La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 11 gennaio 2012

E nei nostri corpi un cielo abbraccia una terra

La notte si accomoda dove sei tu. La tua notte è di lillà. Ogni tanto un segno scappa dai raggi delle tue fossette, infrange la coppa di vino e accende la luce delle stelle. La tua notte è la tua ombra, una terra leggendaria per l'uguaglianza tra i nostri sogni. Io non sono il viaggiatore né il residente della tua notte di lillà, sono colui che un giorno fu me. Ogni volta che la notte si dissipa in te, intuisco il vacillare del tuo cuore: non se ne soddisfa l'essere, né l'anima. E nei nostri corpi un cielo abbraccia una terra. E sei tutta la tua notte… Una notte che risplende come l'inchiostro dei pianeti. Una notte, a detta della notte, che striscia nel mio corpo indolente come la sonnolenza delle volpi. Una notte che trasuda un mistero luminoso sulla mia lingua. E più si precisa, più temo il domani nel pugno della mano. Una notte che scruta se stessa, sicura e rassicurata dalla propria infinitezza, appena sfiorata dal suo specchio e dai canti degli antichi pastori per l'estate di imperatori malati d'amore. 

Mahmud Darwish


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