La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 20 gennaio 2012

Tu mi sei nota dall’antichità

Tutta la tua struttura, bella mia,
Tutta la tua sostanza mi va a genio,
Tutto in te anela a diventare musica,
Tutto domanda d’esser messo in rima.
Nelle rime però muore il destino,
E il disaccordo delle sfere irrompe,
Da verità, nel nostro microcosmo.
La rima non è replica di versi,
Ma contromarca presa al guardaroba,
Biglietto per un posto alle colonne
Nel rombo eterno di radici e viscere.
Nelle rime respira quell’amore
Che qui fuoriesce con difficoltà,
Davanti a cui si aggrottano le ciglia,
E fa arricciare il naso alla radice.
La rima non è replica di versi:
Ma permesso d’ingresso, per scambiare
Come un mantello contro una piastrina,
Il pesante fardello dei mali,
La paura del chiasso e del peccato
Con la sonora lamina del verso.
Tutta la tua sostanza, bella mia,
Tutta, bellezza mia, la tua struttura
Toglie il respiro e pungola al cammino,
E trascina a cantare, e dà delizia.
Ti cantò nei suoi marmi Policleto.
Le tue leggi già furon promulgate.
Le tue leggi si pèrdono nei secoli:
Tu mi sei nota dall’antichità.

Boris Pasternak


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