La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 30 dicembre 2011

mi sarebbe piaciuto molto chiamarmi un’altra cosa – o essere un gatto, per poter avere più di una vita

Non ho mai saputo il tuo nome. Entrasti un pomeriggio,
per sbaglio, a domandare se io ero un’altra persona –
un sole che improvvisamente aggiungeva calce ai muri,
un incendio capace di divorare il cuore del mondo.
Non ti mentii; mi alzai e ti condussi alla porta giusta
come un veliero trascina i sogni in mare; ma,
prima di lasciarti, ti dissi ancora che in quel pomeriggio
mi sarebbe piaciuto molto chiamarmi un’altra cosa – o
essere un gatto, per poter avere più di una vita.

Maria do Rosário Pedreira


L'Eternità. È il mare andato col sole

È ritrovata. Che cosa? L'Eternità. È il mare andato col sole.
Anima sentinella, mormoriamo la confessione della notte così nulla e del giorno infuocato.
Dagli umani suffragi, dagli slanci comuni là ti liberi e voli a seconda...
Poiché soltanto da voi, o braci di raso, il dovere si esala senza che si dica: finalmente.
Là, nessuna speranza, nessun orietur. Scienza con pazienza, il supplizio è sicuro.
È ritrovata. Che cosa? L'Eternità. È il mare andato col sole.

Arthur Rimbaud


sulla via dell'aere notte vien spargendo poesie

Le ore s'alzano levandosi stelle ed è
l'alba
sulla via dell'aere luce vien spargendo poesie
in terra una candela si
spegne la città si
sveglia
con un canto
sulla bocca e morte negli occhi
ed è l'alba
il mondo
esce a uccidere sogni...
vedo nelle strade dove uomini
forti scavano pane
e vedo le facce brutali
di gente sazia laida disperata crudele beata
ed è giorno,
nello specchio
vedo un uomo
fragile
sogni
sognare
sogni nello specchio
ed è
sera in terra
una candela s'accende
ed è buio
la gente è in casa
l'uomo fragile a letto
la città
dorme con la morte sulla bocca e un canto negli occhi
le ore discendono
e indossano stelle....
sulla via dell'aere notte vien spargendo poesie

E.E. Cummings


Quando ti vidi in sogno

Quando ti vidi in sogno
ti voltasti verso di me
con il dito sul labbro
e le sopracciglia alzate
sorridendo, prima di continuare
camminando sulle punte
attraverso la stanza
illuminata dalla luna, abbandonata,
che d’improvviso compresi
avrebbe rappresentato la mia vita.

Henrik Nordbrandt


ma semplicemente essere ammessi come parte di una realtà innegabile, come le pietre e gli alberi

Si apre il cancello del giardino
con la docilità della pagina
che una frequente devozione interroga
e all’interno gli sguardi
non devono fissarsi negli oggetti
che già stanno interamente nella memoria.
Conosco le abitudini e le anime
e quel dialetto di allusioni
che ogni gruppo umano va ordendo.
Non ho bisogno di parlare
né di mentire privilegi;
Bene mi conoscono quelli che mi attorniano,
bene sanno le mie ansie e le mie debolezze.
Ciò è raggiungere il più alto,
quello che forse ci darà il Cielo:
non ammirazioni, né vittorie
ma semplicemente essere ammessi
come parte di una realtà innegabile,
come le pietre e gli alberi.

Jorge Luis Borges


E ho inteso molte cose nuove che prima Parevano follia alla mia mente

Immobile fui un albero nel bosco,
Conobbi la verità di cose mai viste prima;
Di Dafne e dalla fronda d'alloro
E di quei vecchi sposi che festeggiarono gli dèi
E divennero un rovere in mezzo alla brughiera.
Essi poterono compiere un tale miracolo
Solo dopo che gli dèi furono
Gentilmente pregati e accolti
Al focolare della loro amata casa.
Sono stato comunque un albero nel bosco
E ho inteso molte cose nuove che prima
Parevano follia alla mia mente.

Ezra Pound


e tutto questo è follia al mondo

L’albero mi è penetrato nelle mani,
la sua linfa m’è ascesa nelle braccia,
l’albero m’è cresciuto nel seno -
profondo,
i rami spuntano da me come braccia.
Sei albero,
sei muschio,
sei violette trascorse dal vento. -
Creatura – alta tanto – tu sei,
e tutto questo è follia al mondo.

Ezra Pound


finché dura quest'ora, questa luna, questi rami, questa pace in cui stiamo, lascino che mi creda quel che mai potrò essere

Nel breve numero di dodici mesi
l'anno passa, e brevi sono gli anni.
Pochi la vita dura.
Che son dodici o sessanta nella foresta
dei numeri, e quanto poco manca
al termine del futuro!
Due terzi ormai, sì rapido, del corso
che mi è imposto correre declinando, trascorro.
M'affretto, e subito finisco.
Abbandonato in declivio cedo, e riluttante affretto
il moribondo passo.
Non so di chi ricordo il mio passato
che altro fui quando fui, né mi conosco
come se colla mia anima sentissi
quell'anima che nel sentire ricordo.
Da un giorno all'altro ci lasciamo.
Nulla di vero a noi ci unisce -
siamo chi siamo, e chi siamo stati fu
cosa vista di dentro.
Quel che sentiamo, non quel che è sentito,
è quel che abbiamo. Quindi, l'inverno triste
accogliamolo come destino.
Ci sia inverno sulla terra, non nella mente.
E, amore ad amore, o libro a libro, amiamo
il nostro teschio breve.
Sì, so bene
che mai sarò qualcuno.
So d'avanzo
che mai avrò un'opera.
So, infine,
che mai saprò di me.
Sì, ma adesso,
finché dura quest'ora,
questa luna, questi rami,
questa pace in cui stiamo,
lascino che mi creda
quel che mai potrò essere.

Fernando Pessoa


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