La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 23 maggio 2012

Amo l’amore che si suddivide in baci, letto e pane

Dal
fondo di te, e inginocchiato,
un
bimbo triste, come te, ci guarda.
Per
quella vita che arderà nelle sue vene
Dovrebbero
legarsi le nostre vite.
Per
quelle mani, figlie delle tue mani,
dovrebbero
uccidere le mie mani.
Per
i suoi occhi, aperti sulla terra
Vedrò
un giorno le lacrime nei tuoi.
Io
non voglio, Amata.
Perché
nulla ci leghi,
che
nulla ci unisca.

la parola che profumò la tua bocca
ne’
ciò che le parole non dissero…
Ne’
la festa d’amore che non avemmo
ne’
i tuoi singhiozzi vicino alla finestra
(Amo
l’amore dei marinai
che
baciano e se ne vanno.
Lasciano
una promessa.
Mai
più ritornano.
In
ogni porto una donna attende:
i
marinai baciano e se vanno.
Una
notte si coricano con la morte
nel
letto del mare.)
Amo
l’amore che si suddivide
in
baci, letto e pane.
Amore
che può essere eterno
e
può essere fugace.
Amore
che vuol liberarsi
per
tornare ad amare.
Amore
divinizzato che si avvicina
Amore
divinizzato che se ne va.
Più
non si incanteranno i miei occhi nei tuoi,
più
non si addolcirà vicino a te il mio dolore.
Ma
dovunque andrò porterò il tuo sguardo
e
dove andrai porterai il mio dolore.
Fui
tuo, fosti mia. Cos’altro? Insieme facemmo
un
angolo di strada dove l’amore passò.
Fui
tuo, fosti mia. Tu sarai di colui che t’amerà,
di
colui che taglierà nel tuo orto ciò che io ho
seminato.
Me
ne vado. Son triste: ma sempre sono triste.
Vengo
dalle tue braccia. Non so dove vado.

Dal tuo cuore mi dice addio un bimbo.
Ed
io gli dico addio.


Pablo Neruda


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