La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 9 dicembre 2011

ma chiudi le porte del tuo volto

Questa lugubre mania di vivere
Questa burla nascosta di vivere
Ti ghermisce Alessandra, non negarlo
Oggi ti sei guardata nello specchio
Ed eri triste, eri sola
La luce splendeva l’aria cantava
Ma il tuo amore non era venuto
Gli manderai messaggi, sorriderai
Vibreranno le tue mani e così verrà
Il tuo amore così amato
Odi la folle sirena che se lo portò via
la barca con schizzi di schiuma
dove si spensero le risa
ricorda l’ultimo abbraccio
oh niente angosce
ridi tra le lacrime, piangi in mezzo a risate
ma chiudi le porte del tuo volto
perché poi non dicano
che quella donna innamorata eri proprio tu
ti crucciano i giorni
ti affliggono le notti
ti fa male la vita, tanto, tanto
disperata, ma dove vai?
Disperata, basta.

Alejandra Pizarnik


avvolgi con il canto la fessura

A chi ritorna in cerca del suo antico cercare
la notte si chiude come acqua su una pietra,
come aria su un uccello,
come si uniscono due corpi che si amano.
La parola e l’esilio:
copri con un canto la fessura,
sorgi nell’oscurità come un corpo che annega,
avvolgi con il canto la fessura, la fenditura,
la lacerazione.

Alejandra Pizarnik


e il muro respiri come un petto

Con un pezzo di carbone
con il mio gesso rotto e la mia matita rossa
disegnare il tuo nome
il nome della tua bocca
il segno delle tue gambe
sulla parete di nessuno
Sulla porta proibita
incidere il nome del tuo corpo
finchè il filo del mio coltello
sanguini
e la pietra gridi
e il muro respiri come un petto.

Octavio Paz


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