La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 31 gennaio 2012

Veglia con me, dove i rami fanno dimore

Solitudine, se vivere devo con te,
Sia almeno lontano dal mucchio confuso
Delle case buie; con me vieni in alto,
Dove la natura si svela, e la valle,
Il fiorito pendio, la piena cristallina
Del fiume appaiono in miniatura;
Veglia con me, dove i rami fanno dimore,
E il cervo veloce, balzando, fuga
Dal calice del fiore l'ape selvaggia.
Qui sarei felice anche con te. Ma la dolce
Conversazione d'una mente innocente, quando le parole
Sono immagini di pensieri squisiti, è il piacere
Dell'animo mio. E' quasi come un dio l'uomo
Quando con uno spirito affine abita in te.

John Keats


Ahi! Nevica amore.

Stella fredda della tua mano. Tenue cristallo, esiguo fiore.
Ahi! Nevica amore.
Luna deserta del tuo sguardo Puro, glaciale fuoco senza colore!
Ahi! Nevica amore.
Immenso inverno del cuore. Gelo che non finisce di scivolare...
Mi misi a cantare
nella solitudine:
il Tuo freddo viene dal cielo, da me, da te, da chi? Non c’è più sole, estate, calore?
Ahi! Nevica amore.

Cecilia Meireles


Il giorno cupo mescola piano, albero, nuvole, secoli di malinconia...

Chi suona il piano sotto la pioggia, nel pomeriggio scuro e deserto? Di quale antica, limpida musica ricevo il ricordo concluso?

La mia vita, in una poltrona giace, davanti alla finestra aperta. Vedo alberi, nuvole — e la lunga rotta del tempo, scoperta.

Fra i miei occhi riposati e le mie riposate orecchie, qualcuno coglie con dita calme rami di suono, scoloriti.

La pioggia si confonde con la musica. Suonano così lontano! Il giorno cupo mescola piano, albero, nuvole, secoli di malinconia...

Cecilia Meireles



ritorno, allora, al mio primo dolore

Io vivo, io muoio, mi brucio e m’annego,
ho caldo estremo mentre soffro il freddo.
La vita m’è troppo tenera e troppo dura,
ho grandi affanni confusi con la gioia.
Nello stesso tempo io rido e lacrimo.
Assai gravi tormenti nel piacere soffro,
il mio ben se ne va e giammai dura,
secco e verdeggio nello stesso tempo.
Così, incostantemente Amore mi conduce,
e quando penso d’aver maggior dolore,
d’improvviso mi trovo fuor dell’affanno.
Poi quando credo la mia gioia esser certa,
e d’aver raggiunto il desiderato bene,
ritorno, allora, al mio primo dolore.

Louise Labe


lunedì 30 gennaio 2012

buio e bellezza di stelle sulla mia bocca petali danzanti

Se credo
nella morte sta
pur sicura
che è

perché mi hai amato
in luna e tramonto
fiori e stelle
crescendo d’oro e diminuendo d’argento

delle maree
non fidai,
una notte
quando fra le mie dita

si piegò il tuo corpo lucente
quando il mio cuore
cantò tra i tuoi seni
stupendi

buio e bellezza di stelle
sulla mia bocca petali danzanti
agli occhi miei
e in fondo

ai melodiosi meandri
della mia anima
parlò
il verde-

festante pallido-
calante irrevocabile
mare
io ti conobbi morte.

e quando
avrò immolato ogni fragrante
notte, quando ogni mio dì
dinnanzi a un certo

volto sarà
bianco
profumo
soltanto,

dalle ceneri
allora
tu sorgerai e
a lei tu verrai scostandole

la malizia degli occhi e avvolgendo
la sua
bocca nuovo
fiore con

le tue fantastiche
ali, ove dimora il respiro
delle stelle durature.

Edward Estlin Cummings



in modo che le cose inizino veramente a funzionare per il verso giusto per noi...

Pensandoci bene,
in tutto ciò che vediamo, viviamo intensamente, ascoltiamo e pensiamo
non esiste una persona giusta per noi.
Esiste una persona che, se ti fermi un attimo a pensare,
è in realtà la persona sbagliata.
Perchè la persona giusta
fa tutto giusto,
arriva puntuale,
dice le cose giuste,
fa le cose giuste,
ma non è che abbiamo sempre bisogno delle cose giuste.
Fino al momento di cercare la persona sbagliata,
la persona sbagliata ti fa perdere la testa,
fare pazzie,
scappare il tempo
morire d'amore.
Verrà il giorno in cui la persona sbagliata non ti cercherà
e sarà proprio in quel momento in cui vi incontrerete
che il vostro donarsi l'un l'altra sarà più vero.
La persona sbagliata è, in realtà, quello che la gente definisce
una persona giusta.
Quella persona ti farà piangere,
ma un'ora dopo ti asciugherà le lacrime
Quella persona ti farà perdere il sonno,
ma ti darà in cambio una notte d'amore indimenticabile.
Quella persona forse ti ferisce
e dopo ti riempie di gentilezze chiedendo il tuo perdono.
Quella persona potrà anche non essere sempre al tuo fianco
ma ti aspetterà tutta la vita,
ti penserà in continuazione
E' bene che ci sia una persona sbagliata per ognuno di noi
perchè la vita non è sicura,
niente qui è sicuro,
quello che è proprio sicuro è che dobbiamo vivere,
ogni momento,
ogni secondo,
amando, sorridendo, piangendo, emozionando, pensando, agendo,
desiderando, ottenendo.
E' solo così.
E' possibile che si arrivi a quel momento della giornata,
in cui diciamo: "Grazie a Dio, è andato tutto come doveva andare"
Quando in realtà,
tutto ciò che lui vuole,
è che noi incontriamo la persona sbagliata,
in modo che le cose inizino veramente a funzionare per il verso giusto
per noi...

*****

Pensando bem,
Em tudo o que a gente ve e vivencia e ouve e pensa
Não existe uma pessoa certa para nós,
Existe uma pessoa que se você for parar para pensar
É, na verdade, a pessoa errada,
Porque a pessoa certa,
Faz tudo certinho,
Chega na hora certa,
Fala as coisas certas,
Faz as coisas certas,
mas nem sempre a gente tá precisando das coisas certas.
Até a hora de procurar a pessoa errada,
A pessoa errada te faz perder a cabeça,
Fazer loucuras,
Perder a hora,
Morrer de amor,
A pessoa errada vai ficar um dia sem te procurar
Que é para na hora que vocês se encontrarem
e sarà proprio in quel momento in cui vi incontrerete
A pessoa errada é, na verdade, aquilo que a gente chama de
pessoa certa
Essa pessoa vai te fazer chorar,
Mas uma hora depois vai estar enxugando suas lágrimas
Essa pessoa vai tirar seu sono,
Mas vai te dar em troca uma noite de amor inesquecível
Essa pessoa talvez te magoe
E depois te enche de mimos pedindo seu perdão
Essa pessoa pode não estar 100% do tempo ao seu lado
Mas vai estar 100% da vida dela esperando você
Vai estar o tempo todo pensando em você
A pessoa errada tem que aparecer para todo mundo
Porque a vida não é certa,
Nada aqui é certo,
O que é certo mesmo é que temos que viver,
Cada momento,
Cada segundo,
Amando, sorrindo, chorando, emocionando, pensando, agindo,
querendo,conseguindo
É só assim,
É possível chegar àquele momento do dia,
Em que a gente diz: "Graças à Deus deu tudo certo"
Quando na verdade,
Tudo o que ele quer,
É que a gente encontre a pessoa errada,
Para que as coisas comecem a realmente funcionar direito
para nós...

Luis Fernando Veríssimo


la sola originalità dell'amore

La grande, la sola originalità dell'amore è rendere la felicità indistinguibile dall'infelicità.

Emil Cioran


A te tutti i miei sensi accorrono fusi in uno solo

Sono bellissime le stelle, lo so.
Mille colori divini hanno quei fiori,
ma io per essi non ho occhi, né amore.
Altra bellezza non vedo
nella natura,
che te, mio bene, solo te!
Divina è la voce che suona triste
tra i rami che rivestono l'albero,
ma io nemmeno dell'usignolo
che trilla sento la melodia,
né odo altra armonia
che te, mio bene, solo te!
L'aria che bacia i bei fiori respira 
celeste incenso di profumi agresti.
Io non sento, l'anima mia non coglie,
non avverte né aspira
altro profumo fragrante
che te, mio bene, solo te!
Belli sono quei frutti saporiti,
prelibato il nettare del grappolo.
Ho fame e sete... assetato
affamato sono tanto...
ma di baci
tuoi, mio bene, di te!
Tenera al tocco è una zolla fiorita
morbida al petto mio che si distende,
ma chi, vicino a te, ricerca ansioso
un'altra carezza
o un altro piacere prova
che non sia tu, mio bene, solo tu?
A te tutti i miei sensi
accorrono fusi in uno solo.
Sento, odo, respiro, 
in te, per te deliro.
Con te sta la mia morte,
a te la mia vita ho dato,
se giungerà la morte,
sarà un morire per te!

Joao Baptista Almeida Garrett







venerdì 27 gennaio 2012

Attraverso campi attraverso boschi Verso la città miracolosa dove il mio cuore batte

Mai più avrei voluto rivedere il tuo triste volto
Le tue guance incavate e i tuoi capelli al vento
Me ne sono andato attraverso la campagna
Tra l’umidore dei boschi
Giorno e flotte
Sotto il sole e sotto la pioggia
Le foglie morte crepitavano sotto
Talvolta la luna brillava
Ci siamo ritrovati faccia a faccia
Ci siamo guardati senza dirci una parola
E non avevo più spazio sufficiente per ripartire
A lungo son rimasto inchiodato contro
Con il tuo amore terribile davanti a me
Più angosciato che in un incubo
Qualcuno più grande di te m’ha alfine liberato
Tutti gli sguardi piangenti m’inseguivano
E questa fiacchezza contro la quale è impossibile lottare
Corro velocemente verso le iniquità
Verso la forza che i suoi pugni erge come un’arma
Sul mostro che coi suoi artigli m’ha sottratto alla
dolcezza
Lontano dalla stretta molle e dolce delle tue braccia
Me ne vado respirando a pieni polmoni
Attraverso campi attraverso boschi
Verso la città miracolosa dove il mio cuore batte

Pierre Reverdy


e persone che si odiano a vicenda sono costrette a dormire insieme in un letto unico: è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi

La solitudine è come la pioggia.
Si alza dal mare verso sera;
dalle pianure lontane, distanti,
sale verso il cielo a cui da sempre appartiene.
E proprio dal cielo ricade sulla città.
Piove quaggiù nelle ore crepuscolari,
allorché tutti i vicoli si volgono verso il mattino
e i corpi, che nulla hanno trovato,
delusi e affranti si lasciano l’un l’altro;
e persone che si odiano a vicenda sono costrette
a dormire insieme in un letto unico:
è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi.
Rainer Maria Rilke


Lo senti, amore?

Lo senti amore?... Le mani sollevo
ed è nell'aria (lo senti?) un fruscìo.
Entro la solitudine, perviene
come un suono ogni gesto
alle cose che origliano mute.
Lo senti, amore?... Le palpebre inclino
e ti raggiunge un novello fruscìo.
Lo senti, amore?... Ridesto, le schiudo...
Dimmi, perché non ti veggo, amor mio?
D'ogni più lieve mio gesto, rimane
come un'impronta tenace, che appare
nel serico silenzio.
Ogni più labile moto s'incide
entro il velario disteso dell'etere,
imperituro.
Co'l mio respiro, in un ritmo, le stelle,
via per il cielo salendo scendendo,
muovono in danza.
Alle mie labbra l'olezzo dei fiori
giunge qual filtro che immemore bevo,
e riconosco tralucer, per l'ombra,
d'angeli ignoti un lontano accennare.
Questo, e non altro, sognando ripenso ...
Più non mi avveggo, Diletta, di te.

Rainer Maria Rilke


La notte taceva. Sentì che era solo

Perché aveva rifiutato la vita? Perché l’aveva condannata a morire? Sentiva tutta la sua natura morale andare in frantumi. Nell’ombra del muro del parco scorse delle figure sdraiate. Quegli amori venali e furtivi lo riempivano di disperazione. Imprecò alla rettitudine della propria esistenza: sentiva di essere stato escluso dal banchetto della vita. Una sola creatura umana gli aveva dimostrato amore ed egli le aveva negato vita e felicità. La notte taceva. Sentì che era solo.

James Joyce - Un increscioso incidente (Dubliners)


Stanotte rimango con te

“Amore mio”. Meu amor. Ripetere queste due parole per dieci pagine, scriverle ininterrottamente, senza sosta, senza spazi bianchi, prima lentamente, lettera dopo lettera, disegnando le tre colline della M manoscritta, l’anello tenue della E simile a braccia che riposano, il letto profondo di un fiume che si scava nella U, e poi lo sgomento o il grido della A sulle onde del mare, eccole, dell’altra M, e la O che non può essere se non quest’unico nostro sole, e infine la R divenuta casa, o tetto, o baldacchino.

E subito dopo trasformare questo lento disegno in un unico filo tremolante, la traccia di un sismografo, perché le membra rabbrividiscono e si turbano, il mare bianco della pagina, una distesa di luce o un lenzuolo levigato.

“Meu amor, “amore mio”hai detto, e l’ho detto anch’io, spalancandoti la mia porta, e tu sei entrata. Tenevi gli occhi bene aperti venendomi incontro, per vedermi meglio o più di me, e hai posato la borsa per terra. E, prima che ti baciassi, per poterlo dire serenamente, hai detto: “Stanotte rimango con te”.

José Saramago - Manuale di Pittura e calligrafia


Amare ciò che si è perduto lascia confuso questo cuore

Amare ciò che si è perduto
lascia confuso questo cuore.
Nulla può l’oblio
contro l’insensato
appello del No.
Le cose tangibili
divengono insensibili
al palmo della mano.
Ma le cose finite,
molto più che belle,
quelle resteranno.

Carlos Drummond de Andrade


Amore è cugino della morte

Io ti amo perché ti amo.
Non serve che tu sia amante,
e non sempre sai esserlo.
Io ti amo perché ti amo.
Amore è stato di grazia
e non si paga con amore.
Amore si dà gratis
si semina nel vento,
nella cascata, nell’eclissi.
Amore sfugge ai dizionari
e ai regolamenti vari.
Io ti amo perché non amo abbastanza me.
Perché amore non si scambia,
non si coniuga, né si ama.
Perché amore è amore di niente,
felice e forte in se stesso.
Amore è cugino della morte
e della morte vittorioso, per quanto lo uccidano (e uccidono)
ad ogni istante d’amore.

Carlos Drummond de Andrade


Che si ama quando si ama

Che si ama quando si ama, mio Dio: la luce terribile della vita
o la luce della morte? Cosa si cerca, cosa si trova,
che cosa è questo: amore? La donna con la sua voragine, le sue rose, i suoi vulcani
o questo sole infiammato che è il mio sangue furioso
quando entro in lei fino alle ultime radici?
O è tutto un immenso gioco, Dio mio, e non c'è donna
e non c'è uomo ma un solo corpo: il tuo,
diramato in stelle di splendore, in fugaci particole
d'eternità visibile?
Muoio in questo, o Dio, in questa battaglia
d'andare e venire tra loro per le strade, di non poterne amare
trecento alla volta, perché sono condannato per sempre a una sola
a quella, a quell'unica che m'hai dato nel vecchio paradiso.

Gonzalo Rojas


E all’improvviso tu vedi chi sei veramente

Il cielo della pioggia estiva come una radiografia
dove luci e vaghe ombre s’intravedono.
Il bosco silenzioso e neanche un uccello.
Il tuo occhio come una goccia versata sotto le nuvole
ha il riflesso del mondo: luci e ombre vaghe.
E all’improvviso tu vedi chi sei veramente:
estraneo confuso tra l’anima e le nuvole.
Dalla sola sottile membrana di un’immagine
il profondo universo e la tenebra dell’occhio sono scissi.

Lars Gustafsson


La sola cosa che voglio dire brilla fuori dalla mia portata

La primavera giace deserta.
Scuro come il velluto il fossato
si snoda al mio fianco
senza immagini riflesse.
Soli a splendere
sono dei fiori gialli.
Mi porta la mia ombra,
come la sua nera custodia
un violino.
La sola cosa che voglio dire
brilla fuori dalla mia portata
come l’argento
sul banco dei pegni.

Tomas Tranströmer


E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo

E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: NOI RICORDIAMO. 
Ecco dove alla lunga avremo vinto noi. E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tal quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra. 

Ray Bradbury - Fahrenheit 451


giovedì 26 gennaio 2012

perchè la mia follia non può che accrescere il mio amore

La tua immagine abita tra il mio occhio
e la mia palpebra chiusa. Il tuo ricordo
s'insinua in ogni battito
del mio cuore.
Il tuo amore si è trasfuso
dentro le mie ossa;
vi fluisce come la linfa
nel cuore segreto del ramo!
Che passi un solo giorno senza vederti,
il petto mi si stringe
e le lacrime a rivoli continui
mi sgorgano dagli occhi.
Tu che appassionatamente desidero,
sappi che la passione mi possiede
come un padrone lo schiavo,
perchè la mia follia non può che accrescere il mio amore.

Temi il Signore di Misericordia
tu che versi la bevanda della desolazione
rispondi infine alla mia anima
sì, abbi infine pietà.

Le Mille e una Notte


Prendi la direzione del mio vascello Tu, che notte dopo notte percorri Le rotte fedeli del mio sogno

Ora dei naviganti estatici
Sopra mari di basalto e di turchese.
Il vento suona le sue nacchere di rame
E sulla prua della mia nave cade una stella.
Andremo nel paese dei sentieri illuminati
Dal girasole rotante dei sogni:
Prendi la direzione del mio vascello
Tu che conosci i notturni oceani.
La spiaggia del giorno è così lontana
Che ho perfino dimenticato i colori della luce
E non so più come fiorisce il melograno della sera.
Voglio appoggiare la guancia sulla tua mano,
Togliti quell'anello di ametista
Che mi ferisce la tempia, timoniere.
Io ho gettato in mare la collana della vita
E sento che il corpo mi pesa meno di un petalo.
Se ci sorprende la tormenta, che facile
Ti sarà sollevarmi con le braccia e proteggermi contro il tuo petto!
Prendi la direzione del mio vascello
Tu, che notte dopo notte percorri
Le rotte fedeli del mio sogno.

Juana de Ibarbourou



Ma se ci tieni tanto poi baciarmi ogni volta che vuoi.

Quanti cavalli hai tu seduto alla porta
tu che sfiori il cielo col tuo dito più corto
la notte non ha bisogno
la notte fa benissimo a meno del tuo concerto
ti offenderesti se qualcuno ti chiamasse un tentativo.

Ed arrivò un bambino con le mani in tasca
ed un oceano verde dietro le spalle
disse "Vorrei sapere, quanto è grande il verde
come è bello il mare, quanto dura una stanza
è troppo tempo che guardo il sole, mi ha fatto male "

Prova a lasciare le campane al loro cerchio di rondini
e non ficcare il naso negli affari miei
e non venirmi a dire "Preferisco un poeta,
preferisco un poeta ad un poeta sconfitto"

Ma se ci tieni tanto poi baciarmi ogni volta che vuoi.



Parlo della bellezza

Parlo della bellezza.
Non ci si mette a discutere su un vento d’aprile.
Quando lo si incontra ci si sente rianimati.

Ezra Pound


Se potessi

Se potessi fare l’amore con te ogni notte, riuscirei ad affrontare qualsiasi domani.

Lara Zelinskij - Cuori rossi


e mai fu senza fronda il giovinetto aprile

Eppure è bella, anima mia, la vita: non fosse che pei giorni in cui le foglie giocano a quale per la prima spunti sui rami; e tu le vedi, così tenere e trasparenti, che ti s’apron l’ali nel rimirarle. Come puoi del mondo tante cose sapere, e non sapere come fa la fogliuzza a tornar verde entro la scorza, ad affacciarsi, e tutta nova ridere al sol che la richiama? La strada lunga che t’importa, e l’essere strappata alla speranza che più cara ti fu, tradita da chi più fedele credesti, se goder sempre t’è dato di questa gioia? E tu la sai ben certa nel giusto tempo: ché non fu mai l’anno senza vicenda di stagioni, e mai fu senza fronda il giovinetto aprile.

Ada Negri


Allora, cos’è che uccide l’amore?

Grandi quantità d’acqua non possono dissetare l’amore, né possono sommergerlo le inondazioni. Allora, cos’è che uccide l’amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un’altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo. 

Jeannette Winterson - Scritto sul corpo


queste parole ti incitano a una nuova follia

L'illusione è che tu semplicemente
stia leggendo questa poesia.
La realta' è che questa è
più di una
poesia.
Questo è il coltello
di un accattone.
è un tulipano.
è un soldato che marcia
attraverso Madrid. questo sei tu sul tuo
letto di morte.
questo è Li Po che ride
sottoterra.
no, non è una dannata
poesia.
è un cavallo
che dorme.
una farfalla dentro
il tuo cervello.
questo è il circo
del diavolo.
e non la stai leggendo
su una pagina.
è la pagina che legge
te.
la senti? è come un cobra.
è un'aquila affamata
che sorvola la stanza.
questa non è una poesia.
la poesia è barbosa,
ti fa venire sonno.
queste parole ti incitano
a una nuova
follia.
ti ha toccato la grazia,
sei stato spinto
dentro una
abbacinante regione di
luce.
adesso l'elefante
sogna insieme
a te.
la volta dello spazio
curva e ride.
adesso puoi morire.
tu puoi morire adesso come
si doveva morire da uomini:
grande,
vittorioso,
con l'orecchio alla musica,
essendo tu la musica,
che romba,
romba,
romba.

Charles Bukowski


mercoledì 25 gennaio 2012

Guai a colui che, dalle circostanze o dall'illusione, viene indotto ad aggrapparsi al futuro o al passato!

(...) Abbiamo commesso una pazzia: ora lo vedo fin troppo bene. Chi, giunto ad una certa età, vuole realizzare sogni e speranze di gioventù, si inganna sempre, giacchè nell'uomo ogni dieci anni cambia il concetto della felicità, cambiano le speranze e le prospettive. Guai a colui che, dalle circostanze o dall'illusione, viene indotto ad aggrapparsi al futuro o al passato! Abbiamo commesso una pazzia. Dovremmo, per una sorta di scrupolo, rinunciare a ciò che i costumi del nostro tempo non ci vietano? In quante cose l'uomo ritorna sui suoi propositi, sulle sue azioni, e non dovrebbe farlo qui, dov'è in gioco tutto e non un dettaglio, dove si tratta non di questa o di quella condizione di vita, bensì della vita in tutto il suo complesso? (...)
Johann Wolfgang von Goethe - Le affinità elettive


Ti domandi se mi sento sola

Ti domandi se mi sento sola:
Ok allora, si', mi sento sola
come un aereo vola solo e orizzontale
sulla sua onda radio, puntando
oltre le Montagne Rocciose
verso le piste recinte di blu
di un aeroporto sull'oceano
Mi vuoi chiedere, mi sento sola?
Bene, certo, sola
come una donna che attraversa il paese guidando
giorno dopo giorno, lasciandosi dietro
miglio dopo miglio
piccole citta' dove avrebbe potuto fermarsi
a vivere e morire, da sola
Se mi sento sola
dev'essere la solitudine
di svegliarsi per prima, di respirare
il primo respiro freddo dell'alba sulla città
di essere l'unica che e' sveglia
in una casa avvolta nel sonno
Se mi sento sola
è come la barca chiusa nel ghiaccio della riva
nell'ultima luce rossa dell'anno
che sa che cos'e', che sa che non e'
ghiaccio ne' fango ne' luce d'inverno
ma legno, con quel dono di poter bruciare

Adrienne Rich


Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno

Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma
Che posso fare con una parola e con una mitologia?
Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli.
I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome.
I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
Sfogliando l'Atlante progetto la forma di Sumatra.
Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c'è un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l'Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.
Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l'amore che non ha né possessore né posseduta, ma entrambi si donano.
Sia lodato l'incubo che ci rivela che possiamo creare l'inferno.
Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.
Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c'è nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole sta inventandole.


Jorge Luis Borges


Non aspettarti nulla

Non ci sarà sortita. Tu sei dentro
e la fortezza è pari all'universo
dove non è diritto né rovescio
né muro esterno né segreto centro.
Non sperare che l'aspro tuo cammino
che ciecamente si biforca in due,
che ciecamente si biforca in due,
abbia fine. E' di ferro il tuo destino,
così il giudice. Non attender l'urto
del toro umano la cui strana forma
plurima colma d'orrore il groviglio
dell'infinita pietra che s'intreccia.
Non esiste. Non aspettarti nulla.
Neanche nel nero annottare la fiera.

Jorge Luis Borges


Trasalire dei sensi - con le vele

Nel sonno incerto sogno ancora un poco.
E' forse giorno. Dalla strada il fischio
di un pescatore e la sua voce calda.
A lui risponde una voce assonnata.
Trasalire dei sensi - con le vele,
fuori, nel vento? - Io sogno ancora un poco.

Sandro Penna



martedì 24 gennaio 2012

a eterna vista

"vedete, io l'amavo. Era amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista"

Vladimir Nabokov


com'è strano per il cuore essere senza amore

Svegliarsi, e udire un gallo
in lontananza gridare,
tirare le tendine
e vedere le nuvole volare -
com'è strano
per il cuore essere senza amore,
come queste cose.

Philip Larkin


Poesia tardiva che non riesci a dire la metà di quel che sai

Dev’esserci un colore da scoprire, un recondito accordo di parole
Dev’esserci una chiave per aprire nel muro smisurato questa porta
Dev’esserci un’isola più a sud, una corda più tesa e vibrante
Un altro mare che nuota in un altro blu
Un’altra intonazione più cantante
Poesia tardiva che non riesci a dire la metà di quel che sai
Non taci quando puoi, non sconfessi questo corpo casuale e inadeguato

Josè Saramago


Oggi il mio petto è arido come una stella spenta

Il mio cuore oppresso
con l'alba avverte
il dolore del suo amore e il sogno delle lontananze.
La luce dell'aurora porta
rimpianti a non finire
e tristezza senza occhi
del midollo dell'anima.
Il sepolcro della notte
distende il nero velo
per nascondere col giorno
l'immensa sommità stellata.
Che farò in questi campi
cogliendo nidi e rami,
circondato dall'aurora
e con un'anima carica di notte!
Che farò se con le chiare luci
i tuoi occhi sono morti
e la mia carne non sentirà
il calore dei tuoi sguardi!
Perchè per sempre ti ho perduta
in quella chiara sera?
Oggi il mio petto è arido
come una stella spenta

Federico Garcia Lorca



adorare quell'unico mito che è il tuo amore di donna

Vivere insieme
in una notte che si perde
senza il ghiaccio dei tormenti notturni,
mano nella mano,
sicuri che l'alba sia ancora lontana,
e sentire lo scroscio dell'acqua
che cela nel lavandino
le mille arcane parole
di un vivere quotidiano.
Domani il cuore si aprirà alla vita
ed entreranno miriadi di giorni
come una selva di pellegrini
ad adorare quell'unico mito
che è il tuo amore di donna.

Alda Merini




lunedì 23 gennaio 2012

stenditi accanto a me, toccami e coprimi con tutti i tessuti stellati della luce e dell'ombra e chiudi i tuoi occhi allora perché io dorma

A te, amore, questo giorno
lo consacro a te.
Nacque azzurro, con un'ala
bianca in mezzo al cielo.
Giunse la luce
all'immobilità dei cipressi.
Esseri minuscoli
sbucarono sull'orlo di una foglia
o sulla chiazza del sole su una pietra.
E il giorno rimarrà azzurro
finché entrerà la notte come un fiume
e farà tremare l'ombra con le sue acque azzurre.
A te, amore, questo giorno.
Non appena, da lontano, dal sogno,
l'ho presagito e non appena
mi ha sfiorato il suo tessuto
di rete incalcolabile
ho pensato: è per lei.
Fu un battito d'argento,
fu un pesce azzurro che volava sul mare,
fu un contatto di sabbie abbaglianti,
fu il volo d'una freccia
che tra il cielo e la terra
attraversò il mio sangue
e come un raggio accolsi nel mio corpo
lo straripante splendore del giorno.
È per te, amore mio.
Io dissi: è per lei.
Questa veste è sua.
Il lampo azzurro che si fermò
sull'acqua e sulla terra
lo consacro a te.
A te, amore, questo giorno.
Come una coppa elettrica
o una corolla d'acqua tremante,
alzalo nelle tue mani,
bevilo con gli occhi e con la bocca,
riversalo nelle tue vene perché arda
la stessa luce nel tuo sangue e nel mio.
Io ti do questo giorno
con tutto quel che potrà portare:
le uve trasparenti di zaffiro
e la ventata rotta
che porta alla tua finestra
le sofferenze del mondo.
Io ti do tutto il giorno.
Con lo splendore e la sofferenza faremo
il pane della nostra vita,
senza rifiutare quanto porterà il vento
e non coglieremo solo la luce del cielo
ma anche le aspre cifre
dell'ombra sulla terra.
Tutto ti appartiene.
Tutto questo giorno con il suo grappolo azzurro
e la lacrima segreta di sangue
che tu troverai sulla terra.
E non ti accecherà il buio
né la luce abbagliante:
di questo intrigo umano
sono fatte le vite
e di questo pane dell'uomo mangeremo.
E il nostro amore fatto di luce oscura
e d'ombra raggiante
sarà come questo giorno vincitore
che entrerà come un fiume
di splendore nel cuore della notte.
Prendi questo giorno, amata.
Tutto questo giorno è tuo.
Lo do ai tuoi occhi, amore mio,
lo do al tuo petto;
te lo lascio tra le mani e tra i capelli,
come un ramo celeste.
Te lo do perché ti faccia una veste
d'argento azzurro e d'acqua.
Quando arriverà
la notte che questo giorno inonderà
con la sua sete tremante,
stenditi accanto a me,
toccami e coprimi
con tutti i tessuti stellati
della luce e dell'ombra
e chiudi i tuoi occhi allora
perché io dorma.

Pablo Neruda


Qui le più fragili mie foglie

Qui le più fragili mie foglie, eppure quelle che dureranno più a lungo,
Qui velo e celo i miei pensieri che non mi piace rivelare,
Eppure essi mi rivelano più di ogni altra mia poesia.

Walt Whitman


ed è in questa quiete assurda di me e di tutto che penso a te

Penso a te nel silenzio della notte, quando tutto è nulla,
e i rumori presenti nel silenzio sono il silenzio stesso,
allora, solitario di me, passeggero fermo
di un viaggio senza Dio, inutilmente penso a te.
tutto il passato, in cui fosti un momento eterno,
è come questo silenzio di tutto.
tutto il perduto, in cui fosti quel che più persi,
è come questi rumori,
tutto l'inutile, in cui fosti quel che non doveva essere,
è come il nulla che sarà in questo silenzio notturno.
ho visto morire, o sentito che morirono,
quanti amai o conobbi,
ho visto non saper più nulla di quelli che un po' andarono
con me, e poco importa se fu un'ora o qualche parola;
o un passeggio emotivo e muto,
e il mondo oggi per me è un cimitero di notte,
bianco e nero di tombe e alberi e di estraneo chiardiluna
ed è in questa quiete assurda di me e di tutto
che penso a te.

Fernando Pessoa


venerdì 20 gennaio 2012

Tu mi sei nota dall’antichità

Tutta la tua struttura, bella mia,
Tutta la tua sostanza mi va a genio,
Tutto in te anela a diventare musica,
Tutto domanda d’esser messo in rima.
Nelle rime però muore il destino,
E il disaccordo delle sfere irrompe,
Da verità, nel nostro microcosmo.
La rima non è replica di versi,
Ma contromarca presa al guardaroba,
Biglietto per un posto alle colonne
Nel rombo eterno di radici e viscere.
Nelle rime respira quell’amore
Che qui fuoriesce con difficoltà,
Davanti a cui si aggrottano le ciglia,
E fa arricciare il naso alla radice.
La rima non è replica di versi:
Ma permesso d’ingresso, per scambiare
Come un mantello contro una piastrina,
Il pesante fardello dei mali,
La paura del chiasso e del peccato
Con la sonora lamina del verso.
Tutta la tua sostanza, bella mia,
Tutta, bellezza mia, la tua struttura
Toglie il respiro e pungola al cammino,
E trascina a cantare, e dà delizia.
Ti cantò nei suoi marmi Policleto.
Le tue leggi già furon promulgate.
Le tue leggi si pèrdono nei secoli:
Tu mi sei nota dall’antichità.

Boris Pasternak


Lo stagno dice

Lo stagno dice:
avessi avuto mani e voce,
come ti avrei amato, come t'avrei cullato.
Sono tutti avidi, sai, son sempre ammalati
e le vesti altrui strappano
per farsene bende.
Io, invece, non ho bisogno di niente:
già, tenerezza - ecco la guarigione.
Poserei le mie mani sul tuo grembo,
come una docile fiera,
e come cielo scenderei
dall'alto in forma di voce.

Olga Sedakova


e noi nasciamo e rinasciamo e nasciamo ancora sublimando ogni istante in un sospiro

Povero corpo, coperto da ferite
se da bisturi o del tempo
non importa.
Povera anima nella quale noi tanto soffriamo
non sapendone il perché
voragine di dolore che toglie il fiato.
E lo spirito immenso, che ci compenetra e ci vince
e noi nasciamo e rinasciamo e nasciamo ancora
sublimando ogni istante in un sospiro.
Con il sorriso o la tristezza in volto
noi sognamo, ignari, un’altra vita.

Elena Wolkonskj


Un corpo per passare la mia vita ad amarti

Ti guardo e il sole cresce
Presto ricoprirà la nostra giornata
Svegliati cuore e colori in mente
Per dissipare le pene della notte

Ti guardo tutto è spoglio
Fuori le barche hanno poca acqua
Bisogna dire tutto con poche parole
Il mare è freddo senza amore

E’ l’inizio del mondo
Le onde culleranno il cielo
E tu vieni cullata dalle tue lenzuola
Tiri il sonno verso di te
Svegliati che io segua le tue tracce
Ho un corpo per attenderti per seguirti
Dalle porte dell’alba alle porte dell’ombra
Un corpo per passare la mia vita ad amarti

Un corpo per sognare al di fuori del tuo sonno.

Paul Eluard


Il tuo non esserci è già caldo di te

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma sono per amore tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.

Rainer Maria Rilke


ma a che serve la luce?

Lo scandalo del contraddirmi, dell'essere
con te e contro te; con te nel cuore,
in luce, contro te nelle buie viscere;
del mio paterno stato traditore
- nel pensiero, in un'ombra di azione -
mi so ad esso attaccato nel calore
degli istinti, dell'estetica passione;
attratto da una vita proletaria
a te anteriore, è per me religione
la sua allegria, non la millenaria
sua lotta: la sua natura, non la sua
coscienza; è la forza originaria
dell'uomo, che nell'atto s'è perduta,
a darle l'ebbrezza della nostalgia,
una luce poetica: ed altro più
io non so dirne, che non sia
giusto ma non sincero, astratto
amore, non accorante simpatia...
Come i poveri povero, mi attacco
come loro a umilianti speranze,
come loro per vivere mi batto
ogni giorno. Ma nella desolante
mia condizione di diseredato,
io possiedo: ed è il più esaltante
dei possessi borghesi, lo stato
più assoluto. Ma come io possiedo la storia,
essa mi possiede; ne sono illuminato:
ma a che serve la luce?

Pier Paolo Pasolini


Dappertutto è il solito vaniloquio filosofico

Tutti parlano di teorie, di dottrine, di religioni, insomma di astrazioni;
nessuno di qualcosa di vivo, di vissuto di diretto.
La filosofia e il resto sono attività derivate, astratte nel peggior senso della parola.
Qui tutto è esangue. Il tempo si converte in temporalità, ecc.
Un ammasso di sottoprodotti.
D’altro canto gli uomini non cercano più il senso della vita partendo dalle loro esperienze, ma muovendo dai dati della storia o di qualche religione.
Bisogna cercare tutto in se stessi, e se non si trova ciò che si cerca, ebbene, si deve lasciar perdere.
Quello che mi interessa è.la.mia.vita.
Per quanti libri sfogli, non trovo niente di diretto, di assoluto, di insostituibile.
Dappertutto è il solito vaniloquio filosofico.

Emile Cioran - (da Quaderni 1957-1972)


Non dire mai “ti Amo”

Non dire mai “ti Amo”
se davvero non è quello che hai dentro
Non parlare mai di sentimenti
se non sono in te
Non tenere mai la mia mano
se stai per spezzare il mio cuore
Non dire mai che “lo farai”
se non hai intenzione di fare il primo passo
Non guardare mai nei miei occhi
se tutto ciò che fai è mentire
Non dire mai “ciao”
se ciò che intendi dire è “addio”
Se davvero intendi “per sempre”
di che per davvero lo farai
Non dire mai “per sempre”
perchè “per sempre” mi farà piangere

Virginia Anne Weathers


giovedì 19 gennaio 2012

... prese tra le mani il volto di quell’uomo

Immobile, con la lanterna spenta in mano, Elisewin sentiva il proprio nome arrivarle da lontano, mescolato al vento e al fragore del mare. Nel buio, davanti a se, vedeva incrociarsi le piccole luci di tante lanterne, ognuna sperduta in un suo viaggio sull'orlo della burrasca. Non c'erano,nella sua mente, né inquietudine, né paura. Un lago tranquillo le era esploso, tutt'a un tratto, nell'anima. Aveva lo stesso suono di una voce che conosceva. 

Si voltò e lentamente tornò su i suoi passi. Non c'era più vento, non c'era più notte, non c'era più mare, per lei. Andava e sapeva dove andare. Questo era tutto. Sensazione meravigliosa. Di quando il destino finalmente si chiude, e diventa sentiero distinto, e orma inequivocabile, e direzione certa. Il tempo interminabile dell'avvicinamento. Quell'accostarsi. Si vorrebbe non finisse mai. Il gesto di consegnarsi al destino. Quella é un'emozione. Senza piu' dilemmi, senza più menzogne. Sapere dove. E raggiungerlo. 

Qualunque sia il destino. 

Camminava- ed era la cosa più bella che aveva mai fatto. 

Vide la locanda di Almayer avvicinarsi. Le sue luci. Lasciò la spiaggia, arrivò sulla soglia, entrò e chiuse dietro di se quella porta da cui, insieme agli altri, chissà quanto tempo prima, era uscita di corsa, senza ancora nulla sapere. 

Silenzio. 

Sul pavimento di legno, un passo dopo l'altro. granelli di sabbia che scricchiolano sotto i piedi.In un angolo, per terra il mantello caduto a Plasson nella fretta di corrersene via. 

Nei cuscini, sulla poltrona, l'orma del corpo di madame Deverià, come si fosse appena alzata. E al centro della stanza, in piedi, immobile, Adams. Che la guarda. 

Un passo dopo l'altro, fino ad arrivargli vicino. E dirgli: 

-non mi farai del male, vero? 

Non le farà del male, vero? 

-No. 

No. 

Allora 

Elisewin 

prese 

tra le mani 

il volto 

di quell'uomo, 


lo baciò. 

Nelle terre di Carewall, non smetterebbero mai di raccontare questa storia. Se solo la conoscessero. Non smetterebbero mai. Ognuno a modo suo, ma tutti continuerebbero a raccontare di quei due e di un'intera notte passata a restituirsi la vita, l'un l'altra, con le labbra e con le mani, una ragazzina che non ha visto nulla e un uomo che ha visto troppo, uno dentro l'altra - ogni palmo della pelle é un viaggio, di scoperta, di ritorno nella bocca di Adams a sentire il sapore del mondo, sul seno di Elisewin a dimenticarlo - nel grembo di quella notte stravolta, nera burrasca, lapilli di schiuma nel buio, onde come cataste franate, rumore, sonore folate, furiose di suono e velocità, lanciate sul pelo del mare, nei nervi del mondo, oceano mare, colosso che gronda, stravolto - sospiri, sospiri nella gola di Elisewin - velluto che vola - sospiri ad ogni passo nuovo in quel mondo che valica monti mai visti e laghi di forme impensabili - sul ventre di Adams il peso bianco di quella ragazzina che dondola musiche mute - chi l'avrebbe mai detto che baciando gli occhi di uomo si possa vedere così lontano- accarezzando le gambe di una ragazzina si possa correre così veloce e fuggire-fuggire da tutto - vedere lontano - venivano dai due più lontani estremi della vita, questo é stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l'universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo é incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo é il meraviglioso - questo continuerebbero a raccontare , per sempre, nelle terre di Carewall, perché nessuno possa dimenticare che non si é mai lontani abbastanza per trovarsi, mai - lontani abbastanza - per trovarsi - lo erano quei due, lontani, più di chiunque altro e adesso - grada la voce di Elisewin, per i fiumi di storie che forzano la sua anima, e piange Adams, sentendole scivolare via, quelle storie, alla fine, finalmente, finite - forse il mondo é una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano - e nemmeno é amore, questo é stupefacente, ma é mani, e pelle, labbra, stupore, sesso, sapore - tristezza, forse - perfino tristezza - desiderio - quando lo racconteranno non diranno la parola amore- mille parole diranno, taceranno amore - tace tutto, intorno, quando d'improvviso Elisewin sente la schiena spezzarsi e la mente sbiancare, stringe quell'uomo dentro, gli afferra le mani e, vedi, non morirà.

Alessandro Baricco - Oceano Mare


Ubriacatevi senza smettere! Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.

Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: È l'unico problema.
Per non sentire l'orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriacate senza tregua.
Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull'erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all'onda alla stella all'uccello all'orologio,
a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta
a tutto ciò che parla, domandate che ora è;
Ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno
"È l'ora di ubriacarsi!"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.

Charles Baudelaire


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