La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 28 marzo 2012

Resta forse il conforto di andare solo, di vuotare l’anima di tenerezza e riempirla di noia e indifferenza, in questo tempo ostile, propizio all’odio.

Sono pochi.
La primavera è molto prestigiosa, però
è meglio l’estate.
E anche quelle spaccature che l’autunno
crea nell’intercedere delle domeniche
in alcune città
già di per sé gialle come banane.
L’inverno cancella molti posti:
cardini di porte orientate a nord,
argini di fiumi,
panchine pubbliche.
I contrafforti esterni
delle vecchie chiese
lasciano a volte nicchie
utilizzabili anche se nevica.
Ma non inganniamoci: le basse
temperature e i venti umidi
ostacolano ogni cosa.
Le ordinanze, poi, vietano
il contatto (con eccezioni
per determinate zone epidermiche
- senza alcun interesse -
di bambini, cani e altri animali)
e il «non toccarmi, mi vergogno»
può essere letto da mille occhi.
Dove scappare, allora?
Dappertutto occhi strabici,
cornee torturate,
implacabili pupille,
retine reticenti,
vigilano, diffidano, minacciano.
Resta forse il conforto di andare solo,
di vuotare l’anima di tenerezza
e riempirla di noia e indifferenza,
in questo tempo ostile, propizio all’odio.

Ángel González


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...