La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 19 gennaio 2012

... prese tra le mani il volto di quell’uomo

Immobile, con la lanterna spenta in mano, Elisewin sentiva il proprio nome arrivarle da lontano, mescolato al vento e al fragore del mare. Nel buio, davanti a se, vedeva incrociarsi le piccole luci di tante lanterne, ognuna sperduta in un suo viaggio sull'orlo della burrasca. Non c'erano,nella sua mente, né inquietudine, né paura. Un lago tranquillo le era esploso, tutt'a un tratto, nell'anima. Aveva lo stesso suono di una voce che conosceva. 

Si voltò e lentamente tornò su i suoi passi. Non c'era più vento, non c'era più notte, non c'era più mare, per lei. Andava e sapeva dove andare. Questo era tutto. Sensazione meravigliosa. Di quando il destino finalmente si chiude, e diventa sentiero distinto, e orma inequivocabile, e direzione certa. Il tempo interminabile dell'avvicinamento. Quell'accostarsi. Si vorrebbe non finisse mai. Il gesto di consegnarsi al destino. Quella é un'emozione. Senza piu' dilemmi, senza più menzogne. Sapere dove. E raggiungerlo. 

Qualunque sia il destino. 

Camminava- ed era la cosa più bella che aveva mai fatto. 

Vide la locanda di Almayer avvicinarsi. Le sue luci. Lasciò la spiaggia, arrivò sulla soglia, entrò e chiuse dietro di se quella porta da cui, insieme agli altri, chissà quanto tempo prima, era uscita di corsa, senza ancora nulla sapere. 

Silenzio. 

Sul pavimento di legno, un passo dopo l'altro. granelli di sabbia che scricchiolano sotto i piedi.In un angolo, per terra il mantello caduto a Plasson nella fretta di corrersene via. 

Nei cuscini, sulla poltrona, l'orma del corpo di madame Deverià, come si fosse appena alzata. E al centro della stanza, in piedi, immobile, Adams. Che la guarda. 

Un passo dopo l'altro, fino ad arrivargli vicino. E dirgli: 

-non mi farai del male, vero? 

Non le farà del male, vero? 

-No. 

No. 

Allora 

Elisewin 

prese 

tra le mani 

il volto 

di quell'uomo, 


lo baciò. 

Nelle terre di Carewall, non smetterebbero mai di raccontare questa storia. Se solo la conoscessero. Non smetterebbero mai. Ognuno a modo suo, ma tutti continuerebbero a raccontare di quei due e di un'intera notte passata a restituirsi la vita, l'un l'altra, con le labbra e con le mani, una ragazzina che non ha visto nulla e un uomo che ha visto troppo, uno dentro l'altra - ogni palmo della pelle é un viaggio, di scoperta, di ritorno nella bocca di Adams a sentire il sapore del mondo, sul seno di Elisewin a dimenticarlo - nel grembo di quella notte stravolta, nera burrasca, lapilli di schiuma nel buio, onde come cataste franate, rumore, sonore folate, furiose di suono e velocità, lanciate sul pelo del mare, nei nervi del mondo, oceano mare, colosso che gronda, stravolto - sospiri, sospiri nella gola di Elisewin - velluto che vola - sospiri ad ogni passo nuovo in quel mondo che valica monti mai visti e laghi di forme impensabili - sul ventre di Adams il peso bianco di quella ragazzina che dondola musiche mute - chi l'avrebbe mai detto che baciando gli occhi di uomo si possa vedere così lontano- accarezzando le gambe di una ragazzina si possa correre così veloce e fuggire-fuggire da tutto - vedere lontano - venivano dai due più lontani estremi della vita, questo é stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l'universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo é incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo é il meraviglioso - questo continuerebbero a raccontare , per sempre, nelle terre di Carewall, perché nessuno possa dimenticare che non si é mai lontani abbastanza per trovarsi, mai - lontani abbastanza - per trovarsi - lo erano quei due, lontani, più di chiunque altro e adesso - grada la voce di Elisewin, per i fiumi di storie che forzano la sua anima, e piange Adams, sentendole scivolare via, quelle storie, alla fine, finalmente, finite - forse il mondo é una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano - e nemmeno é amore, questo é stupefacente, ma é mani, e pelle, labbra, stupore, sesso, sapore - tristezza, forse - perfino tristezza - desiderio - quando lo racconteranno non diranno la parola amore- mille parole diranno, taceranno amore - tace tutto, intorno, quando d'improvviso Elisewin sente la schiena spezzarsi e la mente sbiancare, stringe quell'uomo dentro, gli afferra le mani e, vedi, non morirà.

Alessandro Baricco - Oceano Mare


Ubriacatevi senza smettere! Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.

Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: È l'unico problema.
Per non sentire l'orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriacate senza tregua.
Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull'erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all'onda alla stella all'uccello all'orologio,
a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta
a tutto ciò che parla, domandate che ora è;
Ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno
"È l'ora di ubriacarsi!"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.

Charles Baudelaire


Gli abbracci fanno molto bene

Lo so che di solito non abbracci,
però mi chiedevo se io posso abbracciare te,
non importa se ricambi,
ho pensato che siccome sei qui da un po'
e non hai ricevuto neanche un abbraccio da settimane,
forse te ne serve uno.
Mi chinai e lo abbracciai, rigida.
Lui si strinse a me fortissimo,
il contatto fu cosi sorprendente
e la sua persona minuscola era cosi calda
che respirai forte e cominciai a piangere
“Gli abbracci fanno molto bene”
disse lui dandomi delle piccole pacche sulla schiena.
"Se vuoi domani te ne do un altro"..

E io mi sentii perduta

Marya Hornbacher


Era la Nostalgia più grande di tutta la vita

A distesa suonavano le campane,
era in arrivo
stava arrivando
era arrivata la Nostalgia.
Era una Nostalgia di chi?
Era una Nostalgia di un signore.
Andato via?
Andato via.
Era un signore andato via.
A lei qui rimasta tantissimo mancava.
La traccia da lui lasciata segnava ovunque intorno a lei l'aria.
Come un quadro spostato per sempre segna la parete.
Era una Nostalgia grande?
Era la Nostalgia più grande di tutta la vita.

Vivian Lamarque


L'amore, quello che io cerco

L'amore,
quello che io cerco
non è certo dentro il tuo corpo
che adagi su donne facili
senza alcuno spessore.
L'amore quello che voglio io
è la tua costante presenza
è l'occhio vigile del padrone
che arde del suo cavallo.
Così ho cavalcato cavalli d'ombra
e gli altri mi hanno
visto correre senza briglie
mi hanno considerato pazza.
In effetti una donna che vive sola
senza uno scudo istoriato
senza una storia di bimbi
non è nè madre nè donna
ma un ibrido nome che viene
stampato in calce alla tua pagina.

Alda Merini




l’intero corpo talvolta può dolere per la nostalgia

... l’intero corpo talvolta può dolere per la nostalgia di un abbraccio che non c’è più, soprattutto la mattina, nel momento in cui si aprono gli occhi, soprattutto la notte, nell’attimo prima di assopirsi ...

David Grossman


Sto per cedere al sonno. Dormo quasi Da qualche parte nella notte Qualcuno affonda

Mi piace baciar mani
E affibbiare
Nomignoli,
Ma piu ancora mi piace aprire
Le porte!
Spalancate nel buio della notte!
La testa fra le mani, amo ascoltare
Come un passo pesante si dilegua
Da qualche parte,
Come il vento fa ondeggiare
L'assonnato, insonne
Bosco.
Ah, notte!
Da qualche parte girano chiavi,
Sto per cedere al sonno.
Dormo quasi
Da qualche parte nella notte
Qualcuno affonda.

Marina Cvetaeva


Questo attimo, e non altri tempi, è un fiore che si apre nelle nostre mani

Desidero solo silenzio e quiete,
non parlarmi di cose del passato e del futuro
non parlarmi di ieri e non andare
all’indomani.
Questo attimo, per me,
non ha nè prima nè dopo
non ha più senso
ieri è scomparso quali echi e ombre
e l’ignoto domani si dilaga lontano
e non si vede più
sarà forse diverso di quanto han disegnato
le mani dai sogni tuoi e miei,
diverso di quanto desideriamo?
Questo attimo, e non altri tempi,
è un fiore che si apre nelle nostre mani:
senza frutti senza radici
ma è solo un fiore di spontanea bellezza,
teniamolo bene prima che si strappi,
amore mio!

Fadwa Toqan


Considero la vita una locanda

Considero la vita una locanda,
dove devo fermarmi fino all'arrivo della diligenza dell'abisso.
Non so dove mi condurrà,
perché non so niente.
Potrei considerare questa locanda una prigione,
perchè in essa sono costretto all'attesa;
potrei considerarla un luogo in cui socializzare,
perchè qui mi ritrovo insieme ad altri.
Non sono,però,né impaziente né spontaneamente naturale.
Lascio a quello che sono,
coloro che si chiudono nella stanza
mollemente sdraiati sul letto dove aspettano insonni;
lascio a quello che fanno,
coloro che conversano nelle sale,
da dove musiche e voci giungono facilmente fino a me.
Mi siedo alla porta e imbevo i miei occhi e orecchi dei colori e dei suoni del paesaggio,
e canto sommessamente,
solo per me,
vaghe canzoni che compongo nell'attesa.
Per tutti noi scenderà la notte e arriverà la diligenza.
Godo della brezza che mi è data e dell'anima
che mi è stata data per goderla,
e non mi pongo altre domande né cerco altro.
Se ciò che lascerò scritto nel libro dei clienti,
riletto un giorno da qualcuno,
potrà intrattenerlo nel transito,
andrà bene.
Se nessuno lo leggerà,
né si intratterrà,
andrà ugualmente bene

Fernando Pessoa


In nessun luogo si è buoni!

Il drago si è congiunto al garofano
per generarti.
In qualche luogo vivi,
dove in marzo l’artiglio spunta
per fiorire,
dove il tuono d’ottobre si fa delicato
e diventa profumo. Chiama!
Voglio venire da te,
dimmi in quale luogo,
Perché ci si possa l’un l’altro
interrogare e amare,
gioia senza terrore,
e essere buoni?
In nessun luogo si è buoni!

Hans Magnus Enzensberger


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...