La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 29 dicembre 2011

La nostra cena è semplice, ma noi siamo meravigliosi

Stai vicino alla finestra mentre le luci ammiccano
lungo la strada. Da qualche parte un tram, che porta
a casa commesse e impiegati, passa sferragliando in questa
sera del Sabbath. Un gatto nel cortile piange
perché trova il bidone dell’immondizia chiuso; gli strilloni
iniziano il loro giro che trasforma omicidi in penny.
Siamo chiusi in casa, per un po’ al sicuro, salvi
fino a domani. Ti sfili il vestito, ti arrotoli
le calze, attenta a non smagliarle. Nuda ora,
soffice luce su soffice carne, ti fermi
un attimo; ti volti di fronte a me –
sorridi come sanno fare solo le donne
che hanno giaciuto a lungo con il loro amante
uscendone più vergini.
La nostra cena è semplice, ma noi siamo meravigliosi.

Kenneth Patchen


sappi che io saluto l’aria, l’oceano e la terra, ogni giorno al tramonto per amor tuo, amore.

Dall’ondeggiante oceano, la folla,
venne teneramente a me una goccia,
mormorando Io ti amo, tra non molto morirò
ho fatto un lungo viaggio solo per guardarti, toccarti,
perché non potevo morire sinché non ti avessi guardato,
perché temevo di poterti poi perdere.
Ora ci siamo incontrati, ci siamo guardati,
siamo salvi, ritorna in pace all’oceano mio amore,
anch’io sono parte di quell’oceano amore,
non siamo così separati,
considera il grande globo, la coesione di tutto, quanto è perfetta!
Ma per me, per te, il mare irresistibile deve separarci,
e se per un' ora ci tiene lontani, non può tenerci lontani
per sempre;
non essere impaziente — un istante — sappi che io saluto l’aria,
l’oceano e la terra,
ogni giorno al tramonto per amor tuo,
amore.

Walt Whitman


In una simile foglia può essere avvolto il mondo intero e anch’io, e riposarci tutta notte.

Scegli i vetri colorati – verdi, rossi, blu,
un po’ di viola e il rosa con parsimonia. Lo sai,
ci vuole moderazione coi colori; inoltre
non un disegno già tracciato. Meglio
sia il disegno a secondare i colori, e non l’opposto.
Una certa indeterminatezza,
insieme all’imprevisto, aggiungono molto all’opera. Ma senza
esagerare; – ogni eccesso tradisce. Sí, cosí. Per esempio
questo Santo ti è venuto un po’ troppo giallo. Lascialo pure.
E queste foglie
troppo grandi, troppo verdi – innaturali. Mi piacciono.
Quando declina il sole,
questo verde si gloria nella casa. In una simile foglia
può essere avvolto il mondo intero e anch’io, e riposarci
tutta notte.

Ghiannis Ritsos


E vedo solo un chiodo, senza il quadro

Con uno sguardo mi ha resa più bella,
e io questa bellezza l'ho fatta mia
Felice, ho inghiottito una stella.

Ho lasciato che mi immaginasse
a somiglianza del mio riflesso
nei suoi occhi. Io ballo, io ballo
nel battito di ali improvvise.

Il tavolo è tavolo, il vino è vino
nel bicchiere che è un bicchiere
e sta lì dritto sul tavolo.
Io invece sono immaginaria,
incredibilmente immaginaria,
immaginaria fino al midollo.
Gli parlo di tutto ciò che vuole:
delle formiche morenti d'amore
sotto la costellazione del soffione.
Gli giuro che una rosa bianca,
se viene spruzzata di vino, canta.

Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un'invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupita, nell'abbraccio
che mi crea.

Eva dalla costola, Venere dall'onda,
Minerva dalla testa di Giove
erano più reali.

Quando lui non mi guarda,
cerco la mia immagine
sul muro. E vedo solo
un chiodo, senza il quadro.

Wisława Szymborska


e la terra diventerà parola

Va': non hai niente da perdonare.
Sognare è meglio che vivere.
Ma vedrà il sorgere del sole
colui che lascia ogni cosa incompiuta;
il cui pensiero si allontana dal dover pensare
come il sostituirsi di una maschera.
Solo errerà attraverso valli ancora più verdi
di quelle che splendono dalle finestre
delle favole per bambini,
colui che pensa che il mondo si rinnova.
Solo per colui che siede e canta
presso gli steccati dimenticando la propria strada
il passero fatato spiega le sue ali
e i fiori magici crescono più rigogliosi.
Non troverà una mano che nutra
le fonti silenziose del suo desiderio.
Nessuno gli indicherà il ruscello dove
possa appagare la sete dell'infanzia.
Ma vallate più verdi dell'Oggi
e pensieri più cari del Lontano
busseranno alla sua finestra e sveglieranno
la sua freschezza altre seti da appagare.
Così come una silenziosa sartina seduta
alla finestra all'ora del tramonto
in un villaggio sconosciuto
egli non apparterrà a nulla di insano,
ma, incorporea come un augurio,
la sua anima attraverserà come un arcobaleno
i pascoli verde-pioggia del suo perdersi
e la terra diventerà parola.

Fernando Pessoa


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