La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 31 maggio 2012

Se io capissi quel che vuole dire

Se io capissi
quel che vuole dire
- non vederti più -
credo che la mia vita
qui – finirebbe.

Ma per me la terra
è soltanto la zolla che calpesto
e l’altra
che calpesti tu:
il resto
è aria
in cui – zattere sciolte – navighiamo
a incontrarci.

Nel cielo limpido infatti
sorgono a volte piccole nubi,
fili di lana
o piume – distanti -
e chi guarda di lì a pochi istanti
vede una nuvola sola
che si allontana.

Antonia Pozzi


e la tua voce in rivoli dorati inonderà il cielo

Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.
Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
da tutti gli alberi della mia foresta.

Rabindranath Tagore


Sorrido… e comincio da te.

A piedi mi toccò attraversare il sistema solare, prima di trovare il primo filo del mio abito rosso. Ho già il presagio di me stessa. In qualche posto dello spazio è appeso il mio cuore, da cui faville si sprigionano, e l’aria vibra verso gli smisurati cuori. Sono… sono io, sono viva, contenta di essere viva, cammino con il mio abito rosso, sorrido a strade che non conosco. Sorrido… e comincio da te.

Edith Sodergran


E nello stesso modo come in un pazzo, questi sentimenti passavano inaspettatamente

Ma quanto più egli ascoltava la fantasia del Re Lear, tanto più lontano si sentiva dalla possibilità di formarsi una qualche opinione definitiva. Senza posa cominciava, come se si preparasse l’espressione musicale d’un sentimento, ma immediatamente si sfaceva in frammenti di nuovi princìpi d’espressioni musicali, e a volte semplicemente in suoni per nulla legati, se non per capriccio del compositore, ma straordinariamente complessi. Ma anche gli stessi frammenti di queste espressioni musicali, a volte buone, erano spiacevoli, perché affatto inattesi e non preparati da niente. L’allegrezza e la tristezza, e la disperazione, e la tenerezza, e il trionfo comparivano senz’alcun diritto, come i sentimenti d’un pazzo. E nello stesso modo come in un pazzo, questi sentimenti passavano inaspettatamente. 

Lev Tolstoj - Anna Karenina


Questo, gli pareva, era tutto l’amore e tutto l’odio che la sua anima sapesse accogliere

Aveva sentito pronunciare solennemente sulla scena e dai pulpiti il nome delle passioni di amore e di odio, lo aveva trovato solennemente scritto nei libri e si era domandato come mai la sua anima era incapace di accogliere quelle passioni per una qualunque durata o di sforzare le labbra a pronunciarne con convinzione i nomi. Una breve ira lo aveva spesso invaso, ma non era mai riuscito a farne una passione duratura e gli era sempre sembrato di sentirsene uscire fuori come se il suo corpo si stesse spogliando con facilità di una qualche pelle o buccia. Aveva sentito una presenza sottile, cupa e mormorante penetrare in lui e infiammarlo di una rapida e peccaminosa libidine: ed anch’essa gli era scivolata via inafferrabile, lasciandogli la mente lucida e indifferente. Questo, gli pareva, era tutto l’amore e tutto l’odio che la sua anima sapesse accogliere. 

James Joyce - Dedalus


aveva su di me l’effetto di una musica

… aveva su di me l’effetto di una musica. Mi entrava nel cervello. Non solo facevo quello che lei voleva, ma arrivavo a perdere di vista il punto dove finivano i miei desideri e cominciavano i suoi.

Michael Cunningham - Una casa alla fine del mondo


mercoledì 30 maggio 2012

c’è una fine a tutta l’Angoscia

C’è un Sorriso d’Amore,
e c’è un Sorriso d’Inganno,
e c’è un Sorriso dei Sorrisi
in cui questi due Sorrisi si incontrano.
E c’è uno Sguardo d’Odio,
E c’è uno Sguardo di Disprezzo,
e c’è uno Sguardo degli Sguardi,
che tentate di scordare invano;
perché si pianta nel profondo del Cuore,
e si pianta nel profondo della Schiena,
e nessun Sorriso che mai fu Sorriso,
ma un solo Sorriso soltanto,
che fra la Culla & la Tomba
si può Sorridere soltanto una volta;
ma, quando è Sorriso una volta,
c’è una fine a tutta l’Angoscia.

William Blake


Se l’amore deve essere indimenticabile

Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia. Se l’amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come uccelli sulle spalle di Francesco d’Assisi.

Milan Kundera - L’insostenibile leggerezza dell’essere


Ricercando me stesso

Ricercando me stesso, non ritrovavo se non la mia malinconia.
Ricercando il mio silenzio, non ritrovavo se non la mia musica.
Gabriele D’Annunzio - Notturno




Come sono felice di essere con te.

Aveva un desiderio terribile di dirgli, come la più banale delle donne: non lasciarmi, tienimi con te, domami, soggiogami, sii forte. Ma erano parole che non poteva, né sapeva, pronunciare. Quando l’ebbe sciolto dall’abbraccio, disse soltanto: «Come sono felice di essere con te.» Con il suo carattere riservato, era il massimo che potesse dire. 

Milan Kundera


È una strada in tutte le direzioni per tutti gli uomini in tutti i modi

Qual’è la tua strada amico? …la strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell’arcobaleno, la strada dell’imbecille, qualsiasi strada. È una strada in tutte le direzioni per tutti gli uomini in tutti i modi.

Jack Kerouac - Sulla strada


Poi giro la mano e l’immagine cambia. E io ricomincio

Che cosa c’è da confessare che valga la pena o che sia utile? Quello che è successo a noi, o è successo a tutti o esclusivamente a noi; nel primo caso non è una novità e nel secondo caso non è una cosa che si possa capire. Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire. Quello che confesso non ha importanza perché niente ha importanza. Con ciò che sento costruisco dei paesaggi. Fabbrico delle vacanze con le sensazioni. Mi è facile capire le ricamatrici che ricamano per pena e coloro che fanno la calza perché esiste la vita. La mia vecchia zia faceva dei solitari durante l’infinito delle sere di veglia. Queste confessioni del sentire sono i miei solitari. Non li interpreto come chi interroga le carte per conoscere il destino. Non le scruto perché nei solitari le carte non hanno un valore preciso. Mi srotolo come una matassa multicolore oppure invento con me stesso delle figure di spago come quelle che fra bambini si tessono con le dita aperte e si passano da un bambino all’altro. L’unica cosa che mi sta a cuore è che il pollice non sbagli il laccio che gli spetta. Poi giro la mano e l’immagine cambia. E io ricomincio.

Fernando Pessoa - Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares


Avevo un campo pieno di speranza

Avevo un campo pieno di speranza
ma nel delirio della febbre
Lo devastai, e allora
Lo seminai di amori
e vi nacquero fiori
di delusione
Fernado Pessoa - Faust


Poiché le parole sono circondate da silenzio

Una poesia è fatta anche di silenzio…
una parte di silenzio diventa parole
e una parte resta silenzio.
Perciò intorno ad ogni poesia
resta il grande margine della pagina bianca.
Perciò bisogna imparare a leggere
anche gli spazi bianchi.
Questo vuol dire che là dove son segnati,
bisogna fermarsi e lasciare che,
come da un’apertura improvvisa,
il silenzio entri e ci sommerga
come un fiotto d’acqua.
E quando leggeremo le parole che seguono,
ci appariranno più importanti:
ci accorgeremo di come il poeta le ha scelte
ad una ad una, con cura,
di come ciascuna di esse sia preziosa.
Poiché le parole sono circondate da silenzio,
è come se il loro eco continuasse a vibrare
in quel silenzio.

Donatella Bisutti


martedì 29 maggio 2012

un’altra scacchiera di nere notti e di bianche giornate

I giocatori, nel grave cantone,
guidano i lenti pezzi. La scacchiera
fino al mattino li incatena all’arduo
riquadro dove s’odian due colori.

Raggiano in esso magici rigori
le forme: torre omerica, leggero
cavallo, armata regina, re estremo,
alfiere obliquo, aggressive pedine.

I giocatori si separeranno,
li ridurrà in polvere il tempo, e il rito
antico troverà nuovi fedeli.

Accesa nell’oriente, questa guerra
ha oggi il mondo per anfiteatro.
Come l’altro, è infinito questo giuoco.



II

Lieve re, sbieco alfiere, irriducibile
donna, pedina astuta, torre eretta,
sparsi sul nero e il bianco del cammino
cercano e danno la battaglia armata.

Non sanno che è la mano destinata
del giocatore a condurre la sorte,
non sanno che un rigore adamantino
goberna il loro arbitrio di prigioni.

Ma anche il giocatore è prigioniero
(Omar afferma) di un’altra scacchiera
di nere notti e di bianche giornate.

Dio muove il giocatore, questi il pezzo.
Quale dio dietro Dio la trama ordisce
di tempo e polvere, sogno e agonia?

Jorge Luis Borges


Tiempo y silencio

Una casa en el cielo
un jardín en el mar
una alondra en tu pecho
un volver a empezar

Un deseo de estrellas
un latir de gorrión
una isla en tu cama
una puesta de sol

Tiempo y silencio
gritos y cantos
cielos y besos
voz y quebranto

Nacer en tu risa
crecer en tu llanto
vivir en tu espalda
morir en tus brazos

Tiempo y silencio
gritos y cantos
cielos y besos
voz y quebranto

Una casa en el cielo
un jardín en el mar
una alodra en tu pecho
un volver a empezar

Un deseo de estrellas
un latir de gorrión
una isla en tu cama
una puesta de sol

Tiempo y silencio
gritos y cantos
cielos y besos
voz y quebranto

Gritos y cantos
cielos y besos

Voz y quebranto
voz y quebranto…

*****

Una casa nel cielo,
un giardino nel mare,
un'allodola nel tuo cuore,
un tornare ad incominciare.

Un desiderio di stelle,
un batter d'ali di un passerotto,
un'isola nel tuo letto,
un tramonto.

Tempo e silenzio,
grida e canti,
cieli e baci,
voce e afflizione.

Nascere nel tuo sorriso,
crescere nel tuo pianto,
vivere sulla tua spalla,
morire nelle tue braccia.

Tempo e silenzio,
grida e canti,
cieli e baci,
voce e afflizione.


Egli fa apparire ogni cosa perché è nascosto

Egli fa apparire ogni cosa perché è nascosto, e nasconde ogni cosa perché è palese.

Ibn ‘Atah Allah - Sentenze e colloquio mistico



forse per un irresistibile richiamo non abbiamo altra scelta

Forse le nostre ansie
non hanno lettori
forse la strada è sbagliata fin dall’inizio
e sbagliata sarà anche alla fine
forse le lanterne che ad una ad una accendiamo
il vento una a una le spegnerà
forse bruciamo la vita per illuminare gli altri
e non abbiamo fuoco per riscaldare noi stessi
forse quando tutte le lacrime saranno versate
la terra sarà più fertile
forse noi cantiamo il sole
e dal sole siamo cantati
forse più grande è il peso sulle spalle
più alta torreggia la fede
forse gridiamo contro tutte le sofferenze
ma sulle personali sventure non possiamo che
tacere
forse
per un irresistibile richiamo
non abbiamo altra scelta

Shu Ting


La vita, nel bene e nel male, è maestra per tutti

La resina è un prodotto del dolore
una lacrima che cola dall’albero ferito.
Quelle gocce giallo miele, non scappano, non scivolano via come l’acqua, non abbandonano l’albero.
Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, per aiutarlo a resistere, a crescere ancora.
I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita.
Anche quelli belli diventano punture.
Perché, col tempo, si fanno tristi, sono irrimediabilmente già stati, passati,
perduti per sempre.
Proprio perché indelebili sono rimasti attaccati al tronco.
Come fili di resina emanano profumi, sapori, nostalgie.
Tutto quello che ci è accaduto, o che abbiamo udito raccontare
ha lasciato un segno dentro di noi, un insegnamento,
o, quantomeno, ci ha fatto riflettere.
La vita, nel bene e nel male, è maestra per tutti.

Mauro Corona - Gocce di resina


Il dolore è inevitabile. La sofferenza è un accessorio extra

Definitivo, come tutto ciò che è semplice.
Il nostro dolore non deriva dalle cose vissute, ma dalle cose che sogniamo e che non si realizzano.
Perché soffriamo tanto per amore?
Sarebbe meglio che la gente non soffrisse, e ringraziasse anche solo per aver conosciuto una persona tanto buona, che generò in noi un sentimento intenso che ci ha accompagnato per un tempo ragionevole, un tempo felice.
Perché soffriamo?
Per tutti i baci cancellati, per l’eternità.
Soffriamo, non perché il nostro lavoro è stressante e paga poco, ma per tutte le ore libere che non abbiamo avuto per andare al cinema, per conversare con un amico, per nuotare, per innamorarci.
Perché automaticamente dimentichiamo quello che abbiamo goduto e cominciamo a soffrire per i nostri progetti irrealizzati, per tutte le città che avremmo potuto conoscere a fianco del nostro amore, per tutti i figli che avremmo avuto piacere ad avere vicino, per tutti gli show, i libri e i silenzi che avremmo gradito condividere. Soffriamo, non perché nostra madre è impaziente con noi, ma per tutti i momenti in cui le avremmo potuto confidarele nostre più profonde angosce e fosse interessata a comprenderci. Soffriamo, non perché la nostra squadra ha perso, ma per l’euforia soffocata.
Soffriamo non perché invecchiamo, ma perché il futuro è da noi confiscato, impedendo così che ci accadano mille avventure, tutte quelle con le quali sogniamo e mai tentiamo di sperimentare.
Come alleviare il dolore di ciò che non fu vissuto?
La risposta è semplice come un verso:
Avere meno illusioni e vivere di più!!!
Ogni giorno che vivo, mi convinco sempre più che lo spreco della vita è nell’amore che non diamo, nelle forze che non usiamo, nella prudenza egoista che non rischia mai, e che, schivando la sofferenza, fa perdere anche la felicità. Il dolore è inevitabile.
La sofferenza è un accessorio extra.

Carlos Drummond de Andrade


Perciò, tra noi due tu hai perso più di me

Quando ti ho perduta entrambi abbiamo perduto
io, perché tu eri ciò che amavo di più
tu, perché io ero quello che ti amava di più.
Perciò, tra noi due tu hai perso più di me:
perché io potrò ancora amare un’altra come amavo te
mentre tu non sarai amata da nessuno come ti amavo io.
Ernesto Cardenal


Vivo tra gradazioni sfumate, velati misteri, incertezze

Ognuno sceglie la tonalità con cui raccontare la propria storia; a me piacerebbe la chiarezza durevole di una stampa su platino, ma niente nel mio destino possiede tale luminoso requisito. Vivo tra gradazioni sfumate, velati misteri, incertezze; la tonalità con cui raccontare la mia vita si accorda meglio a quella di un ritratto in seppia…

Isabel Allende


perchè sono contenta di essere io, con i miei difetti e con le mie poche virtù

Ho paura, e non so di che: non di quello che mi viene incontro, no, perché in quello spero e confido. Del tempo ho paura, del tempo che fugge così in fretta. Fugge? No, non fugge, e nemmeno vola: scivola, dilegua, scompare, come la rena che dal pugno chiuso filtra giù attraverso le dita, e non lascia sul palmo che un senso spiacevole di vuoto. Ma, come della rena restano, nelle rughe della pelle, dei granellini sparsi, così anche del tempo che passa resta a noi la traccia. Forse è perchè quella rimasta in me è particolarmente lieta, forse perchè, se pure alcunchè di doloroso o di violento è passato nella mia vita tranquilla, io ho vissuto questa vita intensamente, godendo quasi della mia stessa sofferenza, esultante per la gioia di poter vivere dentro di me, di sentirmi dentro, chiusa come in uno scrigno, un’anima, un’anima palpitante, ridente, nostalgica, appassionata; è forse per questa piena di sentimenti, per cui in una giornata soffro e godo ciò che apparentemente si può soffrire in tutta un’esistenza che rimpiango il passato; perchè sono contenta di essere io, con i miei difetti e con le mie poche virtù, perchè non so se in avvenire potrò essere ancora così. 

Antonia Pozzi - da i Diari


lunedì 28 maggio 2012

Serena il tuo bel core il lungo suo rigore il fato già cangiò.

Cara, la dolce fiamma
dell'alma mia tu sei
e negli affetti miei
costante ognor sarò.

Serena il tuo bel core
il lungo suo rigore
il fato già cangiò.

Johann Christian Bach (1735-1782)




Sempre in attesa, posso chiamare la mia pazienza “amore”?

Per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto “non posso” ma anche per quelle in cui mi hai detto “ritornerò”. Sempre in attesa, posso chiamare la mia pazienza “amore”?


da Le fate ignoranti


mai so separarmi da te

Non so mai separarmi da te, rimango sempre
col freddo di qualche parola che non ho detto,
con un malinteso da temere,
quel vuoto di rozza inesistenza
... che a volte, goccia a goccia, si trasforma
in disperazione.
mai so separarmi da te, perché non sono
il viaggiatore che passa fra la gente,
quello che va di aeroporto in aeroporto
o quello che guarda le automobili, in senso contrario,
correndo verso la città
nella quale ti sei appena fermato.
non so mai separarmi, perché sono
un cieco che va a tentoni per il tunnel
della tua mano e delle tue labbra quando dicono addio,
un cieco che si imbatte nei malintesi
e con quelle parole
che non sanno pronunciare.
rimpianto d’amore,
non posso allontanarmi mai da tutto quel che sei.
in un vuoto di rozza inesistenza,
vado via da me
strada verso il nulla

Luis Garcìa Montero


Chega de Saudade

Vai, minha tristeza,
E diz ela
Que sem ela não pode ser
Diz-lhe numa prece
Que ela regresse
Porque eu não posso mais sofrer
Chega de saudade
A realidade è que sem ela
Não ha paz, não ha beleza
E' so' tristeza, e a melancolia
Que não sai de mim, não sai de mim
Não sai
Mas se ela voltar
Se ela voltar, que coisa linda
Que coisa loca
Poi ha menos peixinhos a nadar no mar
Do que os beijinhos que eu darei
Na sua boca...
Dentro dos meus braços
Os abraços hão de ser
Milhoes de abraços apertado assim
Colado assim, calado assim
Abraços e beijinhos
e carinhos
Sem ter fim
Que è pra acabar com esse negocio
De viver
longe de mim.

*****

Và, tristezza mia
E dille
Che senza di lei è impossibile
Dille in una preghiera
Che ritorni
Perché non ce la faccio più a soffrire.
Basta nostalgia
La realtà è che senza lei
Non c'è pace, non c'è bellezza
E' tutto tristezza e malinconia
Che non esce da me, non esce da me
Non esce
Ma se lei tornasse
Se lei ritornasse, che cosa bella
Che cosa folle
Ci sono meno pescetti che nuotano nel mare
Dei bacetti che le darei
Sulla bocca...
Nelle mie braccia
Gli abbracci saranno
Milioni di abbracci, stretto così
Appiccicato così, zitto così
Abbracci e bacetti e carezze
Senza fine
Per finirla con questa storia
Che tu viva lontano da me.


Il vero amore è, paradossalmente, una saudade costante, senza nessun egoismo.

La natura della saudade è ambigua: associa sentimenti di solitudine e tristezza, ma, illuminata dalla memoria, guadagna contorno e espressione di felicità. Quando Garrett l’ha definita come “delicioso pungir de acerbo espinho”, stava realizzando la fusione di questi due aspetti opposti nella formula felice di un verso romantico.
In generale, si vede nella saudade il sentimento di separazione e distanza da quello che si ama e non si ha.
Ma tutti gli istanti della nostra vita non vanno ad essere perdita, separazione, distanza? Il nostro presente, appena raggiunge il futuro subito lo trasforma in passato. La vita è un costante perdere. La vita è, perciò, una costante saudade.
C’è una saudade risentita. Quella che desidererebbe trattenere, fissare, possedere.
C’è una saudade saggia, che lascia le cose passare, come se non passassero. Liberandole dal tempo, salvando la loro essenza di eternità.
È l’unica maniera, del resto, di dare loro permanenza: renderle immortali nell’amore.
Il vero amore è, paradossalmente, una saudade costante, senza nessun egoismo.

Cecilia Meireles




Io ti sono vicino e tu mi sei vicina

Quando l’onda s’innalza con sordo bisbiglio
posso ascoltare allora la tua voce;
o nel bosco tranquillo, dove spesso origlio,
e ogni cosa è silente in quella luce.
Io ti sono vicino e tu mi sei vicina,
pur sapendo che sei così remota.
Mentre il sole tramonta e sorgono le stelle.
Oh tu fossi con me, piu’ bella fra le belle!
Wolfgang Goethe


T’affretta, tempo, a pormi sulle labbra Le tue labbra ultime.

E per la luce giusta,
Cadendo solo un’ombra viola
Sopra il giogo meno alto,
La lontananza aperta alla misura,
Ogni mio palpito, come usa il cuore,
Ma ora l’ascolto,
T’affretta, tempo, a pormi sulle labbra
Le tue labbra ultime.

Giuseppe Ungaretti


Com’è meravigliosa la vita quando mi chiedi se faccio il caffè nel silenzio che cammina fra i libri e il lampo del bacio

Alcune donne cucinano e poi sono stanche
altre danno la colpa al marito
se qualcosa non sa volare.
Io faccio il caffè
con la caffettiera d’alluminio di mia nonna
che lo voleva lungo a farle compagnia
quando scoppiava la guerra
di una calma feroce sulle pentole annerite
e laviche al sole e passava pomeriggi a strofinarle
nei particolari lasciando scappare l’insieme.
Com’è meravigliosa la vita quando mi chiedi
se faccio il caffè nel silenzio che cammina
fra i libri e il lampo del bacio.

Sarah Tardino


venerdì 25 maggio 2012

Se io sono quello che ho

Se io sono quello che ho, e posseggo quello che sono,
cosa divento quando perdo quello che sono?

Erich Fromm


aver preferito morte coraggiosa a vita pusillanime

Ho combattuto ed è tanto: ritenni di poter vincere... ma natura e sorte studio e sforzi repressero. Ma già è qualcosa esser sceso in lotta, poiché vedo che in mano al fato è la vittoria. Fu in me quanto era possibile e che nessun venturo secolo potrà negarmi: ciò che di proprio un vincitore poteva dare; non aver avuto timore della morte, non essersi sottomesso, fermo il viso, a nessuno che mi fosse simile; aver preferito morte coraggiosa a vita pusillanime.

Giordano Bruno - De Monade


Non stai morendo, è l’illusione che muore

L’amore è doloroso perché apre la strada all’estasi. L’amore è doloroso perché trasforma: l’amore è cambiamento. Qualsiasi trasformazione è dolorosa perché occorre lasciare il vecchio per il nuovo. Il vecchio è familiare, sicuro; il nuovo è assolutamente sconosciuto. Ti muoverai in un oceano mai esplorato. Non puoi usare la mente con il nuovo come facevi con il vecchio; la mente è molto abile, ma può funzionare con il vecchio, non con il nuovo: ora è assolutamente inutile.
Per questa ragione nasce la paura; quando lasci il vecchio mondo – confortevole, sicuro – nasce il dolore. È lo stesso dolore che prova il bambino quando esce dal ventre della madre. È lo stesso dolore che prova il pulcino quando esce dall’uovo. È lo stesso dolore che prova l’uccellino quando prova a volare per la prima volta.
La paura dell’ignoto, l’insicurezza dell’ignoto, la sua imprevedibilità, ti spaventano moltissimo.
Dato che la trasformazione sarà dall’essere verso uno stato di non-essere, l’agonia è profondissima. Ma non si può avere l’estasi senza passare per l’agonia. Per purificare l’oro, esso deve passare attraverso il fuoco.
L’amore è fuoco.
È proprio a causa del dolore che l’amore procura, che milioni di persone vivono una vita senza amore. Anche loro soffrono, ma la loro è una sofferenza inutile. Soffrire per amore non è soffrire invano. Soffrire per amore è creativo: ti porta a livelli più alti di consapevolezza. Soffrire senza amore è un totale spreco, non ti porta da nessuna parte:continui a muoverti lungo il medesimo circolo vizioso.
L’uomo senza amore è narcisista, è chiuso. Conosce solo se stesso. Ma quanto può conoscere se stesso se non ha conosciuto l’altro? Solo l’altro può essere per lui uno specchio. Non conoscerai mai te stesso se non conosci l’altro. L’amore è fondamentale anche per la conoscenza di sé. La persona che non ha conosciuto l’altro in un rapporto profondo di amore, di intensa passione, di totale estasi, non potrà nemmeno sapere chi è, perché non avrà uno specchio in cui osservare la sua immagine.
La relazione è uno specchio e, più l’amore è puro, migliore e più nitido sarà lo specchio. Ma l’amore più alto richiede che tu sia aperto. Richiede che tu sia vulnerabile. Devi lasciar andare la tua armatura, ed è doloroso. Non devi stare sempre in guardia, devi abbandonare la mente e i suoi calcoli. Devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti – è per questo che hai paura di essere vulnerabile. L’altro può rifiutarti – è per questo che hai paura dell’amore.
Il riflesso del tuo essere che scopri nell’altro potrebbe essere brutto – questa è la tua ansietà. Evita lo specchio. Ma non è che evitando lo specchio diventerai bello. Evitando la situazione, non puoi crescere. È necessario accettare la sfida.
Occorre entrare nell’amore. È il primo passo verso Dio, e non può essere aggirato. Quelli che cercano di evitare lo spazio dell’amore, non raggiungeranno mai Dio. È una necessità assoluta, perché diventi consapevole della tua totalità solo quando vieni stimolato dalla presenza dell’altro, quando la tua presenza viene rafforzata dalla presenza dell’altro, quando vieni aiutato a uscire dal tuo mondo chiuso,narcisista, e portato fuori sotto la volta infinita del cielo.
L’amore è un cielo, vastissimo. Essere in amore vuol dire mettere le ali. Ma naturalmente, il cielo infinito fa paura.
Inoltre lasciare andare l’ego è molto doloroso perché ci hanno insegnato a coltivarlo. Pensiamo che l’ego sia il nostro unico tesoro. L’abbiamo protetto, decorato, l’abbiamo lucidato in continuazione e, quando l’amore bussa alla porta, tutto ciò che ci occorre per innamorarci è mettere da parte l’ego: è doloroso, certo. È il lavoro di tutta la tua vita, è tutto ciò che hai creato, questo ego orrendo, questa idea che sei separato dall’esistenza.
È un’idea brutta perché non è vera. È un’idea illusoria, ma la società esiste, è anzi basata proprio su questa idea che ogni persona è una persona, non una presenza.
La verità è che al mondo non esistono persone ma solo presenze. Non ci sei, non esisti come ego, separato dal tutto. Sei parte del tutto. Il tutto ti penetra, il tutto respira in te, pulsa in te, il tutto è la tua stessa vita.
L’amore ti dà la prima esperienza di armonia con qualcosa che non è il tuo ego.
L’uomo moderno vive in una cella oscura: è narcisista. Il narcisismo è l’ossessione più grande della mente moderna.
E poi arrivano i problemi, problemi senza senso. Ci sono problemi che sono creativi perché ti portano a un livello più alto di consapevolezza. Ci sono problemi che non ti portano da nessuna parte, ti tengono solo legato, ti tengono nel caos del passato.
L’amore crea problemi; puoi evitarli, evitando l’amore. Ma quelli sono i problemi essenziali! Bisogna affrontarli, viverli e passarci attraverso per andare oltre. L’unico modo per andare oltre, è di passarci attraverso. L’amore è l’unica cosa che valga la pena di fare. Tutto il resto è secondario – va benissimo se è di sostegno all’amore. Tutto il resto è solo un mezzo, ma l’amore è il fine. Quindi, per quanto sia doloroso, entra nell’amore.
Se non entri nell’amore – come hanno deciso molte persone – rimani intrappolato all’interno di te stesso. Allora la tua vita non è un pellegrinaggio, non è un fiume che va verso l’oceano; la tua vita è una pozza stagnante, sporca, e molto presto resteranno solo lo sporco e il fango. Per rimanere limpido, devi continuare a fluire. Il fiume rimane pulito perché scorre. Scorrere è il modo di rimanere sempre vergini.
Chi ama rimane vergine. Tutti gli amanti sono vergini. Le persone che non amano non possono rimanere vergini: si addormentano, diventano stagnanti, e prima o poi – più prima che poi – iniziano a puzzare perché non hanno nessun posto dove andare. La loro è una vita morta.
L’uomo moderno si trova in questa situazione, e per questo motivo nevrosi di ogni genere, follie di ogni genere, sono rampanti. Il disagio psicologico ha preso proporzioni epidemiche. Non è che alcuni individui siano psicologicamente malati: la realtà è che la terra nel suo complesso è diventata un manicomio. Tutta l’umanità soffre di una specie di nevrosi.
Questa nevrosi nasce dal tuo ristagnare, dal tuo narcisismo. Tutti sono stretti nell’illusione di avere un sé separato, e poi impazziscono. Questa follia è senza senso, è improduttiva, non creativa. Oppure si suicidano. Questi suicidi sono anch’essi improduttivi e non creativi.
Forse non ti uccidi prendendo del veleno o saltando dall’alto di una rupe o sparandoti, ma puoi suicidarti in modo molto lento, e questo è proprio ciò che accade. Pochissime persone si suicidano tutte di un colpo. Gli altri hanno scelto un suicidio lento, graduale: muoiono a poco a poco. Ma la tendenza al suicidio è diventata quasi universale.
Non è vita questa, ma la causa, la causa fondamentale, è che abbiamo dimenticato il linguaggio dell’amore. Non siamo più così coraggiosi da buttarci nell’avventura chiamata amore.
La gente è interessata al sesso, perché il sesso non è pericoloso.
È il fenomeno di un momento, non occorre coinvolgersi.
L’amore è coinvolgimento, è impegno. Non è un fenomeno del momento. Quando ha messo le radici, può durare per sempre. Può diventare un impegno che dura tutta la vita. L’amore ha bisogno di intimità; solo quando c’è intimità, l’altro diventa uno specchio. Quando ti incontri con una donna o un uomo a livello sessuale, in realtà non vi incontrate affatto, avete evitato l’anima dell’altra persona. Tu ne hai usato il corpo e sei fuggito, e anche l’altro ha usato il tuo corpo ed è fuggito. Non siete diventati abbastanza intimi da poter rivelare all’altro il vostro volto originario.
L’amore è il più grande koan Zen.
È doloroso, ma non evitarlo. Se lo eviti, perdi la più grande opportunità di crescere. Entra in esso, con tutta la sua sofferenza, perché grazie alla sofferenza arriva una grande estasi. Sì, c’è agonia, ma da questa agonia nasce l’estasi. Sì, dovrai morire come ego, ma rinascerai come Dio, come buddha. L’amore ti darà il primo assaggio del Tao, del Sufismo, dello Zen. Ti darà la prima prova che Dio esiste, che la vita non è priva di significato.
Quelli che dicono che la vita non ha significato sono quelli che non hanno conosciuto l’amore. In effetti stanno dicendo che nella loro vita è mancato l’amore.
Lascia che ci sia il dolore, lascia che ci sia la sofferenza. Passa attraverso la notte oscura, e arriverai a una bellissima alba. Solo nel grembo della notte oscura, il sole può evolversi. Solo attraverso la notte oscura arriva il mattino.
Il mio approccio qui è unicamente quello dell’amore. Ti insegno l’amore, solo l’amore e nient’altro. Puoi dimenticarti di Dio: è solo una parola vuota. Puoi dimenticarti delle preghiere: sono solo riti che ti sono stati imposti da altri. L’amore è la preghiera naturale, non imposta da nessuno. Appare con te alla nascita. L’amore è il vero Dio, non il Dio dei teologi, ma il Dio di Buddha, Gesù, Maometto, il Dio dei Sufi. L’amore è una tariqa, un metodo per ucciderti come individuo separato e per aiutarti a diventare l’infinito. Scompari come goccia di rugiada e diventi l’oceano, ma per questo devi passare attraverso la porta dell’amore.
Certo, quando scompari come goccia di rugiada – e hai vissuto a lungo come goccia di rugiada – è doloroso, perché pensi: “Io sono questo, e ora questo sta scomparendo. Sto morendo”. Non stai morendo, è l’illusione che muore. Ti sei identificato con l’illusione, è vero, ma l’illusione è sempre un’illusione. Solo quando svanisce, puoi vedere chi sei. Questa rivelazione ti porta alle vette più alte della gioia, dell’estasi, della celebrazione.

Osho


Che se tu se’ ‘l cor mio

Che se tu se’ ‘l cor mio,
come se’ pur mal grado
del cielo e della terra,
qualor piagni e sospiri,
quelle lagrime tue sono il mio sangue,
que’ sospiri il mio spirto e quelle pene
e quel dolor, che senti,
son miei, non tuoi, tormenti.

Testo di Giovanni Battista Guarini (1538-1612) , da Il Pastor Fido, Act III, Scene 4


ci vieni con me… o mia Luna, sulla luna?

Ho già prenotato per noi due una stanza
nella casa della luna
dove passare il fine settimana, amore mio,
gli alberghi del mondo non mi soddisfano,
l’albergo dove mi piace alloggiare è la luna
ma lì, amore mio, non accettano un ospite
che viene senza una donna:
ci vieni con me…
o mia Luna, sulla luna?

Nizar Qabbani


Aspettare

Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile.

Cesare Pavese


Quando la mia pudicizia incontrò la sua timidezza, i nostri corpi persero ogni freno

Gli vidi il viso solo per un attimo, quando con un soffio spense la fiamma che nuotava in un bagno d’olio accanto alla porta. Il nostro segno di riconoscimento fu e rimase la sua mano sulla mia guancia, la mia guancia nella sua mano. Ci dicemmo poco più che i nostri nomi, non avevo mai udito una poesia d’amore più bella. Enea Cassandra. Cassandra Enea. Quando la mia pudicizia incontrò la sua timidezza, i nostri corpi persero ogni freno. Non avrei mai potuto immaginare come avrebbero risposto le mie membra alle domande delle sue labbra, quali sconosciute sensazioni mi avrebbe donato il suo odore. E di che voce sarebbe stata capace la mia gola.

Christa Wolf - Cassandra



giovedì 24 maggio 2012

È chiaro che la cosa migliore non è la carezza in se stessa bensì la sua continuazione

La carezza è un linguaggio
se le tue carezze mi parlano
non vorrei che tacessero.
La carezza non è la copia
di un'altra carezza lontana
è una nuova versione
quasi sempre migliorata.
È la festa della pelle
la carezza mentre dura
e quando si allontana lascia
senza difesa alla lussuria.
Le carezze dei sogni
che sono prodigio ed incanto
soffrono di un difetto
non hanno tatto.
Come avventura ed enigma
la carezza incomincia prima
di trasformarsi in carezza.
È chiaro che la cosa migliore
non è la carezza in se stessa
bensì la sua continuazione.

Mario Benedetti


salendo e scendendo con me scale e arpeggi e memoria

Amore di chiodi e legno
amore di piedi veloci ed occhi languidi
amore di cenere e vento
amore di ali e sassi
di occhi azzurri nel verde delle mie vene
ai polsi
amore guarito dal dolore
amore medicamentoso
amore dato mendicato
perso e ritrovato
amore di muscoli e cervello
amore perdonato
amore di Maggio
amore di poeta
amore d’amante
amore sconosciuto
amore messo al bando
amore mangiato e bevuto
fumato fino all’alba
sotto stelle decise a cadere
solo per noi.
Amore
quale amore mi consumerà
fino alla fine
salendo e scendendo con me scale
e arpeggi e memoria.

Maria Attanasio



I momenti che mi hai dato hanno un nome: l’incanto.

Così si chiude la storia, sui tuoi sorrisi e il tempo di un’ assenza. Sento ancora le tue dita sul piano della mia infanzia. Ti ho cercata dappertutto anche all’estero. Ti ho trovata; ovunque tu fossi, mi addormentavo nel tuo sguardo. La tua carne era la mia carne. Con le nostre metà, avevamo inventato promesse; insieme, eravamo i nostri domani. Ora so che i sogni più folli si scrivono con l’inchiostro del cuore. Ho vissuto laddove i ricordi si formano a due, al riparo dagli sguardi, nel segreto di una sola fiducia dove tu ancora regni. Mi hai dato ciò che non immaginavo, un tempo dove ogni secondo di te conterà nella mia vita più di ogni altro secondo. Io ero di tutti i villaggi, tu hai inventato un mondo. Te ne ricorderai, un giorno? Ti ho amata come non credevo che fosse possibile. Sei entrata nella mia vita come si entra nell’estate. Non provo né rabbia né rammarico. I momenti che mi hai dato hanno un nome: l’incanto. Lo hanno ancora, sono fatti della tua eternità. Anche senza di te non sarò mai più solo, perché tu esisti da qualche parte. 

Marc Levy - Se Potessi Rivederti


Perché ogni lettore pretende che in un rotolo di libro ci sia qualcosa scritto su di lui

Cerco nei libri la lettera, anche solo la frase che è stata scritta per me e che perciò sottolineo, ricopio, estraggo e porto via. Non mi basta che il libro sia avvincente, celebrato, né che sia un classico: se non sono anch'io un pezzo dell'idiota di Dostoevskij la mia lettura è vana. Perché il libro, anche il sacro, ... appartiene a chi lo legge e non per il diritto ottenuto con l'acquisto. Perché ogni lettore pretende che in un rotolo di libro ci sia qualcosa scritto su di lui. 

Erri De Luca - Alzaia


il tempo passa via mentre noi siamo lì barricati nei nostri soggiorni arredati con tanta cura

Ti rendi conto di quanto ci rinchiudiamo fuori dalla vita, per comodità e per abitudine e per semplice mancanza di occasioni? Di come ci barrichiamo in un angolo, e ci sembra anche di stare bene? Con i cuscini e le poltrone comode e il whisky di malto e i sonniferi per non pensarci? E fuori intanto c’è la vita, e al più ci accontentiamo di immaginarcela, o di guardarla filtrata e imitata in un film o in un libro ogni tanto? La sfioriamo solo, e il tempo passa via mentre noi siamo lì barricati nei nostri soggiorni arredati con tanta cura. 

Andrea De Carlo - Arcodamore


Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza

Quando non c’è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso. 

William Shakespeare - Otello, atto I, scena III


il suo abito è fatto di taffetà cangiante

Pensate che il passato, solo perché è già stato, sia compiuto e immutabile? Ah no, il suo abito è fatto di taffetà cangiante, e ogni volta che ci voltiamo a guardarlo lo vediamo con colori diversi. 

Milan Kundera - La vita è altrove


nessun colpo d’ala che possa sollevarla verso l’etere

La mia anima è così pesante che nessun pensiero è capace di portarla, nessun colpo d’ala che possa sollevarla verso l’etere. Se essa si muove, non riesce che a sfiorare la terra come il volo basso degli uccelli quando minaccia l’uragano. Sulla mia anima incombe un’oppressione greve, un’angoscia che fa presentire il terremoto. 

Soren Kierkegaard


Il mare non è mai stato amico dell’uomo

Il mare non è mai stato amico dell’uomo.
Al massimo complice della sua irrequietezza.

Joseph Conrad


Dimenticami, ma non scordarmi

Scordare è più crudele di dimenticare: chi è dimenticato viene tolto dalla mente, chi è scordato viene tolto dal cuore. E se io abito nel tuo cuore e tu mi cacci, io non avrò altro posto dove stare.
Dimenticami, ma non scordarmi.

Giulia Carcasi - Io sono di legno


I've got you under my skin

I've got you under my skin.
I've got you deep in the heart of me.
So deep in my heart that you're really a part of me.
I've got you under my skin.
I'd tried so not to give in.
I said to myself: this affair never will go so well.
But why should I try to resist when, baby, I know so well
I've got you under my skin?

I'd sacrifice anything come what might
For the sake of havin' you near
In spite of a warnin' voice that comes in the night
And repeats, repeats in my ear:
Don't you know, little fool, you never can win?
Use your mentality, wake up to reality.
But each time that I do just the thought of you
Makes me stop before I begin
'Cause I've got you under my skin.


I would sacrifice anything come what might
For the sake of havin' you near
In spite of the warning voice that comes in the night
And repeats - how it yells in my ear:
Don't you know, little fool, you never can win?
Why not use your mentality - step up, wake up to reality?
But each time I do just the thought of you
Makes me stop just before I begin
'Cause I've got you under my skin.
Yes, I've got you under my skin.


è stata una delle poche volte della mia vita in cui sono stato perfettamente felice, e me ne sono accorto mentre succedeva

“Ecco, vorrei rivivere quel pomeriggio. E sai perché?”

“Perché?”

“Perché quella è stata una delle poche volte della mia vita in cui sono stato perfettamente felice, e me ne sono accorto mentre succedeva”.

Gianrico Carofiglio


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