La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 5 aprile 2012

Le aveva detto che era come prima, che l’amava ancora, che non avrebbe mai potuto smettere di amarla, che l’avrebbe amata fino alla morte

Una notte, durante la traversata dell’Oceano Indiano, nel salone del ponte principale, l’esplosione di un valzer di Chopin. Non c’era un alito di vento e la musica si era propagata per tutto il piroscafo buio come una misteriosa ingiunzione del cielo, come un ordine divino dall’ignoto significato. Lei aveva pianto perché aveva pensato a quell’uomo, il suo amante, e d’improvviso non era più sicura di non averlo amato, solo che quell’amore non lo aveva mai visto perché si era perso nella storia, come acque nella sabbia, e lei lo ritrovava soltanto ora, nell’istante della musica sul mare […]. Anni e anni dopo la guerra, dopo i matrimoni, i figli, i divorzi, i libri, era venuto a Parigi con la moglie. Le aveva telefonato. Era intimidito, la voce gli tremava. In quel tremito lei aveva ritrovato l’accento del cinese. Lui sapeva che lei aveva cominciato a scrivere libri, aveva anche saputo della morte del fratello piccolo e aveva sofferto per lei. E poi sembrava che non avesse altro da dirle. Ma poi glielo aveva detto. Le aveva detto che era come prima, che l’amava ancora, che non avrebbe mai potuto smettere di amarla, che l’avrebbe amata fino alla morte. 

Marguerite Duras


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