La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 23 febbraio 2012

E sebbene tu palpiti in ciò che è più vicino, io devo credere -solo perchè il tuo corpo non si vede- nella vaga finzione di essere solo

Sono così convinto
della tua traspresenza in ciò che vivo
che la luce, la pioggia e il cielo sono
le forme in cui ti schivi,
vaga interposizione fra te e te,
che non sono mai solo
se la luce del giorno mi sembra la tua anima,
o quando illuminandosi le stelle
mi raccontano cose che tu pensi.
Quella goccia di pioggia
che cade sulla carta
non è una macchia livida, fiorita dall’azzardo,
quanto una vaga e diffusa violetta
che tu mi invii dall’aprile che vivi.
E poi, quando i contatti della notte,
massa di oscurità, solida massa,
vento, rumori, giungono e mi toccano
rimango immensamente
stupito di vedere
che il braccio che tendo non ti stringe,
e che ancora ti ostini
a non mostrarti tutta
vicina come sei , dietro a ogni cosa.
E sebbene tu palpiti
in ciò che è più vicino, io devo credere
-solo perchè il tuo corpo non si vede-
nella vaga finzione di essere solo

Pedro Salinas


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