La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 4 luglio 2012

perché quella bellezza lui la conosceva

[...] Rimase a fissare il profilo scuro che contro la luce dello schermo, scendeva dall'orecchio destro della donna, correva sul collo, poi risaliva leggermente lungo la spalla, le ruotava intorno e infine si lasciava cadere lungo il gomito, dove scompariva nel buio.
Era una visione, quella sì, dolorosamente "impressionante", e Ultimo vi scoprì, per la prima volta, quanto straziante possa essere il desiderio, quando a porgerlo è il corpo di una donna.
Ne fu come spaventato. E forse fu per questo che lentamente, ripassando avanti e indietro con gli occhi quel profilo senza incrinature, prese, per così dire, a spogliarlo di quel che aveva di femminile, e a spingerlo verso una bellezza più segreta, dove la pelle diventa semplice linea, e il corpo un disegno inciso a sbalzo sul chiarore dello schermo. 
Si dimenticò della donna e si concesse a un'altra perfezione, ripassando la linea pura e il disegno fino a quando non diventarono traiettoria, e tracciato - e strada. Allora ne prese possesso, come sapeva fare. Scendeva lungo il collo, poi piegava verso sinistra, dava gas sul rettilineo leggermente in salita, mollava tutto in cima alla spalla, si lasciava cadere sulla destra e usciva all'esterno imboccando il rettilineo morbido del braccio. Prima lo fece solo con il cervello, per prendere le misure, poi iniziò a sentire la strada sul corpo e, piano, a fare il rumore del motore, con la bocca. Ultimo, che mai avrebbe osato, o potuto, toccare quel collo, adesso ci stava correndo sopra, scoprendone i segreti uno ad uno. Lì, in mezzo alla gente, lui approfittava di un'intimità che un amante raffinato avrebbe impiegato mesi ad ottenere. 
Ci si può anche non credere, ma la donna sollevò una mano, e, con le dita, si sfiorò la spalla, come a scacciare qualcosa che non sapeva. 

Lì finì l'infanzia di Ultimo. [...]. Era qualcosa che lo tranquillizzava, perché quella bellezza lui la conosceva.

Alessandro Baricco


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