La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 30 marzo 2012

Perché devi restituirmi l’anima; senza di lei sto uccidendo la carne

Pensavo che la tua lettera fosse tutto quanto potessi desiderare; mi hai offerto la tua immagine e io l’ho trasformata in racconti e poesie; ne ho parlato a tutti per un po’, raccontando che si trattava di una statua di bronzo, un fanciullo di bronzo con un delfino, che si teneva in equilibrio d’inverno nei nostri giardini con la neve sulla faccia, che io ripulivo la notte quando andavo a trovarlo.

Ho fatto indossare diverse maschere alla tua immagine e abbiamo giocato insieme ogni notte e nei miei sogni. Ho preso la tua maschera e l’ho messa su altre facce che sembrava potessero conoscerti quando avevo bevuto. [...]

Bisogna che tu faccia ancora questa cosa per me. Distruggi la tua immagine, e strappamela via di dosso. Bisogna che tu mi dica con parole molto precise e concrete che non sei disponibile, che non mi vuoi da te a Parigi tra qualche settimana e che io non ti devo chiedere di venire in Italia con me o di salvarmi dalla morte. Penso che potrò vivere in questo mondo per il tempo che mi tocca e imparerò lentamente a non piangere la notte, se solo tu farai quest’ultima cosa per me. Per favore, scrivimi una sola, semplice frase definitiva, del genere che una donna possa capire; uccidi la tua immagine e la speranza e l’amore che le offro, che mi tengono congelata nel paese dei morti di bronzo, perché è sempre più faticoso liberarmi di quel tiranno astratto che si chiama Richard che, in quanto astratto, è molto più di quel che è nel mondo reale… Perché devi restituirmi l’anima; senza di lei sto uccidendo la carne.

Sylvia Plath - Lettera a Richard Sasson - Diari


Ma vorrei che parlassero fra loro e non a me

Nessuno mi aveva mai detto che il dolore assomiglia tanto alla paura. Non che io abbia paura: la somiglianza è fisica. Gli stessi sobbalzi dello stomaco, la stessa irrequietezza, gli sbadigli. Inghiotto in continuazione.

Altre volte è come un’ubriacatura leggera, o come quando si batte la testa e ci si sente rintronati. Tra me e il mondo c’è una sorta di coltre invisibile. Fatico a capire il senso di quello che mi dicono gli altri. O forse, fatico a trovare la voglia di capire. È così poco interessante. Però voglio avere gente intorno. Ho il terrore dei momenti in cui la casa è vuota. Ma vorrei che parlassero fra loro e non a me.

Clive Staples Lewis - Diario di un dolore


Scrivimi come stai, dall'inizio alla fine, sei origine e polvere magica

Scrivimi una lettera fra tanto tempo. Scrivimela a mano, con la tua calligrafia. Prova a mandarmi tanti pezzi di cuore. Scrivimi come stai, dall'inizio alla fine, sei origine e polvere magica. Oppure non scrivere niente, mandami la busta vuota con dentro la tua anima ed io senza scriverti niente, ovunque sarò ti risponderò e tu saprai sempre riconoscerti nelle mie parole, solo tue.
C’è un bacio sul tavolo, me l’hai lasciato qui.
E ricordati non sempre ma spesso una cosa. 
La tua vita può vedere tutti i miei desideri perché i miei desideri hanno l’altezza dei tuoi occhi.

Massimo Bisotti


Tu devi credermi, io sarei felice se sorrisi mandassero i tuoi occhi

Tu devi credermi, io sarei felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi
quando stasera dovrai ricucire
ciò che le mie mani ti hanno strappato.
Quelle mani che finora io sentivo
essere vuote senza i tuoi seni.
Tu devi credermi, io sarei felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi.
Quando poi starai per addormentarti,
il tuo sonno sia come quello di un re
che ha riconquistato il proprio castello
svettante sulla cima di una rupe.
Tu devi credermi, io sarei felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi.

Jaroslav Seifert


io sto a malapena In punta di fiato facile come un passo semplice come il volarmi lontano dal cuore

Dove l’onda tonda nel costato
risacca leggera
io sto a malapena
In punta di fiato.


Ho perso i miei confini
in un attimo breve
l’invalicabile era
-d’improvviso-
facile come un passo
semplice come il volarmi
lontano dal cuore
la tua lunga coda di gazza.

Romina Capo


Per trovarmi, Poesia, mi cercai in te

Per trovarmi, Poesia,
mi cercai in te:
stella d’acqua che si sfalda,
l’essere mio s’annegò.
Per cercarti, Poesia,
feci naufragio in me.
Poi presi a cercarti, per
fuggire da me:
oh quel folto di riflessi
in cui mi perdei!
E quando feci ritorno
quello che trovai fu
lo stesso volto perduto
nella stessa nudità,
le stesse acque specchianti
alle quali non berrò
e alle sponde dello specchio
me stesso morto di sete.

Octavio Paz


se giungo da tenebre feroci, fate che trovi intatto ogni confine!

Ah, non fate che il sole mi sorprenda
coi suoi giubili pieni
né mostratemi parchi
gioiosamente in crescita di voce.
Nascondetemi i fiori,
i fedeli sorrisi dei fanciulli,
gli amorosi convegni.
Sospendete la musica e la danza:
se giungo da tenebre feroci,
fate che trovi intatto ogni confine!

Alda Merini


e lasci l'impronta dell'amore in questo cuore arato

Grazie per la parola
che ancora accendi nel mio cuore,
per quel raggio che dal bene
hai ricevuto in dono
e che nel mio abbandono
lasci che nasca
come fosse grano in un deserto,
per quella tua bellezza,
per l'orma divina del tuo sguardo,
per quella tua dolcezza che vorrei baciare
come se bacia l'innocenza,
inginocchiato davanti alla tua anima
quando una lieve ombra
la lascia affiorare sulla carne,
per quello che chiami il tuo peccato,
per il tremore che turba la tua voce
quando mi dici l'indicibile
e lasci l'impronta dell'amore
in questo cuore arato.

Roberto Carifi


Così i tuoi occhi sono la notte e il giorno, la mia fuga nei sogni e il mio ritorno. Se non fossero lì, custodi del silenzio, chi mai difenderebbe il labile confine che sta tra il sonno e la mia fine?

Cos'è, creatura amata,
questa luce arata dal destino,
la trasparenza dove continuo a vederti,
che inchioda la mia anima al tuo viso?
Lo bacio nell'assenza, l'accarezzo
come nei sogni si sfiora il nostro desiderio,
quello che nella veglia si sottrae.
Se chiudo gli occhi
e vorrei soffocarmi nel cuscino
i tuoi si accampano nel sonno
e in questa specie di morte fanno il nido.
Al mio risveglio li ritrovo,
principio della luce.
Così i tuoi occhi
sono la notte e il giorno,
la mia fuga nei sogni e il mio ritorno.
Se non fossero lì, custodi del silenzio,
chi mai difenderebbe il labile confine
che sta tra il sonno e la mia fine?

Roberto Carifi


Eppure i porcospini hanno bisogno di stare vicini per scaldarsi a vicenda. Da questa contraddizione nasce il dilemma

Il dilemma del porcospino afferma che tanto più due esseri si avvicinano tra loro, molto più probabilmente si feriranno uno con l’altro. Ciò viene dall’idea che i porcospini possiedono aculei sulla propria schiena. Se si avvicinassero tra loro, i propri aculei finirebbero col ferire entrambi. Questo è in analogia con le relazioni tra due esseri umani. Se due persone iniziassero a prendersi cura e a fidarsi l’uno dell’altro, qualsiasi cosa spiacevole che accadesse ad uno di loro ferirebbe anche l’altro, e le incomprensioni tra i due potrebbero causare problemi ancora più grandi. 
Eppure i porcospini hanno bisogno di stare vicini per scaldarsi a vicenda. Da questa contraddizione nasce il dilemma.

Arthur Schopenhauer


Non è elemosina che umili, nè cosa data senza scopo. È perchè le ponga la fanciulla dove il seno accenna

Sul ciglio verde della strada
le margherite sono mie.
Già ho l'anima stanca -
non di questo: ma di Dio.
Se Dio me la volesse dare
dovrebbe trovare il modo...
La strada di qua del fossato
ha margherite sul ciglio.
Se le voglio, le colgo e sto
attento nel dividerle
ognuna che ne vedo e raccolgo
dà un tenue schiocco al distacco.
Sono margherite a iosa
alla vista tutte uguali
e appena vi si mettono gli occhi
si porge la mano per riceverle.
Non è elemosina che umili,
nè cosa data senza scopo.
È perchè le ponga la fanciulla
dove il seno accenna.
Le colsi ai margini del campo
per portarle alla fanciulla...
Nè mi mostra il piacere
di uno sguardo nel vedermi...
È così il mio destino.
Le tolsi da ove bene stavano
Solo per darle alla fanciulla, -
E non ringraziò nessuno.

Fernando Pessoa


le sue membra con il respiro della vita fluivano nell’armonia divina di una linea sempre continua

Alla creazione della terra
il Piacere, la nascita più divina,
si levò dal suolo del Paradiso,
avvolta in dolci e selvagge melodie,
come un’esalazione che sale in spire
al suono dell’aria che soffia lieve
attraverso i pini eolii, che sono
ombra e riparo per il lago
donde si alza tenera e lenta;
le sue membra con il respiro della vita
fluivano nell’armonia divina
di una linea sempre continua
che avvolgeva la sua forma perfetta
di una bellezza calda e luminosa.

Percy Bysshe Shelley


È proibito

È proibito piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.
È proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.
È proibito non mostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.
È proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.
È proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.
È proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.
È proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perchè le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.
È proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle sue mani.
È proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento
per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che ciò che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo può togliere.
È proibito non cercare la tua felicità,
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.

Alfredo Cuervo Barrero


giovedì 29 marzo 2012

la sua luminosità completa coi tuoi occhi ogni stella sconfinata

Amore è l'eterno unico dio
che disse sia questa terra gaia e grande
perfino una cosarella tutta triste
l'uomo, può solcare la sua potente brevità
per l'amore inizio significa ritorno
mari che cantano così fondi e forti
un'onda imbizzarrita spumeggiando si struggerà
da ogni ultima sponda tornando a riva piccola
in modo così perfetto furono i cieli
in misericordioso amore sospirati,
la sua luminosità completa coi tuoi occhi
ogni stella sconfinata

Edward Estlin Cummings


Sono colui che ha veduto un istante

Probabilmente
non sei più chi sei stata
ed è giusto che così sia.
Ha raschiato a dovere la carta a vetro
e su noi ogni linea si assottiglia.
Pure qualcosa fu scritto
sui fogli della nostra vita.
Metterli controluce è ingigantire quel segno,
formare un geroglifico più grande del diadema
che ti abbagliava.
Non apparirai più dal portello
dell'aliscafo o da fondali d'alghe,
sommozzatrice di fangose rapide
per dare un senso al nulla. Scenderai
sulle scale automatiche dei templi di Mercurio
tra cadaveri in maschera,
tu la sola vivente,
e non ti chiederai
se fu l'inganno, fu scelta, fu comunicazione
e chi di noi fosse il centro
a cui si tira con l'arco dal baraccone.
Non me lo chiedo neanch'io. Sono colui
che ha veduto un istante e tanto basta
a chi cammina incolonnato come ora
avviene a noi se siamo ancora in vita
o era un inganno crederlo. Si slitta.

Eugenio Montale


Adesso mi è chiaro che non abbiamo fatto altro che muoverci l’uno verso l’altra, verso quei quattro giorni, per tutta la vita

Io faccio di tutto per trovare il modo di stare insieme a te, però mi rendo conto che le nostre strade sono separate. Ma poi guardo attraverso l’obiettivo della mia macchina fotografica e vedo te, comincio a scrivere un articolo e all’improvviso mi ritrovo a scrivere a te. Adesso mi è chiaro che non abbiamo fatto altro che muoverci l’uno verso l’altra, verso quei quattro giorni, per tutta la vita…

I Ponti di Madison County


La felicità è fuori dalla felicità

La felicità è fuori dalla felicità. Non c'è felicità se non con consapevolezza. Ma la consapevolezza della felicità è infelice, perché sapersi felice è sapere che si sta attraversando la felicità e che si dovrà subito lasciarla. Sapere è uccidere, nella felicità come in tutto.

Fernando Pessoa


La capacità di muoversi con l’impossibilità di fermarsi

Vorrei prenderla per mano e portarla via. lontana dal suo dolore, dal suo senso di colpa (..), lontana dalla sua paura di rimanere sola, nella sua scatola di vetro dove tutti continuano a ripeterle che è un angelo, quando lei dell’angelo pensa di non avere proprio niente (..). Quello che immagino di questa donna è che viva dentro una regola che si è imposta, difficile da indovinare tanto sembra libera. Eppure sento che la sua propensione a scardinarla è come la mia. Tutti hanno sempre pensato di me che ero un uomo libero perché così portato per i viaggi, confondendo la libertà con la fuga. La capacità di muoversi con l’impossibilità di fermarsi.

Federica De Paolis - Ti ascolto


Come un olio nero la tua assenza

Come un olio nero la tua assenza invadendo i mobili, i vestiti, lo specchio
gli occhi dei mie gatti, ogni lettera
d’ogni riga d’ogni pagina d’ogni libro,
e più sotto alla ferita, niente,
solo la morta eco della tua voce
e io dentro al pozzo eternamente cadendo
senza raggiungere il tuo nome, scrigno d’acciaio
dove dormono per sempre le mie sementi.
Le tue carezze per l’altro nella mia pelle sono sferzate,
sono il cielo dell’alba attraversato da spine,
sono le lenzuola del letto trasformate in pantano,
sono le mie mani che graffiano l’aria fino a tirarne fuori sangue.
Non ho saputo offrirti tagliate su un piatto né le mie orecchie
nè le mia anima,
t’ho tirato rinchiusa in un cimitero pieno di lapidi che portano solo il mio nome,
oggi avanzo nelle tenebre piangendo lacrime di sette metri
sotto la mia maschera di cane
mentre lontano lontano lontano e più lontano
balli cercando di assomigliare ai tuoi propri limiti.

Alejandro Jodorowsky


Ascoltavo la pioggia

Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quale fragile ardore
sillabava e moriva.

L’infinito tendeva
ori e stralci di rosso
profumando le pietre
di strade lontane.

Mi abitavano i sogni
odorosi di muschio
quando il fiume impetuoso
scompigliava l’oceano.

Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore.

E la pioggia piangeva
asciugandosi al vento
sopra tetti spioventi
di desolati paesi.

Alda Merini



Nuovamente atterrito di non amare di amare e non te di essere amato e non da te

Nuovamente dicendo
se non m'insegni non imparerò
nuovamente dicendo ecco vi è un'ultima volta
persino per le ultime volte ultime volte per mendicare
ultime volte per amare
per sapere di non sapere fingere
un'ultima anche per le ultime volte
di dire se non m'ami
non sarò amato se non amo te
non amerò
la zangola di parole stantie nuovamente nel cuore
amore amore amore
tonfo del vecchio pistone a pestare
l'inalterabile
siero di parole
Nuovamente atterrito
di non amare
di amare e non te
di essere amato e non da te
di sapere di non sapere fingere
fingere
io e tutti quegli altri che ti ameranno
se ti amano
sempre che ti amino.

Samuel Beckett


Un tempo nuovo

Perché ciò che si salverà non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare, perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo.

Alessandro Baricco - I barbari


Ma su un punto non c’è dubbio

Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato. 

Haruki Murakami - Kafka sulla spiaggia


Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente: quale di questi atteggiamenti è il meno distruttivo?

Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo. Perciò alcune persone -tante - riescono a controllare questa minaccia, mantenendo in piedi una casa o una struttura già marcia. Sono gli ingegneri delle cose superate. Altri individui pensano esattamente il contrario: si abbandonano senza riflettere, aspettando di trovare nella passione la soluzione di tutti i loro problemi.

Attribuiscono all'altro il merito della propria felicità, e la colpa della propria possibile infelicità. Sono sempre euforici perché è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure depressi perché un evento inatteso ha finito per distruggere tutto. Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente: quale di questi atteggiamenti è il meno distruttivo?

Paulo Coelho - Undici minuti


E un significato si nasconde di sicuro in tutte le cose

E un significato si nasconde di sicuro in tutte le cose, altrimenti tutte le cose varrebbero ben poco e il globo stesso del mondo non sarebbe che un simbolo vano, buono soltanto, come si fa delle colline intorno a Boston, a vendersi a carrettate per colmare qualche palude della via Lattea.

Herman Melville - Moby Dik



Eros è una divinità beffarda che tutto sconvolge, generando le passioni più grandi, ma anche i dolori e le pene più profonde.

Esistono situazioni della vita in cui accade che la coscienza sia chiamata a una particolare sofferenza e lacerazione, perché la visione del mondo sua propria non è più capace di nutrirla, di sostenerla e maturarla.

Sono momenti di profonda introversione, di regressione dell’energia psichica, di ritiro dall’investimento sulle cose, sul lavoro sugli eventi esterni. Ed è spesso in tali momenti che l’individuo in crisi si sente come in un labirinto: senza via d’uscita, intrappolato in una dimensione di cui non conosce lo sbocco.

Essere in un labirinto significa essenzialmente che l'inconscio chiede alla coscienza di lasciarsi orientare non già dal suo centro ma di abbandonarsi ai suggerimenti dell’inconscio stesso..

Il labirinto, dunque, come notte della ragione, eclissi di tutti i consueti punti di riferimento, a fronte della quale si pone la significatività empatica e del tutto numinosa del rapporto, del filo che ci legala alla verità dell’altro: proprio ciò che accade a chi si lascia catturare e trasportare dalla seduzione dell’altrove e del diverso che solo l’incontro con l’amata o l’amato possono generare. Ma qui il volto dell’amore è quello di un mostro distruttivo, giacchè Eros è una divinità beffarda che tutto sconvolge, generando le passioni più grandi, ma anche i dolori e le pene più profonde.

Aldo Carotenuto


M’agghiaccio di gelido sudore e tremo, mentre mi faccio esangue più dell’erba e quasi prossima alla morte

Mi sembra simile a un dio quell’uomo
che siede a te di fronte e ascolta da vicino
il dolce mormorio della tua voce,
vinto dal tuo sorriso
che accende il desiderio. Pare scoppiarmi
il cuore dentro il petto. Se solo
ti rimiro, di voce non esce
un solo filo,
ma la lingua si tace, un fuoco scorre
tenue per le membra, un’ombra cala
densa sopra gli occhi e cupe
rombano le orecchie.
M’agghiaccio di gelido sudore e tremo,
mentre mi faccio esangue più
dell’erba e quasi prossima
alla morte.

Saffo


Fammi essere forte

Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e di fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare: […] a riemprire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole. Non farmi disperare al punto da buttar via il mio onore per la mancanza di consolazione; non farmi nascondere nell’alcol e non permettere che mi laceri per degli sconosciuti; non farmi essere tanto debole da raccontare agli altri come sanguino dentro; come giorno dopo giorno gocciola, si addensa e si coagula. 

Sylvia Plath - Diari


Mi piacerebbe di me dimenticarmi, e camminare, e respirare per te

Mi piacerebbe di me dimenticarmi,
e camminare, e respirare per te,
essere come i ragazzi che quando li prende il sole
si lasciano seminare dove lui vuole,
e mai ritrovarsi, e non più capire di me stesso,
ma essere gioioso dell’aria che mi attira
là dove la vita si pensa vivere.

Franco Loi




mercoledì 28 marzo 2012

l’unica cosa era che in quel che facevano e in quello che erano c’era qualcosa, per così dire… di bello

Perché c’era qualcosa, tra quei due, qualcosa che in verità doveva essere un segreto, o qualcosa di simile. Così era difficile capire ciò che si dicevano e come vivevano, e com’erano. 

Ci si sarebbe potuti sfarinare il cervello a cercar di dare un senso a certi loro gesti. E ci si poteva chiedere perché per anni e anni. L’unica cosa che spesso risultava evidente, anzi quasi sempre, e forse sempre, l’unica cosa era che in quel che facevano e in quello che erano c’era qualcosa, per così dire… di bello.

Alessandro Baricco - Castelli di rabbia


Sillabe di seta

Tra tutte le lettere che saprei scrivere
Nessuna ha il fascino di questa -
Sillabe di Velluto -
Frasi di Seta,
Profondità marine di Rubino
Mai prosciugate, e Labbra celate,
Per Te - Tu immaginala come un Colibrì - 
Che a piccoli sorsi, ha centellinato - me -

Emily Dickinson




Era un abbraccio che non assomigliava a nessun altro abbraccio

Era un abbraccio che non assomigliava a nessun altro abbraccio della mia vita, anche se avessi potuto sforzarmi di ricordare: come uno sbadiglio di tutta l’aria respirabile del mondo, un terremoto maremoto che ci toglieva l’appoggio da sotto e ci sommergeva e ci portava molto in alto e molto in basso e ci lasciava dove eravamo.

Andrea De Carlo


abbiamo imbiancato la pagina della notte e lasciato i papaveri del dubbio su pendii mai calcati prima

Questi sono i nostri giorni
abbiamo imbiancato la pagina della notte
e lasciato i papaveri del dubbio
su pendii mai calcati prima
a grandi passi abbiamo traversato gli alberi
per impedire il risveglio dell'alba
ai tempi dell'alitare tropicale della veglia
e della risalita verso le trincee intrise di iodio.
Il mare ci ha decorato con le medaglie della sua furia
e i fucili evocato ricordi abbandonati nei giacigli
ai tempi della passione e del valore
della febbre e delle promesse.
Addormentati tra i respiri delle contadine
abbiamo lasciato ai nemici le strade alle nostre spalle
le loro idee
hanno illuminato
la posizione
delle nostre dita
sui
fori
del flauto.

Amjad Nasser


Bella

Bella,
come nella pietra fresca
della sorgente, l’acqua
apre un ampio lampo di spuma,
cosí è il sorriso del tuo volto,
bella.
Bella,
dalle fini mani e dagli esili piedi
come un cavallino d’argento,
che cammina, fiore del mondo,
così ti vedo,
bella.
Bella,
con un nido di rame intricato
sulla testa, un nido
color di miele cupo
dove il mio cuore arde e riposa,
bella.
Bella,
gli occhi non ti stanno nel volto,
non ti stanno nella terra.
Vi son paesi, vi son fiumi
nei tuoi occhi,
la mia patria sta nei tuoi occhi,
io cammino in mezzo ad essi,
essi danno luce al mondo dove io cammino,
bella.
Bella,
i tuoi seni sono come due pani fatti
di terra cereale e luna d’oro,
bella.
Bella,
la tua cintura il mio braccio l’ha fatta
come un fiume quando
è passato mill’anni per il tuo dolce corpo,
bella.
Bella,
non v’è nulla come i tuoi fianchi;
forse la terra possiede
in qualche luogo occulto
la curva e l’aroma del tuo corpo,
forse in qualche luogo,
bella.
Bella, mia bella,
la tua voce, la tua pelle, le tue unghie,
bella, mia bella,
il tuo essere, la tua luce, la tua ombra,
bella, tutto è mio, bella,
tutto è mio, mia,
quando cammini o riposi,
quando canti o dormi,
quando soffri o sogni,
sempre,
quando sei vicina o lontana,
sempre,
sei mia, mia bella,
sempre.

Pablo Neruda


Che farei

Che farei senza questo mondo senza faccia né domande
dove essere non dura che un attimo dove ogni istante
si versa nel vuoto nell'oblio di essere stato
senza quest'onda dove alla fine
corpo e ombra sprofondano insieme
che farei senza questo silenzio abisso dei bisbigli
ansimante furioso verso il soccorso verso l'amore
senza questo cielo che si innalza
sulla polvere delle sue zavorre.
Che farei farei come ieri come oggi
guardando dal mio oblò se non sono solo
a errare e girare lontano da ogni vita
in uno spazio burattino
senza voce tra le voci
rinchiuse con me.

Samuel Beckett


c’è stato un momento in cui il lupo, il lupo mercante che sta fuori dal sé si è sdraiato sereno, e si è messo a dormire

E dopo, la ricomposizione.
I corpi riprendono i loro confini.
Queste gambe, ad esempio, sono le mie.
Le tue braccia ti riportano in te.
I cucchiai delle nostre dita, le labbra
riconoscono il loro possessore.
Le lenzuola sbadigliano, una porta
insensatamente sbatte
e nel cielo, cantilenando
un aereo scende.
Niente è cambiato, se non che
c’è stato un momento in cui
il lupo, il lupo mercante
che sta fuori dal sé
si è sdraiato sereno, e si è messo a dormire.

Maxine Kumin


Voglia di stare nel folto sonno, fedele, amore, alla tua mano

E queste foglie
e questo amore,
questa sera che viene.
Dove io trascorro
fa orma il silenzio,
già sento nella notte
diffusi papaveri.
Voglia di stare
nel folto sonno,
fedele, amore,
alla tua mano.

Libero De Libero


Resta forse il conforto di andare solo, di vuotare l’anima di tenerezza e riempirla di noia e indifferenza, in questo tempo ostile, propizio all’odio.

Sono pochi.
La primavera è molto prestigiosa, però
è meglio l’estate.
E anche quelle spaccature che l’autunno
crea nell’intercedere delle domeniche
in alcune città
già di per sé gialle come banane.
L’inverno cancella molti posti:
cardini di porte orientate a nord,
argini di fiumi,
panchine pubbliche.
I contrafforti esterni
delle vecchie chiese
lasciano a volte nicchie
utilizzabili anche se nevica.
Ma non inganniamoci: le basse
temperature e i venti umidi
ostacolano ogni cosa.
Le ordinanze, poi, vietano
il contatto (con eccezioni
per determinate zone epidermiche
- senza alcun interesse -
di bambini, cani e altri animali)
e il «non toccarmi, mi vergogno»
può essere letto da mille occhi.
Dove scappare, allora?
Dappertutto occhi strabici,
cornee torturate,
implacabili pupille,
retine reticenti,
vigilano, diffidano, minacciano.
Resta forse il conforto di andare solo,
di vuotare l’anima di tenerezza
e riempirla di noia e indifferenza,
in questo tempo ostile, propizio all’odio.

Ángel González


Io resterò solo come i velieri nei porti silenziosi e ti possiederò più di chiunque perché potrò partire.

Io lascerò che muoia in me il desiderio
di amare i tuoi occhi che sono dolci
perché nulla potrei dare tranne la
pena di vedermi eternamente esausto.
Eppure la tua presenza e’ una cosa
qualunque come la luce e vita….
eppure io sento che nel mio gesto
esiste il tuo gesto
e nella mia voce
la tua voce …
... io ti lascerò … tu andrai e
accosterai il viso ad un altro viso.
Le tue dita allacceranno altre dita
e tu sboccerai verso l’aurora…
ma non saprai che a coglierti sono stato io
perché io sono il grande intimo della notte.
Perché ho accostato il mio viso al viso
della notte ed ho sentito il bisbiglio amoroso
...ed ho portato fino a me la misteriosa
essenza del tuo abbandono disordinato.
Io resterò solo
come i velieri nei porti silenziosi
e ti possiederò più di chiunque
perché potrò partire.
E tutti i lamenti del mare, del vento,
del cielo e degli uccelli
saranno la tua voce presente
la tua voce assente
la tua voce rasserenata.

Vinicius de Moraes


Dimmi l'addio che non riesco a dire

Dimmi l'addio che non riesco a dire.
Finire è nulla: perderti è più grave.
Insieme abbiamo ormai troppi ricordi
finiti tutti quanti in nostalgia.
Penso commosso e sento nella gola
il pianto che aprirebbe la mia bocca.
Allora apro le labbra, fingo e rido!

Anonimo arabo, XI secolo d.C.


devo imparare di nuovo a vivere

Oggi ho da fare molte cose:
devo uccidere fino in fondo la memoria
devo impietrire l’anima
devo imparare di nuovo a vivere.

Anna Achmatova


la tua testa nella mia spalla del tuo silenzio nel mio

Con una lentezza
di luci e di venti che mai conobbi,
sono cresciuti i platani
e le vecchie case di queste vie.
Dietro i loro balconi si sono vissute
feste che non erano mie,
guerre che non soffrì,
ambizioni che non mi dominarono,
morti che non ho provato.
Attraversa la gente e parla
in una bella lingua che mi costa
fatica capire.
E tuttavia
questa città è mia,
appartiene alla mia vita come un porto alle sue barche.
Senza dubbio è la memoria
di qualche romanziere e un poeta.
E senza dubbio, è anche l’importanza
di passeggiare con te,
della tua mano nella mia mano, di nuovo adolescente,
la tua testa nella mia spalla
del tuo silenzio nel mio.

Luis García Montero


La gioia è forse potere sempre partire...

Ma io sono quella
che va via, sempre.
La prima volta fu la più,
fu la più silenziosa...
Talvolta mi chiedono se
sto cercando un posto
in cui l'anima smetterà
di vagare
un posto in cui fermarmi
senza più il desiderio di partire.
Chi sa.
La gioia è forse
potere sempre partire...

Sujata Bhatt


una donna è la storia del suo sangue

Una donna è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite e di entusiasmi, di amori e disamori. Una donna è inevitabilmente la storia del suo ventre, dei semi che vi si fecondarono, o che non furono fecondati, o che smisero di esserlo, e del momento, irripetibile, in cui si trasforma in una dea. Una donna è la storia di piccolezze, banalità, incombenze quotidiane, è la somma del non detto. Una donna è sempre la storia di molti uomini. Una donna è la storia del suo paese, della sua gente. Ed è la storia delle sue radici e della sua origine, di tutte le donne che furono nutrite da altre che le precedettero affinché lei potesse nascere: una donna è la storia del suo sangue.

Marcela Serrano - Antigua, vita mia


Uomini con futuro invece di volti

Sbarcai una notte di maggio
in un gelido chiaro di luna
dove erba e fiori erano grigi
ma il profumo verde.
Salii piano un pendìo
nella daltonica notte
mentre pietre bianche
segnalavano alla luna.
Uno spazio di tempo
lungo qualche minuto
largo cinquantotto anni.
E dietro di me
oltre le plumbee acque luccicanti
c’era l’altra costa
e i dominatori.
Uomini con futuro
invece di volti.

Tomas Tranströmer


vivere separato da lei mi pareva peggiore della morte

Se ora le dicevo ‘addio per sempre’ era perché volevo assolutamente che tornasse entro una settimana; se le dicevo ‘sarebbe pericoloso vederti’, era perché volevo rivederla; se le scrivevo: ‘hai avuto ragione, saremmo infelici insieme’, era perché vivere separato da lei mi pareva peggiore della morte.

Marcel Proust


la mancanza

Al tempio c’è una poesia intitolata “la mancanza”, incisa nella pietra.
Ci sono 3 parole, ma il poeta le ha cancellate.
Non si può leggere la mancanza, solo avvertirla.
Memorie di una Geisha


martedì 27 marzo 2012

per poterti ritrovare, sola

Venivi innanzi uscendo dalla notte
recavi fiori in mano
ora uscirai fuori da una folla confusa,
da un tumulto di parole intorno a te.
Io che ti avevo veduta fra le cose prime
mi adirai quando sentii dire il tuo nome
in luoghi volgari.
Avrei voluto che le onde fredde sulla mia mente fluttuassero
e che il mondo inaridisse come una foglia morta,
o vuota bacca di dente di leone, e fosse spazzato via,
per poterti ritrovare,
sola.

Ezra Pound


Il resto è ombra, il resto è segreto

Il cuore muore di morte lenta,
perdendo ogni speranza, come le foglie,
finché un giorno non ce ne sono più,
nessuna speranza, non rimane nulla.
Lei si dipinge il viso per nascondere il viso,
i suoi occhi sono acqua profonda.
Non è per una geisha desiderare,
non è per una geisha provare sentimenti;
la geisha è un'artista del mondo che fluttua,
danza, canta, vi intrattiene: tutto quello che volete.
Il resto è ombra,
il resto è segreto.


Tutto quello che io so, è, che vivo con un sentimento perpetuo di piacere e di dolore.

Io non so né perché venni al mondo,
né cosa sia il mondo, né che cosa io stesso mi sia;
e se io corro ad investigarlo,
ritorno sempre in una ignoranza più spaventosa di prima.
Non so cosa sia il mio corpo, i miei sensi, l'anima mia;
e questa stessa parte di me che pensa ciò che io scrivo,
e che medita sopra di tutto, e sopra se stessa, non può conoscersi mai.
Invano io tento di misurare con la mente questi immensi spazi dell'universo che mi circondano:
mi trovo come attaccato ad un piccolo angolo di uno spazio incomprensibile,
senza sapere perché sono collocato piuttosto qui che altrove,
o perché questo breve tempo della mia esistenza sia assegnato piuttosto a questo momento,
che a tutti quelli che precedevano, o che seguiranno.
Io non vedo da tutte le parti che infinità che mi assorbono come un atomo.
Tutto quello che io so, è, che vivo con un sentimento perpetuo di piacere e di dolore.

Ugo Foscolo


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