La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 26 marzo 2012

E sei passata tu, Ragazza sconosciuta, Seminuda presenza Sotto un velo che danza.

La città s'addormiva,
Il nome non lo so.
Nel cielo sopra il fiume
Un angolo di fuoco.
La città s'addormiva,
Il nome non lo so.

E la notte a tentoni
E lo stallo del tempo
E il cavallo infangato
E il mio corpo sfinito
E la notte che abbruna,
L'acqua di una fontana,
Qualche eco deforme,
Qualche forma lontana,
Qualche vecchio che grida
A un più vecchio che dorme.

La città s'addormiva,
Il nome non lo so.
Nel cielo sopra il fiume
Un angolo di fuoco.
La città s'addormiva,
Il nome non lo so.

Il cavallo che beve,
Io seguo la sorsata,
La mia sete che preme
Per essere appagata
E la fontana canta,
La fatica mi pianta
Un ferro nella schiena
E m'invento un ritorno
Come fossi un sovrano
Lungamente aspettato
Che torni da lontano,
Ma nessuno m'aspetta.
E poi so già da tempo
Che puoi morire a caso
Con l'affrettare il passo.

La città s'addormiva,
Il nome non lo so.
Nel cielo sopra il fiume
Un angolo di fuoco.
La città s'addormiva,
Il nome non lo so.

E' vero che talvolta
Gli uccelli nella sera
Sembrano delle onde,
Delle onde volanti,
E i vivi dei sorrisi,
E le risa dei pianti.
E' vero che talvolta
Il mare si discanta,
Voglio dire con questo:
Canta canti marini,
Ben diversi da quelli
Dei libri per bambini.

Ma le donne da sempre
Somigliano a se stesse
E fra loro le stronze
Sono soltanto stronze.
Non è proprio vangelo,
Come racconta quello,
Che siano l'altra metà del cielo.

La città s'addormiva,
Il nome non lo so.
Nel cielo sopra il fiume
Un angolo di fuoco.
La città s'addormiva,
Il nome non lo so.

E sei passata tu,
Ragazza sconosciuta,
Seminuda presenza
Sotto un velo che danza.

Jacques Brel


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