La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 31 agosto 2012

I heard somebody whisper please adore me And when I looked to the Moon it turned to gold


Blue Moon
You saw me standing alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own
Blue Moon
You know just what I was there for
You heard me saying a prayer for
Someone I really could care for

And then there suddenly appeared before me
The only one my arms will hold
I heard somebody whisper please adore me
And when I looked to the Moon it turned to gold

Blue Moon
Now I'm no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own

And then there suddenly appeared before me
The only one my arms will ever hold
I heard somebody whisper please adore me
And when I looked the Moon had turned to gold

Blue moon
Now I'm no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own

Blue moon
Now I'm no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own


Solo tu fai della mia memoria una viaggiatrice affascinata


Quando mi guardi
i miei occhi sono chiavi,
il muro ha segreti,
il mio timore parole, poesie.
Solo tu fai della mia memoria
una viaggiatrice affascinata,
un fuoco incessante.

Alejandra Pizarnik


ti riconoscerò dall'immortale silenzio


Amore, oggi il tuo nome
al mio labbro è sfuggito
come al piede l'ultimo gradino...
ora è sparsa l'acqua della vita
e tutta la lunga scala
è da ricominciare.
T'ho barattato, amore, con parole.
Buio miele che odori
dentro diafani vasi
sotto mille e seicento anni di lava -
ti riconoscerò dall'immortale
silenzio.

Cristina Campo


Poi più nulla chiedo alla vita, tranne d'esserne il vicino.


Dietro quella finestra
la cui tenda non muta
situo la vista di lei
che l'anima studia in sé stessa
nel desiderio che la rivela.

Non ho difetto d'amore.
Chi m'ami non manca.
Ma altro sapore avrebbe,
se ciò accadesse all'interno
di quella alta finestra.

Perché? Se sapessi, avrei
tutto che avere desidero.
Amai un tempo la Regina,
e c'è sempre nella mia anima
un trono da occupare.

Ogni volta che posso sognare,
ogni volta che non vedo, situo
il trono in quel luogo;
oltre la tenda il focolare,
oltre la finestra il sogno.

Così, passando, intreccio
l'artificio della strada
e un poco di me m'oblio.
Poi più nulla chiedo alla vita,
tranne d'esserne il vicino.

Fernando Pessoa


E siamo rimasti lì senza parlare. Nudi. A osservare il cielo schiarirsi.


Ecco la poesia che volevo scrivere
prima, ma non l'ho scritta
perché ti ho sentita muoverti.
Stavo ripensando
a quella prima mattina a Zurigo.
Quando ci siamo svegliati prima dell'alba.
Per un attimo disorientati. Ma poi siamo
usciti sul balcone che dominava
il fiume e la città vecchia.
E siamo rimasti lì senza parlare.
Nudi. A osservare il cielo schiarirsi.
Così felici ed emozionati. Come se 
fossimo stati messi lì
proprio in quel momento.

Raymond Carver




giovedì 30 agosto 2012

Se infelice


Se infelice è l'innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato.

Italo Calvino


Anche se tu qui non sei


Anche se tu qui non sei
i miei occhi, di te, di tutto,
sono pieni.

Miguel Hernandez


Te ne sei andata


Te ne sei andata
e sull'acqua galleggia una luna opaca.
Te ne sei andata
e non mi resta niente da fare;
se non entrare nel lago,
raccogliere delicatamente la luna sporca
e pulirla con la manica.

Jairo Anibal Niño


Impazzisco per corrispondermi


Che ogni parola porti quello che dice.
Che sia come il tremore che la sostiene. 
Che si conservi come un palpito.

Non ho da dire decorata falsità nemmeno da mettere tinta dubbiosa né aggiungere
lucentezza a quello che c’è.
Questo mi obbliga ad ascoltarmi. Ma siamo qui per dire la verità.
Saremo reali.
Voglio precisioni terrificanti.
Tremo quando credo che mi falsifico. Devo portare in peso 
le mie parole. Loro mi possiedono come io le possiedo.

Se non vedo bene, tu dimmi, tu che conosci la mia bugia, segnalami
la calunnia, rinfacciami la truffa.
Ti ringrazierò, sul serio.
Impazzisco per corrispondermi
Tu sei il mio occhio, aspettami nella notte e scorgimi, scrutami, sbattimi.

Rafael Cadenas

Traduzione: Erika Reginato


lasciandoti sentire per una volta l'impatto mortale del mio silenzio


Se della mia voce potessi liberarmi
per attorcigliare la tua gola alla mia 
e solo usare quell'oceano 
formato dalle tue parole che nettare sono 
per la mia lingua di orfano di vedovo di straniero
Se smettere potessi d'essere assente 
per trasformare la tua anima nella mia patria 
lasciandoti sentire per una volta 
l'impatto mortale del mio silenzio
In fondo altro non sono che il ricordo della tua voce. 
Ogni volta che mi rifiuti 
finisci di partorirmi

Alejandro Jodorowsky


E tutto è calmo


Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia. E tutto è calmo.

Sandro Penna


mercoledì 29 agosto 2012

Non ho perduto nulla


Sono ancora qui, il sole gira
alle spalle come un falco e la terra
ripete la mia voce nella tua.
E ricomincia il tempo visibile
nell'occhio che riscopre la luce.
Non ho perduto nulla.
Perdere è andare di là
da un diagramma del cielo
lungo movimenti di sogni, un fiume 
pieno di foglie.

Salvatore Quasimodo




Ogni terrena voce fa naufragio


Il tempo è muto fra canneti immoti...

Lungi d'approdi errava una canoa...
Stremato, inerte il rematore... I cieli
Già decaduti a baratri di fiumi...

Proteso invano all'orlo dei ricordi,
Cadere forse fu mercé...

Non seppe

Ch'è la stessa illusione mondo e mente,
Che nel mistero delle proprie onde
Ogni terrena voce fa naufragio.

Giuseppe Ungaretti


ti ho perduta per troppo amore


È già autunno, altri mesi ho sopportato
senza imparare altro: ti ho perduta
per troppo amore, come per fame l’affamato
che rovescia la ciotola col tremito.

Elio Pagliarani




di sera scioglievi un canto scuro in un quadro


Qui tutte le mura sono diventate udito
le finestre ascoltavano la pioggia di autunni e primavere
i tetti sfiorati dal vento e i pavimenti dal fuoco
ascoltavi  un canto di qualche secolo fa
hai visto il petto ondulante di Lotte, il sorriso rubino
imploravi un istante del diciannovesimo secolo,
immaginario,
o almeno sognato
ma nessuno ti aveva ascoltato, eri l’aria,
un pugno di cenere, una goccia poggiata sulla finestra del paesaggio
che passava attraverso l’occhio
di sera scioglievi un canto scuro in un quadro
e di nuovo il bagliore illuminava l’ampiezza dell’altare
chiudevi gli occhi davanti alla luce visibile
e davanti al gemito del silenzio
le orecchie.

Tomasz Ròzycki
(traduzione a cura di Antonio Bux)


martedì 28 agosto 2012

non farò più vani sogni


Quantunque la bellezza brilli,
essa cade. Così
in questo mondo chi
potrebbe essere in eterno?
Valicando oggi
le profonde valli dell’esistenza
non farò più vani sogni
né mai più m’illuderò!

Kobo Daishi


io e la vita


A volte
ci guardiamo in silenzio

io e la vita.

a volte duole, duole
bianca,
lenta

sprofonda nella carne
come una bottiglia vuota sprofonda nello
stagno
che la sta riempiendo.

a volte, in silenzio, piange
e qualcosa di sacro luccica nel mondo,
in silenzio, riverbera nelle parole.

Hugo Mujica


Io canto ogni mattina da quando ti conosco...


E poi c'è questo uccello canoro che pensa di morire ogni volta che cala il sole. E la mattina quando si sveglia è così sconvolto di essere vivo che si mette a cantare la sua melodiosa canzone. Io canto ogni mattina da quando ti conosco...


...

... mentre scrivo questa lettera la brezza dell oceano mi rinfresca la pelle, quello stesso oceano che presto mi sarà tomba. Mi dicono che morirò da eroe, che la sicurezza e l'onore del mio paese saranno la ricompensa per il mio sacrificio. Prego sia vero. Il mio unico rimpianto in vita è di non averti mai detto quello che provo. Vorrei essere a casa, vorrei essere lì a tenerti la mano, vorrei essere lì a dirti quanto ti ho amata, e solo te da quando ero piccolo, ma non ci sono. Ora capisco che la morte è facile, è l'amore a essere difficile. Dal mio aereo in picchiata non vedrò la faccia dei miei nemici. Vedrò invece i tuoi occhi, pietre nere incastonate nella pioggia. Ci insegnano a gridare ''Banzai'' quando arriviamo sul bersaglio.. Io invece sussurrerò il tuo nome... e in morte come in vita rimarrò sempre tuo.

L’amore che resta


lunedì 27 agosto 2012

Poi la vidi svanire, la vidi fondersi nella distanza, farsi sogno per sempre


E io la vidi svanire
la vidi fondersi nella distanza,
farsi sogno per sempre.

Soffiava il Sud e provai paura,
Mezzogiorno d'oro croccante
illuminato pane che l'anima
affamata mangia, rinascendo.
Mare invisibile dietro le montagne.
(Adesso le nuvole, le donne,
le pigre barche bianche
saranno arrivate per vedersi…)

Pini alti, come fumi quieti,
tanto silenziosi e tanto verdi.
(Ansimerà il vento sulle rocce
furioso, ferito mortalmente…)

Soffiava il Sud. Sguardo ultimo.
Giorno finale per imparare
le sue lezioni di luce, di musica…

… Poi la vidi svanire,
la vidi fondersi nella distanza,
farsi sogno per sempre…

José Hierro


Da quando


Da quando fui stanco di cercare,
ho imparato a trovare.

Da quando un vento mi ha fatto resistenza,
navigo con tutti i venti.

Friedrich Nietzsche


Sono grida nel cielo e, in terra, sono atti.


Quando non ci si aspetta più nulla di personalmente esaltante,
ma si palpita e si va avanti più in qua della coscienza,
fieramente esistendo, ciecamente affermando,
come un polso che colpisce le tenebre,

quando si guardano dritto in fronte
i vertiginosi occhi chiari della morte,
si dicono le verità:
le barbare, terribili, amorose crudeltà:

si dicono poesie
che allargano i polmoni di quanti, asfissiati,
chiedono di essere, chiedono ritmo,
chiedono legge per quello che sentono che è troppo.

Con la velocità dell'istinto,
col lampo del prodigio,
come magica evidenza, il reale ci diventa,
identico a se stesso.

Poesia per il povero, poesia necessaria
come il pane quotidiano,
come l'aria che pretendiamo tredici volte al minuto,
per essere e, in quanto siamo, dare in sì che glorifica.

Perché viviamo a colpi, perché a malapena ci lasciano
dire che siamo quelli che siamo,
i nostri canti non possono essere senza peccato un ornamento.
Stiamo toccando il fondo.

Maledico la poesia concepita come un lusso
culturale per i neutrali
che, lavandosene le mani, si disinteressano ed evadono.
Maledico la poesia di chi non prende partito fino a macchiarsi.

Faccio miei gli errori. Sento in me quanti soffrono
e canto respirando.
Canto e canto, e cantando al di là delle mie pene
personali, mi espando.

Vorrei darvi vita, provocare nuovi atti,
e calcolo per questo, con tecnica, che cosa possa fare.
Mi sento un ingegnere del verso e un operaio
che forgia con altri la Spagna nei suoi acciai.

Tale è la mia poesia. Poesia-arnese
al tempo stesso che palpito di ciò che è unanime e cieco.
Tale è, arma carica di futuro espansivo
con cui miro al tuo petto.

Non è una poesia goccia a goccia pensata.
Nemmeno un bel prodotto. Non un frutto perfetto.
È un poco come l'aria che tutti respiriamo
ed è il canto che effonde quanto dentro portiamo.

Son parole che tutti ripetiamo, sentendole
come nostre, e che volano. Son più di quanto è detto.
Sono il più necessario: quello che non ha un nome.
Sono grida nel cielo e, in terra, sono atti. 

Gabriel Celaya


Ricordo e Malinconia


Nel lago dei tuoi occhi assai profondo
Si scioglie il mio povero cuore a fondo
Lo dissolvono laggiù
Nell'acqua di amore e di follia
Ricordo e Malinconia

Guillaume Apollinaire


Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene


Soprattutto, non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata... ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati… Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene.

Søren Kierkegaard


Dicono che ci sei, che mi hai dormito accanto


Al risveglio c’era penombra estiva
e sotto la sedia dei nostri vestiti alla rinfusa
le tue scarpe, le mie preferite, quelle da ragazzo.
Vuote di te, non scelte per l’uscita.
Lasciate al mio primo sguardo per regalo.
Dicono che ci sei, che mi hai dormito accanto
e del tuo ritorno, del sorriso che avrai e bacerò.
Senza paura.
Stanchezza solo quella giusta, che non dispera
e si ripara tra le tue braccia, a sera.

Rossella Tempesta


giovedì 23 agosto 2012

Una brancata di terra, in un cavo Di mani vuoto


Là, dove sempre tende ogni partire
Si ritorna: all'essere più soli.
Una brancata di terra, in un cavo
Di mani vuoto.

Giorgio Seferis


garante agli immortali oltre ogni ferma miseria delle storie


Sospesa in volo da Mitilene a Samo
prese a cantare una torbida colomba
in dolci suoni le allusioni ardite.
È da lí che viaggiò la poesia
lungo millenni
remo nel vuoto, sorriso alla pia luna
farmaco contro offese d’ogni spada
conforto alla memoria dell’amore
e compagna nel transito dei vivi
garante agli immortali
oltre ogni ferma miseria delle storie.

[...]

Lucio Mariani



la notte trabocca di gioia


Vuoi così presto lasciarmi?
Un momento fa eri tanto vicina!
masse di nuvole ti adombrano
e ora sei sparita.

Ma senti come sono desolato,
spunta il tuo orlo, come una stella!
Mi attesti che sono amato,
per lontano che sia la mia bella.

Sali, dunque! Astro sempre più chiaro,
orbita pura, luce fastosa!
Anche se il cuore afflitto batte sempre
più rapido,
la notte trabocca di gioia.

Johann Wolfgang Goethe


mercoledì 22 agosto 2012

facciamo uso solo dei cinque sensi


C'è tanto di quel fuori! Possenti
e inutili città,
e strade fra una dimora e l'altra.

Due persone siedono davanti a una finestra
e cantano tra sè nella notte:
non hanno più bisogno dell'amore.

Fra il mio viso e il tuo
c'è luce a sprazzi
come un'auto in cerca della via.

Ma ci sediamo ancora l'uno
accanto all'altra, gettiamo ancora un uguale sguardo,
facciamo uso solo dei cinque sensi.

Ori Bernstein


martedì 21 agosto 2012

Ti abbracciavo e tu abbracciavi un'anguria


Ti abbracciavo
e tu abbracciavi un'anguria
ti amavo e tu non
sapevi che fare
dell'anguria
perché le tue mani vogliose
di abbracciarmi
non potevano
abbandonarla
e d'altra parte
cosa 
potevi dire aspetta
che poso 
l'anguria?

Aghi Mishòl


lunedì 20 agosto 2012

mi fa male il tempo


Mi duole in petto la bellezza: mi dolgono le luci
nel pomeriggio arrugginito; mi duole
questo colore sulla nube – viola plumbeo
viola repellente; il mezzo anello della luna
che brilla appena – mi duole. Passò un battello.
Una barca; i remi; gli innamorati; il tempo.
I ragazzi di ieri sono invecchiati. Non tornerai indietro.
Serata grigia, luna sottile, – mi fa male il tempo.

Ghiannis Ritsos


Il profumo dei tuoi capelli


Tienimi un po’ tra il profumo dei tuoi capelli.

Marco Scolaro (5 anni)


venerdì 10 agosto 2012

Lascio la porta della Terra di Mezzo socchiusa... sarò assente per qualche giorno...vi porto nei miei pensieri.

Con affetto
Tiziana



La freccia s’accese volando tra le liquide nubi


La freccia s’accese volando tra le liquide nubi,
arse e tracciò una scia di fiamma, si consumò
e sparì tra i volubili venti. Così le stelle cadenti
spesso si staccano dal cielo e trascinano
correndo nel cielo una chioma lucente.

Virgilio


cadono...ancora! ancora!


A chi il gran cielo cupo 
getta i suoi astri d'oro? 
Pioggia sprizzante dall'ombra, 
cadono...ancora! ancora!

Victor Hugo


Nelle notti d'autunno, vagando per la città Guardo il cielo con desiderio


Nelle notti d'autunno, vagando per la città
Guardo il cielo con desiderio,
Perché se cade una stella
ed esprimo un voto, si avvererà.
Ragazzi, i miei desideri son sempre gli stessi:
Quando cade una stella, allora, emozionato,
Chiedo che tu m'ami,
E che da lontano tu pensi a me
E' una chimera, ahimè! Ma voglio crederci,
Non ho altro per consolarmi.
Ma ecco l'inverno, la notte diventa nera,
E non vedo più stelle cadere.

François Coppé


Qual rugiada e qual pianto


Qual rugiada e qual pianto,
quai lacrime eran quelle
che sparger vidi dal notturno manto
e dal candido volto delle stelle?
E perché seminò la bianca luna
di cristalline stelle un puro nembo
e l’erba fresca in grembo?
Perché ne l’aria bruna
s’udian, quasi dolendo, intorno intorno
gir l’aure insino al giorno?
Fur segni forse de la tua partita,
vita de la mia vita?


Torquato Tasso


ad ognuna che casca penso spesso a le speranze che se porta appresso


Quanno me godo da la loggia mia
quele sere d’agosto tanto belle
ch’er celo troppo carico de stelle
se pija er lusso de buttalle via,
ad ognuna che casca penso spesso
a le speranze che se porta appresso.

Perchè la gente immagina sur serio
che chi se sbriga a chiede qualche cosa
finche la striscia resta luminosa,
la stella je soddisfa er desiderio;
ma, se se smorza prima, bonanotte:
la speranzella se ne va a fa’ fotte.

Jersera, ar Pincio, in via d’esperimento,
guardai la stella e chiesi:”Bramerei
de ritrovamme a tuppertù co’ lei
come trent’anni fa: per un momento.
Come starà Lullù? Dov’è finita
la donna ch’ho più amato ne la vita?”

Allora chiusi gli occhi e ripensai
a le gioje, a le pene, a li rimorsi,
ar primo giorno quanno ce discorsi,
a quela sera che ce liticai...
E rivedevo tutto a mano a mano,
in un nebbione piucchemmai lontano.

Ma ner ricordo debbole e confuso
ecco che m’è riapparsa la biondina
Quanno venne da me quela mattina,
giovene, bella, dritta come un fuso,
che me diceva sottovoce:”E’ tanto
che sospiravo de tornatte accanto!”

Er fatto me pareva così vero
che feci fra de me:- Questa è la prova
che la gioja passata se ritrova
solo nel labirinto der pensiero.
Qualunquesia speranza è un brutto tiro
de l’illusione che ce pija in giro - .

Però ce fu la mano der Destino:
perchè doppo nemmanco un quarto d’ora,
giro la testa e vedo una signora
ch’annava a spasso con un cagnolino.
Una de quelle bionde ossiggenate
che perloppiù ricicceno d’estate.

- Chissà - pensai - che pure ‘sta grassona
co’ quer po’ po’ de robba che je balla
nun sia stata carina? - E ner guardalla
trovai ch’assomigliava a ‘na persona...
Speciarmente er nasino pe’ l’insù
me ricordava quello de Lullù...

Era lei? Nu’ lo so. Da certe mosse,
da la maniera de guardà la gente,
avrei detto: - E’ Lullù sicuramente...-
Ma ner dubbio che fosse o che nun fosse
richiusi l’occhi e ritornai da quella
ch’avevo combinato co’ la stella.


Trilussa


Svaniresti tu, amore, svaniresti?


Dici, amore, che non viene scosso il cielo 
E immobili son le sue stelle?
Là! hai visto Quella scintilla volare su di noi?
Le stelle In cielo neanche son sicure.
E di me, che sarà, amore, di me?
Cosa sarà, amore, se presto
La tua stella fosse lanciata sopra un'onda?
Sembrerebbero le tenebre un sepolcro?
Svaniresti tu, amore, svaniresti?

David Herbert Lawrence


stelle; che accese in un attimo e spente, rigano il cielo d'un pensier di luce


... Ed incrociò con la sua via la strada
d'un mondo infranto,
e nella strada ardeva,
come brillante nuvola di fuoco,
la polvere del suo lungo passaggio.
Ma niuno sa donde venisse,
e quanto lontane plaghe già battesse il carro
che senza più l'auriga ora sfavilla
passando rotto per le vie del Sole.
Né sa che cosa carreggiasse intorno
ad uno sconosciuto astro di vita,
allora forse di su lui cantando i viatori
per la via tranquilla;
quando urtò, forviò, si spezzò,
corse in fumo e fiamme per gli eterei borri,
precipitando contro il nostro Sole,
versando il suo tesoro oltresolare:
stelle; che accese in un attimo e spente,
rigano il cielo d'un pensier di luce. ...

Giovanni Pascoli


se non che da la parte ond'e' s'accende nulla sen perde, ed esso dura poco...


Quale per li seren tranquilli e puri
discorre ad ora ad or subito foco,
movendo li occhi che stavan sicuri,
e pare stella che tramuti loco,
se non che da la parte ond'e' s'accende
nulla sen perde, ed esso dura poco...

Dante Alighieri - Paradiso - Canto XV



giovedì 9 agosto 2012

fino al porto della tua carne


Mi aspiri
mi crei mi trasformi in ombra
e nel buio fatale della mia dissoluzione
avida 
ti espandi come un riccio di luce
per guidare la mia barca
fino al porto della tua carne

Alejandro Jodorowsky


Tu devi essere libera di prendere un sentiero la cui fine io non senta il bisogno di conoscere


Che io non sia un inquieto fantasma
che segue ossessivo l'andare dei tuoi passi
al di là del punto in cui mi hai lasciato
ferma in piedi nell'erba appena spuntata.

Tu devi essere libera di prendere un sentiero
la cui fine io non senta il bisogno di conoscere,
né febbre affliggente di essere sicura
che sei andata dove io volevo andassi.

Quelli che lo facessero cingono il futuro
fra due muri di ben disposte pietre
ma segnano un cammino spettrale per se stessi,
un arido cammino per ossa polverose.

Dunque tu puoi andare senza rammarico
intanto da questo paese familiare,
lasciando un tuo bacio sui miei capelli,
e tutto il futuro nelle tue mani.

Margaret Mead




Vo a raccogliere i miei occhi Abbandonati sulla riva


Son tornata per la strada senz’erba.
Vado al fiume a cercar la mia ombra.
Che solitudine sigillata di luna fredda.
Che solitudine d’acqua senza sirene rosse.
Che solitudine di pini acidi, erranti…
Vo a raccogliere i miei occhi
Abbandonati sulla riva.

Carmen Conde


mercoledì 8 agosto 2012

Ora sì, posso dire che m'appartieni


I ricordi, queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo,
i lugubri e durevoli ricordi,
eccoli già apparire:
melanconici e muti
fantasmi agitati da un vento funebre.
E tu non sei più che un ricordo.
Sei trapassata nella mia memoria.
Ora sì, posso dire
che m'appartieni
e qualche cosa fra di noi è accaduto
irrevocabilmente.
tutto finì così rapido!
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo che l'amore
brucia la vita e fa volare il tempo.

Vincenzo Cardarelli


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