La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 15 dicembre 2011

Per te lasciai la luce

Per te lasciai la luce,
ed or che mi conduce
amor per rivederti,
tu vuoi partir da me.

Deh, ferma i passi incerti,
o pur se vuoi fuggir,
dimmi perché?


sangue che gira, cuore che si fonde, luminoso baleno che nella notte crepita

No.
La vitrea luce che ferisce il fuoco,
che dissolve la fronte come un diamante finalmente arreso,
come un corpo cui fa groppo la gioia,
che si sfa come la luce che non sarà mai fredda.
La luce che ammassa il suo corpo come l’ansia che nulla placa,
come il cuore che lotta e pur sull’orlo assale,
che non vuol esser più sé né riflesso, ma il fiume felice,
quel che senza l’azzurra memoria trascorre,
alla volta dei mari che tra loro si fondono
e sono amato e amante, ciò che gioisce e soffre.
Felicità crescente di stendere le braccia,
di toccare i limiti del mondo come rive remote
di dove le acque non si ritraggono,
ma giocano con sabbie dorate come dita
che carne o seta toccano, quel che freme e si turba.
Godere delle lontane luci crepitanti
Sopra le nude braccia,
come suono remoto di giovani denti
che divorano l’erba giubilante del giorno,
quel che nascendo mostra la sua rosea saldezza
dove le acque bagnano tutto un cielo vissuto.
Vivere là alle falde dei monti
Dove mare e dirupo si confondono,
dove i verdi pendii ora son acqua
ora la guancia immensa dove i soli si specchiano,
dove il mondo ha un’eco in quella musica,
specchio al quale non sfugge il più piccolo uccello,
in cui è riflesso il trascorrere gioioso del creato.
Amore o ciò che ruota
O universo sereno
O mente che si eleva,
sangue che gira, cuore che si fonde,
luminoso baleno che nella notte crepita
e percorre la lingua oscura: che comprende.

Vicente Aleixandre


Non sono capace, amore, di farti un canto

Non sono capace, amore, di farti un canto.
Tu sei tutto di spine e di fuoco
e mi tieni lontana dal tuo cuore
pericoloso. Io non so bastarti alla gioia
e così poco così poco mi pare
t'incanto, sollevo quell'ombra scontrosa
che tu sei tutto d'amaro e furore
tu sei in urto e sperdimento
mio velocista, mio primatista del cuore
mio barbarico ragazzo di vento
mio torrente furioso
arrivi alla mia acqua quieta
con onde e sonagli e pepite d'oro.
Vecchio fiume saremo un bel giorno io e te,
io acqua e tu moto, io sponda e tu vento,
io pioggia e tu lampo,
io pesce e tu guizzo d'argento
io luna riflessa, tu cielo tu spada
d'Orione, tu tutto l'amore umano
che tento che tento
d'amarti per bene
mio grembo splendenza.
E tu prendimi
portami con te
come un incendio
nelle tue abitudini.

Mariangela Gualtieri


Siamo isole

Ci prendono per navi e siamo isole.
Intricate, deserte, che tesori
possiamo offrire a quelli che non giungono?
La nostra costa è dura. Il nostro faro
di voce anzichè luce
non attira, spaventa
e nessun marinaio perduto nella notte
toccherà le spiagge nostre dove ancora
fanno male le orme di quel naufrago
che sapeva del nostro deserto.
La notte, ogni notte, ci promette e ci nega
la strada del ritorno, il tornaviaggio,
l’amore che ci salvi da noi stessi
e la parola che sia detta per sempre.
Ci sono in noi alberi senza nome
stanchi di far ombra e crescere da soli.
Coloro che non partono ma soffrono
di sete di scogliera, amano i porti,
salpano nel sonno, cercano un’altra sete
per appagare la prima, ci osservano,
ci vedono come navi, felici.
Siamo isole.

Juan Vicente Piqueras


O soave fanciulla

Rodolfo:
O soave fanciulla, o dolce viso
di mite circonfuso alba lunar,
in te ravviso il sogno
ch'io vorrei sempre sognar!

Mimi:
(Ah, tu sol comandi, amor!)

Roldolfo:
Fremon nell'anima
dolcezze esteme, (ecc)
Nel baccio freme amor!

Mimi:
(Oh come dolci scendono
le sue lusinghe al cor...
Tu sol comandi, amor!)

M: No per pieta!

R: Sei mia!

M: V'asepttan gli amici...

R: Gia mi mandi via?

M: Vorrei dir... ma non osso.

M: Se venissi con voi?

R: Che? Mimi!
Sarebbe cosi dolce restar qui.
C'e freddo fuori.

M: Vi staro vicina!

R: E al ritorno?

M: Curioso!

R: Dammi il braccio, o mia piccina...

M: Obbedisco, signor!

R: Che m'ami...di...

M: lo t'amo.

Rodolfo E Mimi:
Amor! Amor! Amor!


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