La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 13 gennaio 2012

pensa ai primi invitanti accordi di una musica, il primo fiero attacco dei violini, poi il suono dei corni, e poi sii grato per come la mente può danzare in mezzo e attorno e sotto le parole

Pensa a una delicata morbidezza. Pensa a una nuvola,
non per quello che è, vapore e aria, ma per come
l'immaginazione la domina, la nomina, la trattiene
in bilico sull'orlo della mente. Pensa a un passerotto,
non ancora capace di buttarsi nel volo ma che confida
nella spinta e nello slancio di chi l'ha generato. Osserva
le sfumature di pastello, l'opale dei soli al tramonto,
e come gli alberi si oscurano in ogni trama
e ombra di verde. Pensa al primo timido amore
che non osa dire quello che pensa di vedere ma aspetta
in un librarsi felice, non ancora nel fondo del desiderio.
Pensa alla gioia concreta di un bimbo sulla spiaggia
non ancora diviso dal luogo da dove guada o come
si incolla alle conchiglie o le scaglia di nuovo in una
pozza della roccia.
Pensa ai quadri e alle loro decise trasformazioni,
ritratti che calmano il volto congestionato di un uomo
o una donna che si contempla in uno specchio. E infine,
pensa ai primi invitanti accordi di una musica,
il primo fiero attacco dei violini, poi il suono dei corni,
e poi sii grato per come la mente può danzare
in mezzo e attorno e sotto le parole e rallegrati
e sappi che questo non è un caso.

Elizabeth Jennings


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