La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 13 gennaio 2012

già vibra un accordo segreto

Mentre sto qui in attesa
fuori il tempo si strugge nel mare
ma sempre ripreso per gli azzurri capelli
non raggiunge l'eternità -
Nessun amore ancora tra i pianeti
ma già vibra un accordo segreto.

Nelly Sachs


La porta che davanti a te si sbarra e tu sei dentro

Solo due porte
sono serrate.
Tutte le altre ti invitano
e aprono al più leggero
tocco della tua curiosità.
Solo queste porte sono
così difficili da aprire
che le tue forze non bastano.
Nessun falegname viene e
le pialla e olia
i catenacci indocili.
La porta che dietro di te
si è chiusa e tu sei
fuori.
La porta che davanti a te si sbarra e tu
sei dentro.

Hilde Domin


Qui al buio, da solo, il mio corpo è tranquillo e si sente padrone

Mangio un poco di cena alla chiara finestra
Nella stanza è già buio e si vede nel cielo.
A uscir fuori, le vie tranquille conducono
dopo un poco, in campagna.
Mangio e guardo nel cielo - chi sa quante donne
stan mangiando a quest'ora - il mio corpo è tranquillo;
il lavoro stordisce il mio corpo e ogni donna.
Fuori, dopo la cena, verranno le stelle a toccare
sulla larga pianura la terra. Le stelle son vive,
ma non valgono queste ciliege, che mangio da solo.
Vedo il cielo, ma so che tra i tetti di ruggine
qualche lume già brilla e che sotto, si fanno rumori.
Un gran sorso e il mio corpo assapora la vita
delle piante e dei fiumi, e si sente staccato da tutto.
Basta un po’ di silenzio e ogni cosa si ferma
nel suo luogo reale , così com’è fermo il mio corpo.
Ogni cosa è isolata davanti ai miei sensi,
che l’accettano senza scomporsi: un brusio di silenzio
Ogni cosa nel buio la posso sapere
come so che il mio sangue trascorre le vene.
La pianura è un gran scorrere d’acqua tra l’ erbe,
una cena di tutte le cose. Ogni pianta e ogni sasso
vive immobile. Ascolto i miei cibi nutrirmi le vene
di ogni cosa che vive su questa pianura.
Non importa la notte. Il quadrato del cielo
mi sussurra di tutti i fragori, e una stella minuta
si dibatte di nuovo, lontana dai cibi,
dalle case, diversa. Non basta a se stessa,
e ha bisogno di troppe compagne. Qui al buio, da solo,
il mio corpo è tranquillo e si sente padrone

Cesare Pavese


pensa ai primi invitanti accordi di una musica, il primo fiero attacco dei violini, poi il suono dei corni, e poi sii grato per come la mente può danzare in mezzo e attorno e sotto le parole

Pensa a una delicata morbidezza. Pensa a una nuvola,
non per quello che è, vapore e aria, ma per come
l'immaginazione la domina, la nomina, la trattiene
in bilico sull'orlo della mente. Pensa a un passerotto,
non ancora capace di buttarsi nel volo ma che confida
nella spinta e nello slancio di chi l'ha generato. Osserva
le sfumature di pastello, l'opale dei soli al tramonto,
e come gli alberi si oscurano in ogni trama
e ombra di verde. Pensa al primo timido amore
che non osa dire quello che pensa di vedere ma aspetta
in un librarsi felice, non ancora nel fondo del desiderio.
Pensa alla gioia concreta di un bimbo sulla spiaggia
non ancora diviso dal luogo da dove guada o come
si incolla alle conchiglie o le scaglia di nuovo in una
pozza della roccia.
Pensa ai quadri e alle loro decise trasformazioni,
ritratti che calmano il volto congestionato di un uomo
o una donna che si contempla in uno specchio. E infine,
pensa ai primi invitanti accordi di una musica,
il primo fiero attacco dei violini, poi il suono dei corni,
e poi sii grato per come la mente può danzare
in mezzo e attorno e sotto le parole e rallegrati
e sappi che questo non è un caso.

Elizabeth Jennings


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...