e continua

Come partendo per un pellegrinaggio,
saltando di gioia al di là del parapetto
sperando di ballare un valzer sull’acqua;
mani infilate dentro le vite l’uno dell’altro,
che prendono il cuore, tenendolo.
Udivo le loro voci attraverso il muro
come un sussurro d’estate;
lui le portò favi di miele
in cornici di legno morbide come ostie;
una pallina di cera indurita
le rimase in bocca per sempre
oltre la dolcezza.
Ma nella foto stanno ancora
avanzando insieme lungo la spiaggia,
sorridenti, fiduciosi,
avanzando verso il disastro
dei loro mesi finali, il loro amore
un vincolo, smorzato, taciuto,
scompariranno insieme in modo esemplare
come se il mare li avesse inghiottiti,
lasciando echi di musica bassa e continua.

John F. Deane


nell’oblio si è fatta più bella

Succhia il fiore fino in fondo,
nascendo come un frutto nuovo.
Nel respiro di un sogno corrugato
ora s’ingrossa, ora cala.
Tremola sulle sue ali,
nastri frementi di velluto,
non solo armonia di riflessi,
ma ombra di sgorbio dimenticato,
due volte mutata di aspetto
nell’oblio si è fatta più bella,
irrompendo nell’evidenza solare
da un soffocante corpo altrui.

Alexandra Petrova


La solitudine

La solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata e me l'ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri.

Herman Hesse - Il lupo della steppa


musica perduta nel mio pensiero

I miei orecchi sono come le conchiglie sonore:
musica perduta nel mio pensiero,
nella spuma della vita, nella sabbia delle ore..
Hai dimenticato l'ombra del vento.
Per questo sei rimasto e sei partito
e ci sono esili delta di felicità
che aprono le braccia a un oceano triste.
Ho sciolto i miei aneliti negli al di là della nostalgia.
Tra alghe e pesci fluttuo la notte intera.
Anime di tutti gli affogati
chiamano da diverse parti
questa singolare compagna.

Cecilia Meireles


i frutti del compenso

I giorni che tu credi dissipati
nel chiasso e nella noia,
a tua insaputa ròdono il deserto
con furiose radici
trovano un filo d’acqua mentre dormi
o aspetti a lungo un treno che non viene,
e succhiano in silenzio, e ti preparano
i frutti del compenso.

Maria Luisa Spaziani


Ma da queste profonde ferite usciranno farfalle libere

O donne povere e sole,
violentate da chi
non vi conosce.
Donne che avete mani
sull’infanzia,
esultanti segreti
d’amore tenete conto
che la vostra voracità
naturale non
sarà mai saziata.
Mangerete polvere,
cercherete d’impazzire
e non ci riuscirete,
avrete sempre il filo
della ragione che vi
taglierà in due.
Ma da queste profonde
ferite usciranno
farfalle libere.

Alda Merini


e con un’anima incapace di essere triste

Un uomo potrebbe, se possedesse la vera saggezza,
godere dell’intero spettacolo del mondo da una sedia,
senza saper leggere, senza parlare con nessuno,
solo con l’uso dei sensi e con un’anima
incapace di essere triste.

Fernando Pessoa


chi non ha occhi per sognare non vede i sogni né di giorno né di notte


Tutte le profezie raccontano
Che l'uomo creerà la propria distruzione.
Ma i secoli e la vita che sempre si rinnova
Hanno anche generato una stirpe di amatori e sognatori;
uomini e donne che non sognano la distruzione del mondo,
ma la costruzione di un mondo pieno di farfalle e usignoli.
Li hanno chiamati illusi, romantici, pensatori di utopie,
hanno detto che le loro parole sono vecchie
e in effetti lo sono,
perché la memoria del paradiso è antica
nel cuore dell'uomo.
Sono pericolosi - stampavano le grandi rotative
Sono pericolosi - dicevano i presidenti nei loro discorsi
Sono pericolosi - mormoravano gli artefici di guerra
Bisogna distruggerli- stampavano le grandi rotative
Bisogna distruggerli - dicevano i presidenti nei loro discorsi
Bisogna distruggerli - mormoravano gli artefici di guerra
I portatori di sogni conoscevano il loro potere
e perciò non si sorprendevano.
E sapevano anche che la vita li aveva generati
per proteggersi dalla morte annunciata dalle profezie.
E perciò difendevano la loro vita anche con la morte.
E perciò coltivavano giardini pieni di sogni
che esportavano con grandi nastri colorati;
e i profeti dell'oscurità passavano notti e giorni interi
controllando tutti i passaggi ed i sentieri,
cercando quei carichi pericolosi
che non hanno mai potuto intercettare,
perché chi non ha occhi per sognare
non vede i sogni né di giorno né di notte.
E nel mondo si è scatenato un gran traffico di sogni
che i trafficanti della morte non riescono a bloccare;
e dappertutto ci sono quei pacchetti con grandi nastri colorati
che solo questa nuova stirpe di veri esseri umani può vedere
E i semi dei loro sogni non si possono scoprire
perché vanno avvolti in rossi cuori
o in larghi vestiti di maternità
dove i piedini sognatori caprioleggiano nei ventri che li vogliono portare.

Gioconda Belli


Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno

Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, negli slogan pubblicitari, nelle didascalie dei film, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, liberano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno. Ci sono molte parole.

E ci sono i discorsi, che sono parole accostate le une alle altre, in equilibrio instabile grazie a una sintassi precaria, fino alla conclusione del “Dissi” o “Ho detto”. Con i discorsi si commemora, si inaugura, si aprono e chiudono riunioni, si lanciano cortine fumogene o si dispongono tende di velluto. Sono brindisi, orazioni, conferenze, dissertazioni. Attraverso i discorsi si trasmettono lodi, ringraziamenti, programmi e fantasie. E poi le parole dei discorsi appaiono allineate su dei fogli, dipinte con inchiostro tipografico - e per questa via entrano nell’immortalità del Verbo. Accanto a Socrate, il presidente dell’assemblea affigge il discorso che ha aperto il rubinetto della fontana. E le parole scorrono, fluide come il “prezioso liquido”. Scorrono interminabili, allagano il pavimento, salgono alle ginocchia, arrivano alla vita, alle spalle, al collo. È il diluvio universale, un coro stonato che sgorga da milioni di bocche. La terra prosegue il suo cammino avvolta in un clamore di pazzi che gridano, che urlano, avvolta anche in un mormorio docile, sereno e conciliatore. C’è di tutto nel coro: tenori e tenori leggeri, bassi, soprani dal do di petto facile, baritoni trasbordanti, mezzocontralti. Negli intervalli, si ode il suggeritore. E tutto ciò stordisce le stelle e perturba le comunicazioni, come tempeste solari..

Perché le parole hanno cessato di comunicare. Ogni parola è detta perché non se ne oda un’altra. La parola, anche quando non afferma, si afferma. La parola non risponde, né domanda: accumula. La parola è l’erba fresca e verde che copre la superficie dello stagno. La parola è polvere negli occhi e occhi bucati. La parola non mostra. La parola dissimula.

Per questo urge mondare le parole perché la semina si muti in raccolto. Perché le parole siano strumento di morte - o di salvezza. Perché la parola valga solo ciò che vale il silenzio dell’atto.

C’è anche il silenzio. Il silenzio, per definizione, è ciò che non si ode. Il silenzio ascolta, esamina, osserva, pesa e analizza. Il silenzio è fecondo. Il silenzio è terra nera e fertile, l’humus dell’essere, la tacita melodia sotto la luce solare. Cadono su di esso le parole. Tutte le parole. Quelle buone e quelle cattive. Il grano e il loglio. Ma solo il grano dà il pane.

José Saramago - Di questo mondo e degli altri


Contenuti entro questa breve vita sono magici spazi

Contenuti entro questa breve vita
sono magici spazi -
l'anima vi ritorna dolce a notte
e n'esce di soppiatto più sicura -
come i bimbi più sorvegliati corrono
prima degli altri al mare
i cui abissi senza nome
si dileguano accanto all'infinito.

Emily Dickinson


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...