La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 29 marzo 2012

Eros è una divinità beffarda che tutto sconvolge, generando le passioni più grandi, ma anche i dolori e le pene più profonde.

Esistono situazioni della vita in cui accade che la coscienza sia chiamata a una particolare sofferenza e lacerazione, perché la visione del mondo sua propria non è più capace di nutrirla, di sostenerla e maturarla.

Sono momenti di profonda introversione, di regressione dell’energia psichica, di ritiro dall’investimento sulle cose, sul lavoro sugli eventi esterni. Ed è spesso in tali momenti che l’individuo in crisi si sente come in un labirinto: senza via d’uscita, intrappolato in una dimensione di cui non conosce lo sbocco.

Essere in un labirinto significa essenzialmente che l'inconscio chiede alla coscienza di lasciarsi orientare non già dal suo centro ma di abbandonarsi ai suggerimenti dell’inconscio stesso..

Il labirinto, dunque, come notte della ragione, eclissi di tutti i consueti punti di riferimento, a fronte della quale si pone la significatività empatica e del tutto numinosa del rapporto, del filo che ci legala alla verità dell’altro: proprio ciò che accade a chi si lascia catturare e trasportare dalla seduzione dell’altrove e del diverso che solo l’incontro con l’amata o l’amato possono generare. Ma qui il volto dell’amore è quello di un mostro distruttivo, giacchè Eros è una divinità beffarda che tutto sconvolge, generando le passioni più grandi, ma anche i dolori e le pene più profonde.

Aldo Carotenuto


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