La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 2 aprile 2012

Il bacio che tu mi hai dato, guardandomi negli occhi mentre mi allontanavo, dicendo: “Non te ne andare”

Che passeggiata di notte
con la tua assenza al mio fianco!
Mi sta accanto il sentire
che non vieni con me.
Gli specchi, l’acqua
mi credono solo;
lo credono gli occhi.
Sirene dei cieli
ancora grondanti di stelle,
tenere ragazze languide
che scendono da automobili,
mi chiamano. Non le sento.
Ho ancora nelle orecchie
la tua voce che diceva:
“Non te ne andare”. E quelle
ultime parole tue
parlano ancora con me
senza sosta, mi rispondono
a ciò che ha chiesto
la mia vita il primo giorno.
Ombre, fantasmi, sogni,
amori d’altro tempo,
mossi a pietà da me,
mi vogliono seguire,
mi prendono per mano.
Ma all’improvviso avvertono
che io stringo
ardente, viva, tenera
la forma di una mano
palpitante nella mia.
Quella che tu mi hai teso
dicendomi: “Non te ne andare”.
Se ne vanno, mi lasciano
i fantasmi, le ombre,
attoniti vedendo
che non rimango solo.
E allora l’alta notte,
l’oscurità, il freddo,
anche loro ingannati,
mi vengono a baciare.
Non possono: un altro bacio
s’insinua, sulle mie labbra.
Non si muove di lì,
non se ne andrà. Il bacio
che tu mi hai dato,
guardandomi negli occhi
mentre mi allontanavo,
dicendo: “Non te ne andare”.
Pedro Salinas



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