La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

lunedì 7 maggio 2012

Vado per il tuo corpo come per il mondo

Voy por tu cuerpo como por el mundo, 
tu vientre es una plaza soleada, 
tus pechos dos iglesias donde oficia 
la sangre sus misterios paralelos, 
mis miradas te cubren como yedra, 
eres una ciudad que el mar asedia, 
una muralla que la luz divide 
en dos mitades de color durazno, 
un paraje de sal, rocas y pájaros 
bajo la ley del mediodía absorto, 

vestida del color de mis deseos 
como mi pensamiento vas desnuda, 
voy por tus ojos como por el agua, 
los tigres beben sueño en esos ojos, 
el colibrí se quema en esas llamas, 
voy por tu frente como por la luna, 
como la nube por tu pensamiento, 
voy por tu vientre como por tus sueños, 

tu falda de maíz ondula y canta, 
tu falda de cristal, tu falda de agua, 
tus labios, tus cabellos, tus miradas, 
toda la noche llueves, todo el día 
abres mi pecho con tus dedos de agua, 
cierras mis ojos con tu boca de agua, 
sobre mis huesos llueves, en mi pecho 
hunde raíces de agua un árbol líquido, 

voy por tu talle como por un río, 
voy por tu cuerpo como por un bosque, 
como por un sendero en la montaña 
que en un abismo brusco se termina, 
voy por tus pensamientos afilados 
y a la salida de tu blanca frente 
mi sombra despeñada se destroza, 
recojo mis fragmentos uno a uno 
y prosigo sin cuerpo, busco a tientas, [...]

*****

Vado per il tuo corpo come per il mondo,
il tuo ventre è una spiaggia soleggiata,
i tuoi seni due chiese dove il sangue
celebra i suoi misteri paralleli,
i miei sguardi ti coprono come edera,
sei una città che il mare assedia,
una muraglia che la luce divide
in due metà color di pesca,
un luogo di sale, roccia e uccelli
sotto la legge del meriggio assorto,
vestita del colore dei miei desideri
vai nuda come il mio pensiero,
vado pei tuoi occhi come per l’acqua,
le tigri bevono sogni in quegli occhi,
il colibrì si brucia in quelle fiamme,
vado per la tua fronte come per la luna,
come la nube per il tuo pensiero,
vado per il tuo ventre come per i tuoi sogni,
la tua gonna di mais ondeggia e canta,
la tua gonna di cristallo, la tua gonna d’acqua,
le tue labbra, i capelli, i tuoi sguardi,
tutta la notte goccioli, tutto il giorno
apri il mio petto con le tue dita d’acqua,
chiudi i miei occhi con la tua bocca d’acqua,
sulle mie ossa goccioli, nel mio petto
affonda radici d’acqua un albero liquido,
vado per la tua strada come per un fiume,
vado per il tuo corpo come per un bosco,
come per un sentiero nel monte
che in un brusco abisso finisce,
vado per i tuoi pensieri assottigliati
e all’uscita dalla tua bianca fronte
la mia ombra abbattuta si strazia,
raccolgo i miei frammenti uno a uno
e proseguo senza corpo, cerco tentoni [...]


Octavio Paz


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